«La serie Gomorra è vero cinema in tv»
di Giandomenico Mele
L’attore Gianfranco Gallo ospite al Festival di Tavolara
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SAN TEODORO. Le contraddizioni del cinema e la bellezza delle storie da raccontare. Al Festival del cinema di Tavolara, nello splendido scenario della Peschiera di San Teodoro, è stato proiettato ieri il film “Indivisibili” di Edoardo De Angelis, pellicola premiatissima da Venezia ai David di Donatello, Nastri d’argento e Ciak d’oro, ma penalizzata da pochi spettatori in sala. Una dicotomia tra qualità e distribuzione che non toglie un grammo di valore alla pellicola e ai suoi interpreti. Nella storia delle due sorelle gemelle siamesi che cantano in giro per le feste di paese, circondate da un mondo ipocrita e cannibale che le vuole usare come una sorta di fenomeno da baraccone, emerge il ruolo di Don Salvatore, figura negativa e oscura, interpretato da Gianfranco Gallo.
Attore napoletano di spessore, una carriera tra teatro, cinema e televisione, prototipo di una generazione di interpreti che affida le sue qualità a serie televisive di culto, vedi Gomorra, oltre le maglie spesso strette del grande schermo. «Chiunque abbia visto questo film ne è rimasto folgorato, mia figlia che ha 15 anni mi disse che era stata la cosa più bella che avesse mai visto - racconta Gallo - Ha incassato poco e questa è una cosa triste, un destino che accomuna tanti film in Italia, che spesso non si sa nemmeno se usciranno in sala». Nonostante questo colpisce una storia che parla di crescita, accettazione della diversità. «La definirei una favola vista dagli occhi di due ragazze, con De Angelis che ha la capacità però di raccontare il degrado, soprattutto quello umano. Il mio personaggio è un prete che si approfitta del bisogno della gente di credere in qualcosa - spiega Gianfranco Gallo - Ho abitato in quei luoghi e conosco queste persone che si pongono tra terra e cielo, spesso creando delle vere e proprie truffe spirituali».
Impossibile parlare di cinema, senza però arrivare alle serie TV. Soprattutto quando il richiamo è quello di una serie cult come Gomorra, nella quale Gianfranco Gallo è protagonista con il personaggio di Giuseppe Avitabile, suocero di Genny Savastano, che nella terza serie vorrà consumare la sua vendetta. «Gomorra è cinema in televisione, per mezzi produttivi, qualità e attori si pone su un livello di eccellenza - sottolinea Gallo - Se uno recita qui è solo per meriti, c’è una selezione feroce ma poi il rapporto con i registi è straordinario. Nella seconda serie ho recitato con Sollima e Cupellini, nella terza con Francesca Comencini, che è stata capace di imprimere uno sguardo femminile alla vicenda».
Gallo appartiene a una grande famiglia di artisti napoletani. Il padre Nunzio è stato uno dei più grandi interpreti della canzone napoletana e anche il fratello Massimiliano è un attore. Simboli di una napoletanità autentica e di un talento in costante evoluzione. Uno dei tanti volti del cinema sullo sfondo di Tavolara. «Non c’ero mai stato prima, ma ho visto le fotografie e mi sembra di rivivere le atmosfere di “Nuovo cinema Paradiso”, con un proiettore e la magia dell’ambiente che ci circonda – racconta Gallo - Il cinema alla fine è un prodotto artigianale, al di là del glamour c’è il vero spirito di quest’arte. Noi attori di teatro lo sappiamo, fai di tutto. Io l’ho visto con Marco Risi sul set di Fortapàsc, lui era il primo che faceva ogni cosa sul set». Il resto è emozione e un film, “Indivisibili”, che resta nella memoria e apre alla grande questa 27esima edizione del cinema a Tavolara.
La rassegna continua oggi, sempre a La Peschiera di San Teodoro verranno presentati due documentari di Sky Arte HD: l’anteprima italiana, dopo la presentazione a Cannes, del documentario di “Becoming Cary Grant” di Mark Kidel e il documentario “Mexico! Un cinema alla riscossa” di Michele Rho. La prima proiezione, introdotta da Roberto Pisoni, direttore Sky Arte, sarà Becoming Cary Grant, filmato durante il quale, per la prima volta una delle star più grandi di Hollywood racconta la propria storia. La seconda proiezione, il documentario “Mexico! Un cinema alla riscossa” verrà presentato dal regista Michele Rho.
