Salis, la maestria del macellaio Carni e insaccati per goduriosi
di Giovanni Fancello
Tutto inizia con un gesto di un fanciullo alla ricerca di riconoscimenti paterni. “All’età di 5 anni, per dimostrare una ben appresa abilità, ho disossato di nascosto, una testa di maiale, sicuro,...
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Tutto inizia con un gesto di un fanciullo alla ricerca di riconoscimenti paterni. “All’età di 5 anni, per dimostrare una ben appresa abilità, ho disossato di nascosto, una testa di maiale, sicuro, nella mia ingenuità, che si potesse creare una succulenta e profumata testa in cassetta”. Ne ha fatta di strada Michelangelo Salis, oggi produce varie tipologie di carni e salumi di cinghiale, maiale, pecora, capra, manzo, ricercati dai gourmet di tutto il mondo. Lo fa anche rispettando le regole Halal e Kasher e tra i suoi clienti ci sono quindi arabi ed ebrei. “I Salis”, questa è l’insegna della macelleria di corso Giovanni Spano, 306 a Ploaghe.
Fu Salvatore Salis a tracciare l’itinerario. Nato a Ploaghe nel 1927, subito dopo la guerra, ha lavorato per la Galbani di Chilivani, ma interessi economici e strategie aziendali hanno spinto la multinazionale a trasferire la produzione in Lombardia e a licenziare quindi, tutte le maestranze sarde. Salvatore non si perdette d’animo, scelse di non abbandonare la Sardegna e la famiglia. Trovò un impiego presso le Ferrovie. Ma l’arte appresa viene comunque riconosciuta e non manca il modo per esercitarla. A Ploaghe ogni famiglia alleva il proprio “mannale” per farne carne e salsiccia, un macellaio ed esperto norcino è quindi figura ricercata. Nel 1959 sposa Maria Pintus, una fertile storia d’amore coronata dalla nascita di 4 figli. Salvatore, terminate le ore lavorative da ferroviere, è pronto per sacrificare e trasformare in meravigliosi insaccati i ben pasciuti maiali di ogni casa del paese. Con maestria si dedica a sezionare e ad elaborare le saporose carni. In un magazzino di famiglia, crea un piccolo laboratorio. E’ nel 1972 che nasce la prima bottega e nel 1983 la macelleria. Michelangelo nel frattempo studia, ma il suo destino era tracciato e da piccolo intraprendente fanciullo, eccolo robusto, eloquente e rassicurante macellaio-salumiere, che con una propria filosofia solletica le papille gustative dei goduriosi avventori.
Fu Salvatore Salis a tracciare l’itinerario. Nato a Ploaghe nel 1927, subito dopo la guerra, ha lavorato per la Galbani di Chilivani, ma interessi economici e strategie aziendali hanno spinto la multinazionale a trasferire la produzione in Lombardia e a licenziare quindi, tutte le maestranze sarde. Salvatore non si perdette d’animo, scelse di non abbandonare la Sardegna e la famiglia. Trovò un impiego presso le Ferrovie. Ma l’arte appresa viene comunque riconosciuta e non manca il modo per esercitarla. A Ploaghe ogni famiglia alleva il proprio “mannale” per farne carne e salsiccia, un macellaio ed esperto norcino è quindi figura ricercata. Nel 1959 sposa Maria Pintus, una fertile storia d’amore coronata dalla nascita di 4 figli. Salvatore, terminate le ore lavorative da ferroviere, è pronto per sacrificare e trasformare in meravigliosi insaccati i ben pasciuti maiali di ogni casa del paese. Con maestria si dedica a sezionare e ad elaborare le saporose carni. In un magazzino di famiglia, crea un piccolo laboratorio. E’ nel 1972 che nasce la prima bottega e nel 1983 la macelleria. Michelangelo nel frattempo studia, ma il suo destino era tracciato e da piccolo intraprendente fanciullo, eccolo robusto, eloquente e rassicurante macellaio-salumiere, che con una propria filosofia solletica le papille gustative dei goduriosi avventori.
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