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Cristiana Capotondi, artista libera

di Giandomenico Mele
Cristiana Capotondi, artista libera

«A Golfo Aranci racconto me stessa in una terra che amo»

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GOLFO ARANCI. Un cinema di donne e per le donne. Dopo Tavolara, Golfo Aranci. Ecco che Cristiana Capotondi, una vita cinematografica lunga ed articolata, iniziata giovanissima con “Vacanze di Natale ’95”, torna in Sardegna nella veste di madrina per il “Golfo Aranci Mon Amour 2017”. Accanto a lei proprio Massimo Boldi, protagonista di quel film di Neri Parenti. Venerdì sera Cristiana Capotondi ha chiacchierato sul lungomare di Golfo Aranci con Candida Morvillo, giornalista del Corriere della Sera, prima della visione del film “7 minuti”, lavoro del 2016 diretto da Michele Placido e ispirato a una storia realmente accaduta in Francia .

Da “Vacanze di Natale” a vacanze in Sardegna, con questo ruolo di madrina per “Golfo Aranci Mon Amour” che già dal nome sembra identificare una certa consuetudine e un sentimento di reciproco affetto tra lei e l’isola: «È vero, vengo spesso e da anni in Sardegna e con alcuni amici abbiamo deciso di organizzare qualcosa per il cinema in questa terra meravigliosa. Non volevamo coltivare la solita idea di festival o rassegna cinefila, ma avere il cinema in un luogo in cui non c’era. L’idea non è quella di portare prime visioni, che infatti non ci sono. Nessuno promuove i suoi film in uscita. Vogliamo raccontare noi stessi e il cinema in questa terra. Io e Massimo Boldi, in giorni diversi, ci racconteremo e ripercorreremo le nostre esperienze insieme a Candida Morvillo. Parleremo della nostra professione, del nostro essere attrici e attori, un artista che è libero di raccontarsi al di là del prodotto». La Capotondi è un’attrice che è stata capace di non isolarsi in un archetipo interpretativo, pur all’interno di una produzione, soprattutto a inizio carriera, dalla chiave prevalentemente giovanilistica. «Vivo una fase elettrica, di grande attività. Ho appena finito di girare l’ultimo film di Marco Tullio Giordana, “Nome di donna”, con Michele Riondino e Michela Cescon. Poi curo la rassegna Fuoricinema, che si svolgerà a Milano dal 15 al 17 settembre, un altro modo di concepire il mio mestiere di attrice, condividendolo con più persone possibili. Un po’ quello che mi piace fare a Golfo Aranci, raccontando me stessa in una terra che amo. Abbiamo voluto creare un filo rosso per raccontare una storia, ho cercato di coinvolgere degli amici che raggiungono la Sardegna durante le ferie».

In un momento di grande vitalità per il cinema italiano, aumentano i ruoli femminili importanti: «Abbiamo grandi interpreti, ma anche ruoli scritti in modo splendido. Personaggi che sanno valorizzare il patrimonio di una generazione straordinaria di attrici italiane».

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