Grandi concerti, per i fan sardi è un’odissea
di Giovanni Dessole
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Foto di Matteo Simola dal sito www.ilsardoviaggiatore.itDopo Radiohead e Vasco Rossi arrivano in Italia U2 e Rolling Stones, ma muoversi dall’isola è sempre più difficile
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SASSARI. Da Firenze a Roma, da Thom a Eddie passando per Dave. Aspettando Bono. E Mick. Senza dimenticare Modena e la carica dei 220mila del Blasco. Giusto per citare alcuni dei grandi eventi protagonisti della rovente estate in musica italiana. La Sardegna c’è: fra la folla non mancano le bandiere Quattro Mori. Ma che fatica essere presenti.
ESODO ROCK. Il 14 giugno York e i suoi Radiohead ipnotizzano i 50mila arrivati in riva all’Arno e regalano Fake Plastic Trees alla platea prima trasferirsi a Monza per il festival I-Days e suonare Creep dopo 8 anni di assenza in scaletta. Undici giorni Vedder, la voce dei Pearl Jam, dominare il palco della Visarno Arena ospite della tre giorni di “Firenze Rocks” assieme a Aerosmith, Placebo e System of a Down: impatto empatico e pieno, chitarre che fremono sino ad infiammarsi nel delirio di oltre 40mila fan che intonano “I am Mine”, “Black”, “Comfortably Numb” e “Society”. Il 25 giugno la scena si trasferisce a Roma: stadio Olimpico invaso da 53mila persone e i Depeche Mode artefici della rivoluzione musicale proposta dal “Global Spirit Tour” fra “Enjoy the Silence” e “Personal Jesus”. La scorsa settimana Modena Park fa da scenario al concerto di Vasco Rossi: un mare di gente a cantare 40 anni di carriera e 30 album di musica in 4 ore di spettacolo.
CACCIA AI TICKET. Intanto Roma si prepara al “The Joshua Tree Tour 2017”, 14° tour mondiale degli U2 nel trentennale dell’uscita dell’omonimo album. E qualora non bastasse, il prossimo 23 settembre Lucca sarà teatro dello show dei Rolling Stones di Jagger, classe 1943 che dopo aver sconfitto il tempo mantiene intatto l’appeal dei tempi di Satisfaction e Brown Sugar. Una canzone sparata in loop dalle casse di impianti audio versione monstre. Le luci che si accendono rischiarando il buio fronte palco. Inizio e fine di un concerto, uno spettacolo che vale il prezzo del biglietto. Sui canali ufficiali i biglietti per Radiohead, Eddie Vedder e Depeche (prato) costavano 60 euro, più 9 di prevendita e 9,99 di spese spedizione. Ma se il tentativo d’acquisto canonico non va a buon fine, il prezzo del singolo tagliando aumenta spesso esponenzialmente. Rispetto agli iniziali 80 euro ne servivano almeno 10 in più – vedi Vedder – per conquistare un posto da prima fila, chance arrivata poi a costare oltre 200 euro. Un posto sul prato dell’Olimpico per il prossimo concerto degli U2 a Roma partiva da 70 euro: polverizzati in pochi attimi i biglietti sui canali ufficiali per comprarne uno su quelli unofficial ne servivano almeno 240. Senza considerare il fenomeno del bagarinaggio bordo stadio e virtuale.
