Le mostre, da Franchetti a Zedda
Arte e fotografia: tutte le rassegne sono state visitate da un pubblico numeroso
2 MINUTI DI LETTURA
GAVOI. Molto pubblico, in questi tre giorni di festival, per le due mostre ospitate negli spazi dell’ex Caserma di Gavoi. La prima – a cura di Ileana Florescu e Maria Ida Gaeta – era intitolata “Anne Franchetti: l’invenzione della Petra Sarda” ed era presentata dalla Casa delle letterature di Roma insieme col Man. Il pubblico ha potuto ammirare una selezione di opere in gres realizzate dalla ceramista italo-americana Anne Milliken Franchetti, corredate da alcune fotografie di Ileana Florescu e di Ottavio Celestino. La seconda mostra, “Luca Bertolo. Se non qui dove”, è stata invece proposta dal Man come quarto appuntamento di un ciclo annuale di personali teso a riflettere sulla possibile attualità della pittura. Fulcro della mostra sono stati i tre quadri di Bertolo al centro delle prime tre sale del percorso espositivo.
Per la fotografia, Daniela Zedda ha esposto il suo progetto “Paesani. Residenze temporanee per gli ospiti del festival”, in cui presenze immobili integrate nel contesto urbano hanno interagito con le persone in un muto colloquio di sguardi e mischiandosi ironicamente e giocosamente con gli abitanti di Gavoi sono diventati veri paesani.
Molti visitatori anche per le mostre allestite da “Isola delle storie” nello spazio ragazzi ospitato dalla scuola elementare di Didova. A cominciare da “Libri sottosopra” una rassegna bibliografica – a cura del Centro di documentazione regionale biblioteche per ragazzi di Cagliari – dove ogni storia aveva il suo rovescio, ogni personaggio il suo antagonista, ogni immagine la sua ombra… e viceversa. Libri, storie, immagini per restare felicemente scombussolati e scoprire un mondo a testa in giù. “Per filo e per segno” ha invece presentato una selezione di tavole dell’illustratore Francesco Chiacchio. Mentre il fumetto è stato al centro di “Le terminatrici” , mostra a cura del Centro internazionale del fumetto di Cagliari in collaborazione con il Museo delle maschere mediterranee di Mamoiada.
Per la fotografia, Daniela Zedda ha esposto il suo progetto “Paesani. Residenze temporanee per gli ospiti del festival”, in cui presenze immobili integrate nel contesto urbano hanno interagito con le persone in un muto colloquio di sguardi e mischiandosi ironicamente e giocosamente con gli abitanti di Gavoi sono diventati veri paesani.
Molti visitatori anche per le mostre allestite da “Isola delle storie” nello spazio ragazzi ospitato dalla scuola elementare di Didova. A cominciare da “Libri sottosopra” una rassegna bibliografica – a cura del Centro di documentazione regionale biblioteche per ragazzi di Cagliari – dove ogni storia aveva il suo rovescio, ogni personaggio il suo antagonista, ogni immagine la sua ombra… e viceversa. Libri, storie, immagini per restare felicemente scombussolati e scoprire un mondo a testa in giù. “Per filo e per segno” ha invece presentato una selezione di tavole dell’illustratore Francesco Chiacchio. Mentre il fumetto è stato al centro di “Le terminatrici” , mostra a cura del Centro internazionale del fumetto di Cagliari in collaborazione con il Museo delle maschere mediterranee di Mamoiada.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
