Tutti in coda per un tatuaggio d’artista
di Stefano Ambu
Inaugurata ieri a Quartu la decima edizione della “Tattoo convention”: fila al botteghino e musica fino a tarda notte
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CAGLIARI. C'è chi ha cinquanta euro in tasca. E vorrebbe uscire dalla Tattoo Convention con un bel ricordo della serata. Indelebile? Più o meno. Ma c'è anche chi di quei biglietti da cinquanta ne metterebbe sul piatto molti di più. «Se trovo la persona giusta– spiega un appassionato che “annusa” gli stand dei 120 tatuatori dei 6000 metri quadri dell'hotel Setar – sono pronto a spendere anche duemila euro per una drakkar (una nave vichinga) ben fatta sulla schiena. Vediamo». Vediamo, perché tra cliente e tatutatore deve scattare il feeling. «La cosa migliore – spiega Nicola Trovato, sette tattoo sulla pelle – è farsi una bella chiacchierata con il tatutatore, trovare la giusta sintonia. Per il tatuaggio giusto si può fare di tutto. Anche partire negli Usa o in Giappone per farsi fare il tatuaggio dall'artista preferito».
Due testimonianze che raccontano un po' il senso della decima edizione della Tattoo convention inaugurata ieri a Quartu. Con il solito successo: fila al botteghino. E festa sino a tarda notte anche grazie alle band sul palco, alle birre e agli stand di panini, gelati eccetera. Nell'ultima edizione i paganti erano stati circa diecimila. Perché il tatuaggio- basta guardarsi in giro in spiaggia- sta diventando quasi la normalità. Anche in Sardegna. «Difficile fare stime di questo tipo – spiega Michele Cinus, comunicazione della Tattoo Convention – ma penso che ormai il numero delle persone tatuate sia superiore a quello delle non tatuate. Il giro di affari? Difficile dirlo. Anche per perché per noi il senso della convention ha più a che fare con l'arte e con la cultura». Tra gli ospiti più conosciuti Noa Yannì, storica tatuatrice. E poi Fabio Gargiulo, napoletano: nello stile giapponese è uno dei più conosciuti. Artisti sardi in evidenza? Si parla molto bene di Paolo Murtas, emergente, specializzato nel realistico. Nuove tendenze? Quella che tira di più è il black work. Tra gli artisti più richiesti di questo genere, Fema. Ci sono anche esperimenti. Come quello che mette insieme l'artista Valentina Medda e una tatuatrice, Roberta Chia. Con la seconda che inciderà sulla pelle i graffiti trovati sui muri di New York da Medda.
Ok il black work, ma in Sardegna va molto anche il tatuaggio che richiama i simboli dell'isola. Dai classici quattro mori ai nuraghi passando per la donna in costume tipico sardo. «Con delle bellissime – spiega Cinus – interpretazioni da parte di artisti non sardi che, in qualche modo, arricchiscono il loro bagaglio artistico mettendosi a confronto con nuovi temi». Ma c'è davvero di tutto. Old school, Japan, realistici e i new traditional. Tra le novità anche i mandala (vuol dire ‘cerchio’ oppure ‘centro’, per la tradizione orientale è l'espressione dell'universo e simboleggia anche la ruota della vita).
Arte e gare. Ci sarà anche il Tattoo Contest che premierà i tatuaggi più belli realizzati nelle cinque categorie di realistico, figurativo, giapponese, tribale e traditional. Si sfideranno a colpi di inchiostro e fantasia in una vetrina, quella cagliaritana, che riflette stili, tendenze, abilità e tecniche all’avanguardia. Famosi i tatuatori. E famosi anche i tatuati: qualche anno fa anche Radja Nainggolan, il campione della Roma, scelse Quartu per disegnare la sua pelle.
Due testimonianze che raccontano un po' il senso della decima edizione della Tattoo convention inaugurata ieri a Quartu. Con il solito successo: fila al botteghino. E festa sino a tarda notte anche grazie alle band sul palco, alle birre e agli stand di panini, gelati eccetera. Nell'ultima edizione i paganti erano stati circa diecimila. Perché il tatuaggio- basta guardarsi in giro in spiaggia- sta diventando quasi la normalità. Anche in Sardegna. «Difficile fare stime di questo tipo – spiega Michele Cinus, comunicazione della Tattoo Convention – ma penso che ormai il numero delle persone tatuate sia superiore a quello delle non tatuate. Il giro di affari? Difficile dirlo. Anche per perché per noi il senso della convention ha più a che fare con l'arte e con la cultura». Tra gli ospiti più conosciuti Noa Yannì, storica tatuatrice. E poi Fabio Gargiulo, napoletano: nello stile giapponese è uno dei più conosciuti. Artisti sardi in evidenza? Si parla molto bene di Paolo Murtas, emergente, specializzato nel realistico. Nuove tendenze? Quella che tira di più è il black work. Tra gli artisti più richiesti di questo genere, Fema. Ci sono anche esperimenti. Come quello che mette insieme l'artista Valentina Medda e una tatuatrice, Roberta Chia. Con la seconda che inciderà sulla pelle i graffiti trovati sui muri di New York da Medda.
Ok il black work, ma in Sardegna va molto anche il tatuaggio che richiama i simboli dell'isola. Dai classici quattro mori ai nuraghi passando per la donna in costume tipico sardo. «Con delle bellissime – spiega Cinus – interpretazioni da parte di artisti non sardi che, in qualche modo, arricchiscono il loro bagaglio artistico mettendosi a confronto con nuovi temi». Ma c'è davvero di tutto. Old school, Japan, realistici e i new traditional. Tra le novità anche i mandala (vuol dire ‘cerchio’ oppure ‘centro’, per la tradizione orientale è l'espressione dell'universo e simboleggia anche la ruota della vita).
Arte e gare. Ci sarà anche il Tattoo Contest che premierà i tatuaggi più belli realizzati nelle cinque categorie di realistico, figurativo, giapponese, tribale e traditional. Si sfideranno a colpi di inchiostro e fantasia in una vetrina, quella cagliaritana, che riflette stili, tendenze, abilità e tecniche all’avanguardia. Famosi i tatuatori. E famosi anche i tatuati: qualche anno fa anche Radja Nainggolan, il campione della Roma, scelse Quartu per disegnare la sua pelle.
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