INCUBO BAGAGLI. A proposito di grandi numeri, è eclatante l’ultimo live concert di Vasco Rossi, primo in Europa e terzo al mondo per affluenza complessiva di pubblico: i fan, arrivati a Modena erano in numero superiore alla popolazione della cittadina emiliana, circa 40mila rispetto ai circa 185mila residenti. Al concerto si arrivava in treno (sardi avvistati in aereo, qualcuno ha navigato sul Tirreno, 45mila parcheggi auto a disposizione, i posti letto che diventano specie in via di estinzione con i biglietti a variare fra 50, 65 e 75 euro a seconda della lontananza dal palco. Corsa al biglietto sì ma, paradossalmente, senza grosse esasperazioni. In aeroporto e sull’aereo, nella fase di preparazione alla partenza, zaino in spalla ed equipaggiamento ridotto all’osso per non limitare l’azione, ci si riconosce subito. Ma bisogna prima salirci, sull’aereo. Per andare a Firenze un Alghero-Pisa A/R prenotato con larghissimo anticipo può essere soluzione da circa 70 euro complessivi, ma a ridosso dell’appuntamento può sfiorare i 400euro. Ci sono poi 3 euro di navetta dall’aeroporto alla stazione di Pisa, quindi 8,40 euro per salire a bordo di un vagone destinazione Firenze. Sotto il campanile di Giotto, al mercato di San Lorenzo, si mangia spendendo poco, ma più che abbordabili sono anche le osterie in centro.
ASSALTO AI B&B. Le opportunità per dormire non mancano, ma si deve prenotare diversi mesi prima: ottimi B&B e affittacamere a pochi minuti dal Visarno viaggiano fra i 70 e i 120 euro per doppia, ma a una settimana dalle date la città era soldout. Al concerto meglio andare a piedi e per gli acquisti all’interno dello spazio è necessario cambiare gli euro in token non riutilizzabili: un token vale 3 euro, una birra costa due token, una bottiglietta d’acqua mezzo token, una piadina un token. A bordo palco però, alcuni concertisti, dispensano acqua, vino e panini preparati a mano: la musica è condivisione, anche del cibo.
VINO E PANINI. Leggermente diverso il discorso Roma: da Alghero e ritorno si vola Alitalia per circa 130 euro, con 14 euro si arriva a Termini e dalla stazione romana, fra passeggiate e mezzi pubblici, è possibile raggiungere agevolmente le destinazioni. C’è poi chi viaggia in nave e accetta di solcare il Tirreno spendendo meno che per un posto in aereo ma dedicando 5/6 ore alla traversata: anche questa è un’esperienza. Con 30 euro si mangiano primo e secondo in trattoria, con 60 euro si trova alloggio in B&B e affittacamere di alto livello, ma la regola è sempre la stessa: il tempo è danaro e prima si prenota, meglio è. All’Olimpico si paga in moneta corrente ma una birra costa sempre 6 euro. Il merchandising è caro assai, meglio fissare il ricordo nella memoria o sul cellulare. Ricordo di un momento incredibile che però non tutti si possono permettere.
ESODO ROCK. Il 14 giugno York e i suoi Radiohead ipnotizzano i 50mila arrivati in riva all’Arno e regalano Fake Plastic Trees alla platea prima trasferirsi a Monza per il festival I-Days e suonare Creep dopo 8 anni di assenza in scaletta. Undici giorni Vedder, la voce dei Pearl Jam, dominare il palco della Visarno Arena ospite della tre giorni di “Firenze Rocks” assieme a Aerosmith, Placebo e System of a Down: impatto empatico e pieno, chitarre che fremono sino ad infiammarsi nel delirio di oltre 40mila fan che intonano “I am Mine”, “Black”, “Comfortably Numb” e “Society”. Il 25 giugno la scena si trasferisce a Roma: stadio Olimpico invaso da 53mila persone e i Depeche Mode artefici della rivoluzione musicale proposta dal “Global Spirit Tour” fra “Enjoy the Silence” e “Personal Jesus”. La scorsa settimana Modena Park fa da scenario al concerto di Vasco Rossi: un mare di gente a cantare 40 anni di carriera e 30 album di musica in 4 ore di spettacolo.
