“Origines” esplora la cultura della Sardegna
di Antonio Mannu
La musica e le tradizioni dell’isola protagoniste dell’edizione 2017 del festival etnografico francese
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SASSARI. “Siamo artisti allo stesso modo se nasciamo a New York o a Parigi o in un piccolo villaggio della Sardegna?” si chiede Béatrice Monticelli, antropologa marsigliese che, coadiuvata dalla traduttrice Dominique Vittoz, ha curato la direzione artistica dell'edizione 2017 di “Origines”.
“Origines” è un festival che si tiene da tre anni al Domaine Le Trouillet, nei pressi di Alboussiere, un ovile-caseificio dotato di gelateria. Il festival, ideato da Roberta Petrini, direttrice di Le Trouillet, si sviluppa intorno alla questione delle terre pastorali e delle culture ancestrali. Nella prima edizione si è parlato di Armenia, nel 2016 della Grecia. Quest'anno l'interrogativo proposto è Sardegna: dalla cultura agropastorale alle sfide della post modernità. Béatrice Monticelli si è formata all'Università di Aix-Marsiglia, occupandosi anche di danza tradizionale sarda. Scrive nelle note di presentazione di quest'edizione di Origines: «A quale linguaggio innovatore si può dar vita quando si proviene da una cultura dove le forme più antiche e arcaiche sono ancora presenti nel paesaggio e anche nella vita quotidiana?».
“Origines” ha preso il via con la proiezione de “Il Passo dei Misteri”, film etnografico costruito sulle fotografie scattate a Cuglieri da Nanni Angeli durante i riti della Settimana Santa, musicato dal fratello Paolo, che accompagna il flusso delle immagini con il canto e la sua chitarra sarda preparata. “Il Passo dei Misteri” ha vinto il premio Sieff nel 2012 come film più innovativo con la seguente motivazione: «Una ricerca fotografica e etno musicologica di grande ampiezza che diventa un film. Attraverso un approccio innovativo la descrizione dei riti della Settimana Santa di Cuglieri ricorre a un nuovo linguaggio, che include delle componenti estetiche ed emozionali di forte impatto». Durante le oltre due settimane di durata del festival “Il Passo dei Misteri” è stato proiettato più volte. Sono poi state proposte altre opere cinematografiche, da “Bellas Mariposas” di Salvatore Mereu a “Tempus de Baristas” di David Mac Dougall, passando per “I morti” di Alos di Daniele Atzeni, “Arcipelaghi” di Giovanni Columbu, “L'Arbitro” di Paolo Zucca e svariati altri titoli. Ci sono stati diversi seminari, da quello sulle launeddas, curato da Massimo Congiu, a dimostrazioni di preparazione del pecorino, con un piccolo corso sulla cucina sarda, incontri sul canto polifonico tradizionale.
Oggi saranno i Tenores Murales di Orgosolo a cantare per il pubblico di “Origines” 2017. Tra gli ospiti di questa edizione ci sarebbe dovuto essere anche il traduttore di Sergio Atzeni Marc Porcu, purtroppo venuto a mancare pochi giorni prima dell'inizio del festival. Che si concluderà domani con due seminari sul canto polifonico e le launeddas, e la presentazione della prossima edizione.
“Origines” è un festival che si tiene da tre anni al Domaine Le Trouillet, nei pressi di Alboussiere, un ovile-caseificio dotato di gelateria. Il festival, ideato da Roberta Petrini, direttrice di Le Trouillet, si sviluppa intorno alla questione delle terre pastorali e delle culture ancestrali. Nella prima edizione si è parlato di Armenia, nel 2016 della Grecia. Quest'anno l'interrogativo proposto è Sardegna: dalla cultura agropastorale alle sfide della post modernità. Béatrice Monticelli si è formata all'Università di Aix-Marsiglia, occupandosi anche di danza tradizionale sarda. Scrive nelle note di presentazione di quest'edizione di Origines: «A quale linguaggio innovatore si può dar vita quando si proviene da una cultura dove le forme più antiche e arcaiche sono ancora presenti nel paesaggio e anche nella vita quotidiana?».
“Origines” ha preso il via con la proiezione de “Il Passo dei Misteri”, film etnografico costruito sulle fotografie scattate a Cuglieri da Nanni Angeli durante i riti della Settimana Santa, musicato dal fratello Paolo, che accompagna il flusso delle immagini con il canto e la sua chitarra sarda preparata. “Il Passo dei Misteri” ha vinto il premio Sieff nel 2012 come film più innovativo con la seguente motivazione: «Una ricerca fotografica e etno musicologica di grande ampiezza che diventa un film. Attraverso un approccio innovativo la descrizione dei riti della Settimana Santa di Cuglieri ricorre a un nuovo linguaggio, che include delle componenti estetiche ed emozionali di forte impatto». Durante le oltre due settimane di durata del festival “Il Passo dei Misteri” è stato proiettato più volte. Sono poi state proposte altre opere cinematografiche, da “Bellas Mariposas” di Salvatore Mereu a “Tempus de Baristas” di David Mac Dougall, passando per “I morti” di Alos di Daniele Atzeni, “Arcipelaghi” di Giovanni Columbu, “L'Arbitro” di Paolo Zucca e svariati altri titoli. Ci sono stati diversi seminari, da quello sulle launeddas, curato da Massimo Congiu, a dimostrazioni di preparazione del pecorino, con un piccolo corso sulla cucina sarda, incontri sul canto polifonico tradizionale.
Oggi saranno i Tenores Murales di Orgosolo a cantare per il pubblico di “Origines” 2017. Tra gli ospiti di questa edizione ci sarebbe dovuto essere anche il traduttore di Sergio Atzeni Marc Porcu, purtroppo venuto a mancare pochi giorni prima dell'inizio del festival. Che si concluderà domani con due seminari sul canto polifonico e le launeddas, e la presentazione della prossima edizione.
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