Da venerdì il festival si sposterà a Tavolara, dove sono attese le stelle di questa edizione: Jasmine Trinca, Isabella Ragonese e Pierfrancesco Favino.
Attore napoletano di spessore, una carriera tra teatro, cinema e televisione, prototipo di una generazione di interpreti che affida le sue qualità a serie televisive di culto, vedi Gomorra, oltre le maglie spesso strette del grande schermo. «Chiunque abbia visto questo film ne è rimasto folgorato, mia figlia che ha 15 anni mi disse che era stata la cosa più bella che avesse mai visto - racconta Gallo - Ha incassato poco e questa è una cosa triste, un destino che accomuna tanti film in Italia, che spesso non si sa nemmeno se usciranno in sala». Nonostante questo colpisce una storia che parla di crescita, accettazione della diversità. «La definirei una favola vista dagli occhi di due ragazze, con De Angelis che ha la capacità però di raccontare il degrado, soprattutto quello umano. Il mio personaggio è un prete che si approfitta del bisogno della gente di credere in qualcosa - spiega Gianfranco Gallo - Ho abitato in quei luoghi e conosco queste persone che si pongono tra terra e cielo, spesso creando delle vere e proprie truffe spirituali».
Impossibile parlare di cinema, senza però arrivare alle serie TV. Soprattutto quando il richiamo è quello di una serie cult come Gomorra, nella quale Gianfranco Gallo è protagonista con il personaggio di Giuseppe Avitabile, suocero di Genny Savastano, che nella terza serie vorrà consumare la sua vendetta. «Gomorra è cinema in televisione, per mezzi produttivi, qualità e attori si pone su un livello di eccellenza - sottolinea Gallo - Se uno recita qui è solo per meriti, c’è una selezione feroce ma poi il rapporto con i registi è straordinario. Nella seconda serie ho recitato con Sollima e Cupellini, nella terza con Francesca Comencini, che è stata capace di imprimere uno sguardo femminile alla vicenda».
Gallo appartiene a una grande famiglia di artisti napoletani. Il padre Nunzio è stato uno dei più grandi interpreti della canzone napoletana e anche il fratello Massimiliano è un attore. Simboli di una napoletanità autentica e di un talento in costante evoluzione. Uno dei tanti volti del cinema sullo sfondo di Tavolara. «Non c’ero mai stato prima, ma ho visto le fotografie e mi sembra di rivivere le atmosfere di “Nuovo cinema Paradiso”, con un proiettore e la magia dell’ambiente che ci circonda – racconta Gallo - Il cinema alla fine è un prodotto artigianale, al di là del glamour c’è il vero spirito di quest’arte. Noi attori di teatro lo sappiamo, fai di tutto. Io l’ho visto con Marco Risi sul set di Fortapàsc, lui era il primo che faceva ogni cosa sul set». Il resto è emozione e un film, “Indivisibili”, che resta nella memoria e apre alla grande questa 27esima edizione del cinema a Tavolara.
La rassegna continua oggi, sempre a La Peschiera di San Teodoro verranno presentati due documentari di Sky Arte HD: l’anteprima italiana, dopo la presentazione a Cannes, del documentario di “Becoming Cary Grant” di Mark Kidel e il documentario “Mexico! Un cinema alla riscossa” di Michele Rho. La prima proiezione, introdotta da Roberto Pisoni, direttore Sky Arte, sarà Becoming Cary Grant, filmato durante il quale, per la prima volta una delle star più grandi di Hollywood racconta la propria storia. La seconda proiezione, il documentario “Mexico! Un cinema alla riscossa” verrà presentato dal regista Michele Rho.
Da venerdì il festival si sposterà a Tavolara, dove sono attese le stelle di questa edizione: Jasmine Trinca, Isabella Ragonese e Pierfrancesco Favino.
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