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la presentazione a cagliari 

Abbate e la genesi di Mafia Capitale 

Abbate e la genesi di Mafia Capitale 

Il nuovo libro del giornalista al festival Leggendo Metropolitano

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CAGLIARI. Al festival “Leggendo Metropolitano” al Teatro Civico di Castello giovedì della prossima settimana alle 21.30 Lirio Abbate, giornalista dell’Espresso, presenterà il suo nuovo libro, “La Lista” (Rizzoli). Abbate delinea la vicenda criminale di Massimo Carminati: nel 1999, il boss romano, dopo essersi impossessato in maniera spettacolare di una segretissima lista che contiene alcuni nomi collegati ai più grandi misteri d’Italia, tiene lo Stato sotto ricatto. La genesi di Mafia Capitale.
Nel luglio 1999 Carminati svuota il caveau della banca all’interno della città giudiziaria di Roma. Un’azione spettacolare: un commando riesce a saccheggiare in tutta calma alcune delle cassette di sicurezza della banca più sorvegliata d’Italia, senza sparare, senza forzare neppure un lucchetto, senza far scattare il doppio sistema d’allarme. Un colpo da 18 miliardi, ma Carminati, allora sotto processo per l’omicidio Pecorelli, non cerca i soldi. Ha in mano una lista di 147 cassette di sicurezza di magistrati, avvocati, funzionari alcuni connessi con i più grandi misteri d’Italia: dalla strage di Bologna alla P2, dal delitto Pasolini all’omicidio Pecorelli, dalla Banda della Magliana a Cosa nostra.
Diciotto anni dopo, Abbate ha trovato le prove dell’esistenza di questa lista e racconta chi erano i derubati e come Carminati è riuscito a impossessarsi di documenti scottanti per ricattare magistrati. Perché il colpo al caveau segna nella storia criminale di Roma un cambio di marcia irreversibile, per i modi con i quali viene messo a segno, i risultati ottenuti e il movente: il ricatto
C’è un filo nero che riconduce tutte le vittime del colpo a delitti, stragi, poteri occulti e misteri ancora aperti in una spy story alla romana, dove i protagonisti assomigliano a personaggi della commedia all’italiana: Gnappa, il Mago delle vedove, il Mostro, il Prete, Mollica, Sbirulino e il Cassiere. E invece è una realtà che va raccontata per la valenza simbolica del luogo violato e per l’inquietante capacità di penetrazione corruttiva che può arrivare fin dentro le istituzioni. Confermando ancora una volta che sul ricatto si fondano molte storie politiche del nostro Paese.

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