La Nuova Sardegna

Massimo Boldi: «Al cinema servono anche i cinepanettoni

di Giandomenico Mele

Intervista con il comico milanese, ospite della rassegna di Golfo Aranci  Tornerà nelle sale a dicembre con “Natale da chef”, diretto da Neri Parenti

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GOLFO ARANCI. Sì, la ricetta è quella giusta. Il ritorno del cinepanettone è stato annunciato con orgoglio nei giorni scorsi da Massimo Boldi a Golfo Aranci per il “Golfo Aranci Mon Amour 2017”. «È proprio così, tornerò con “Natale da chef”, per la regia del mio amico Neri Parenti, da me prodotto e distribuito da Medusa. Uscirà in tutti i cinema dal 14 dicembre». Inutile accennare a sfide con (l’ex?) amico Christian De Sica, che uscirà contemporaneamente con un altro film natalizio, perché sul punto Boldi è ermetico. «Il mio è il vero film di punta del prossimo Natale, il ritorno del cinepanettone che mancava da qualche tempo. Un film per famiglie moderno e attuale . L’unica cosa che mi dispiace è la mancata partecipazione di Cristiana Capotondi, che aveva altri impegni. Per lei avevo in mente il ruolo della pasticciera». Sul resto del cast silenzio assoluto, «anche se ci saranno tanti nomi importanti».

Proprio seguendo l’invito di Cristiana Capotondi, madrina della rassegna cinematografica di Golfo Aranci, Boldi è tornato in Sardegna, dove negli anni Ottanta aveva fatto i primi spettacoli di cabaret all’allora “Bagaglino” di Baia Sardinia. Prima di intraprendere una ultra quarantennale e sfolgorante carriera tra televisione, cinema e teatro, che ne ha consacrato le doti forse di comico versatile e multiforme. Personaggi nella memoria collettiva, come il mitico “Cipollino”, con due grandi compagni di viaggio artistici: prima Teo Teocoli e poi proprio De Sica, col quale ha costruito il mito del “cinepanettone”. A Golfo Aranci, dopo la chiacchierata con Candida Morvillo, è stato proiettato sul lungomare “Vacanze di Natale 95”, uno dei classici natalizi che fa parte di uno dei filoni più longevi del cinema italiano. «Ho accettato l’invito di Cristiana Capotondi, che considero un po’ come una seconda figlia, visto che esordì con me proprio in Vacanze di Natale quando aveva solo 14 anni – racconta Boldi –. I miei trascorsi in Sardegna sono stati da barcaiolo, una terra stupenda anche se oggi è certo meno esclusiva di un tempo, un po’ al passo coi tempi».

Il bilancio di una carriera longeva, comunque, è rimandato. «Che devo dire, faccio quello che so fare, io do qualcosa al pubblico e loro scelgono. Gli ultimi dieci anni della mia vita ho fatto il produttore, scegliendo solo i film che mi piaceva fare. Dopo 25 anni con Medusa, De Laurentiis e Cecchi Gori è stato un bel passo».

Inutile chiedere di scegliere tra i suoi film uno al quale resta più affezionato («come chiedere a un padre di scegliere tra i suoi figli»), mentre pur non entrando nel merito di rapporti personali e antichi rancori, Boldi conferma la sua attitudine a formare coppie di grande successo. «Evidentemente ci si deve sempre dividere tra il comico e la spalla, tra me e i miei ex compagni di lavoro è sempre stato come un rimbalzo tra ruoli, senza porsi mai limiti. Credo che la base sia la qualità, io non sono stato mai geloso della battuta. Fare il comico non è facile, far ridere con una battutaccia potrebbe sembrare la via più semplice, ma conta anche quello che rimane dopo una battuta. In una carriera capita di salire e scendere, anche se il talento è qualcosa di innato. La televisione ti fa crescere, finché non arriva qualcuno nuovo e tu vieni dimenticato. Nel cinema è diverso, tu interpreti personaggi, da quando sei giovane fino alla vecchiaia resti sempre sulla breccia».

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