CACCIA AI TICKET. Intanto Roma si prepara al “The Joshua Tree Tour 2017”, 14° tour mondiale degli U2 nel trentennale dell’uscita dell’omonimo album. E qualora non bastasse, il prossimo 23 settembre Lucca sarà teatro dello show dei Rolling Stones di Jagger, classe 1943 che dopo aver sconfitto il tempo mantiene intatto l’appeal dei tempi di Satisfaction e Brown Sugar. Una canzone sparata in loop dalle casse di impianti audio versione monstre. Le luci che si accendono rischiarando il buio fronte palco. Inizio e fine di un concerto, uno spettacolo che vale il prezzo del biglietto. Sui canali ufficiali i biglietti per Radiohead, Eddie Vedder e Depeche (prato) costavano 60 euro, più 9 di prevendita e 9,99 di spese spedizione. Ma se il tentativo d’acquisto canonico non va a buon fine, il prezzo del singolo tagliando aumenta spesso esponenzialmente. Rispetto agli iniziali 80 euro ne servivano almeno 10 in più – vedi Vedder – per conquistare un posto da prima fila, chance arrivata poi a costare oltre 200 euro. Un posto sul prato dell’Olimpico per il prossimo concerto degli U2 a Roma partiva da 70 euro: polverizzati in pochi attimi i biglietti sui canali ufficiali per comprarne uno su quelli unofficial ne servivano almeno 240. Senza considerare il fenomeno del bagarinaggio bordo stadio e virtuale.
INCUBO BAGAGLI. A proposito di grandi numeri, è eclatante l’ultimo live concert di Vasco Rossi, primo in Europa e terzo al mondo per affluenza complessiva di pubblico: i fan, arrivati a Modena erano in numero superiore alla popolazione della cittadina emiliana, circa 40mila rispetto ai circa 185mila residenti. Al concerto si arrivava in treno (sardi avvistati in aereo, qualcuno ha navigato sul Tirreno, 45mila parcheggi auto a disposizione, i posti letto che diventano specie in via di estinzione con i biglietti a variare fra 50, 65 e 75 euro a seconda della lontananza dal palco. Corsa al biglietto sì ma, paradossalmente, senza grosse esasperazioni. In aeroporto e sull’aereo, nella fase di preparazione alla partenza, zaino in spalla ed equipaggiamento ridotto all’osso per non limitare l’azione, ci si riconosce subito. Ma bisogna prima salirci, sull’aereo. Per andare a Firenze un Alghero-Pisa A/R prenotato con larghissimo anticipo può essere soluzione da circa 70 euro complessivi, ma a ridosso dell’appuntamento può sfiorare i 400euro. Ci sono poi 3 euro di navetta dall’aeroporto alla stazione di Pisa, quindi 8,40 euro per salire a bordo di un vagone destinazione Firenze. Sotto il campanile di Giotto, al mercato di San Lorenzo, si mangia spendendo poco, ma più che abbordabili sono anche le osterie in centro.
ASSALTO AI B&B. Le opportunità per dormire non mancano, ma si deve prenotare diversi mesi prima: ottimi B&B e affittacamere a pochi minuti dal Visarno viaggiano fra i 70 e i 120 euro per doppia, ma a una settimana dalle date la città era soldout. Al concerto meglio andare a piedi e per gli acquisti all’interno dello spazio è necessario cambiare gli euro in token non riutilizzabili: un token vale 3 euro, una birra costa due token, una bottiglietta d’acqua mezzo token, una piadina un token. A bordo palco però, alcuni concertisti, dispensano acqua, vino e panini preparati a mano: la musica è condivisione, anche del cibo.
VINO E PANINI. Leggermente diverso il discorso Roma: da Alghero e ritorno si vola Alitalia per circa 130 euro, con 14 euro si arriva a Termini e dalla stazione romana, fra passeggiate e mezzi pubblici, è possibile raggiungere agevolmente le destinazioni. C’è poi chi viaggia in nave e accetta di solcare il Tirreno spendendo meno che per un posto in aereo ma dedicando 5/6 ore alla traversata: anche questa è un’esperienza. Con 30 euro si mangiano primo e secondo in trattoria, con 60 euro si trova alloggio in B&B e affittacamere di alto livello, ma la regola è sempre la stessa: il tempo è danaro e prima si prenota, meglio è. All’Olimpico si paga in moneta corrente ma una birra costa sempre 6 euro. Il merchandising è caro assai, meglio fissare il ricordo nella memoria o sul cellulare. Ricordo di un momento incredibile che però non tutti si possono permettere.
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