Tutti in fila per la star sarda Paolo Murtas
di Stefano Ambu
Alla convention di Quartu anche il 29 enne di Oristano, talento internazionale dell’arte indelebile sulla pelle
2 MINUTI DI LETTURA
CAGLIARI. Loro sono i big del calcio, lui è un big del tatuaggio. Leo Bonucci, ora al Milan, si è fatto fare un disegno poco prima dell’ultima finale di Champions. Daniele De Rossi, campione del mondo e capitano della Roma, l’ha ospitato a casa sua nei giorni scorsi per un nuovo lavoro sulla pelle.
Nel suo settore, Paolo Murtas, 29 anni di Oristano, è anche lui campione del mondo. E il mondo, per soddisfare le richieste dei suoi fan, lo deve girare in lungo e in largo. Un esempio? A novembre sarà ospite dello studio, forse il più importante di tutti, chiamato Bang Bang, a New York.
Un nome che, per gli appassionati del genere, è una garanzia: i clienti sono, giusto per fare qualche esempio, artisti come Ketty Perry, Justin Bieber e Rihanna. Da ieri Murtas è tra le principali attrazioni della edizione numero dieci della Tattoo Convention, inaugurata venerdì pomeriggio a Quartu. Inutile dire che per lui c’è già il tutto esaurito. Il suo cavallo di battaglia è il “realistico”. Chi ama quel genere sa che è uno dei migliori. Una abilità nata a cinque-sei anni. «Quando ero piccolo – scherza ricordando i primi lavori sul foglio di carta – mi dicevano che stavo tranquillo solo quando disegnavo».
Allora si ispirava ai cartoon. Il suo preferito era Kenshiro. E allora lui ha continuato con l’arte. Scoprendo di essere bravo non solo con la matita. Ma anche con i tatuaggi. E sono cominciati i viaggi: prima- tre mesi a New York per imparare i segreti del mestiere. E poi a Dublino, coccolato e allevato in uno dei più importanti studi del mondo. Pronto per il grande balzo. Da allievo a maestro. Per una passione che è diventata professione. Il suo nome ha iniziato a girare. E quando il nome gira, ti vogliono tutti. Anche in Australia. E ancora a New York, questa volta da artista, non da apprendista. E Miami. Ma se c’è da fare il profeta in patria, come capita questi giorni a Quartu, lui lo fa. Prima della prossima partenza. Ma d’altra parte per il mondo del tatuaggio è così. Impensabile stare fermi. C’è sempre da guardare, anche molto lontano, per imparare. E anche per lavorare. Tatuatori sardi globe-trotter. Oggi, nei seimila metri quadri dello spazio allestito all’hotel Setar, l’ultima giornata per vedere in azione Paolo e i suoi 120 colleghi. E stasera ci saranno anche le premiazioni per il Tattoo contest per i lavori più belli realizzati nelle cinque categorie di realistico, figurativo, giapponese, tribale e traditional. Una manifestazione, la convention, che ogni anno ospita i grandi dei disegni sulla pelle. Tra loro anche Fabio Gargiulo, napoletano, tra gli artisti preferiti da Radja Nainggolan.
Nel suo settore, Paolo Murtas, 29 anni di Oristano, è anche lui campione del mondo. E il mondo, per soddisfare le richieste dei suoi fan, lo deve girare in lungo e in largo. Un esempio? A novembre sarà ospite dello studio, forse il più importante di tutti, chiamato Bang Bang, a New York.
Un nome che, per gli appassionati del genere, è una garanzia: i clienti sono, giusto per fare qualche esempio, artisti come Ketty Perry, Justin Bieber e Rihanna. Da ieri Murtas è tra le principali attrazioni della edizione numero dieci della Tattoo Convention, inaugurata venerdì pomeriggio a Quartu. Inutile dire che per lui c’è già il tutto esaurito. Il suo cavallo di battaglia è il “realistico”. Chi ama quel genere sa che è uno dei migliori. Una abilità nata a cinque-sei anni. «Quando ero piccolo – scherza ricordando i primi lavori sul foglio di carta – mi dicevano che stavo tranquillo solo quando disegnavo».
Allora si ispirava ai cartoon. Il suo preferito era Kenshiro. E allora lui ha continuato con l’arte. Scoprendo di essere bravo non solo con la matita. Ma anche con i tatuaggi. E sono cominciati i viaggi: prima- tre mesi a New York per imparare i segreti del mestiere. E poi a Dublino, coccolato e allevato in uno dei più importanti studi del mondo. Pronto per il grande balzo. Da allievo a maestro. Per una passione che è diventata professione. Il suo nome ha iniziato a girare. E quando il nome gira, ti vogliono tutti. Anche in Australia. E ancora a New York, questa volta da artista, non da apprendista. E Miami. Ma se c’è da fare il profeta in patria, come capita questi giorni a Quartu, lui lo fa. Prima della prossima partenza. Ma d’altra parte per il mondo del tatuaggio è così. Impensabile stare fermi. C’è sempre da guardare, anche molto lontano, per imparare. E anche per lavorare. Tatuatori sardi globe-trotter. Oggi, nei seimila metri quadri dello spazio allestito all’hotel Setar, l’ultima giornata per vedere in azione Paolo e i suoi 120 colleghi. E stasera ci saranno anche le premiazioni per il Tattoo contest per i lavori più belli realizzati nelle cinque categorie di realistico, figurativo, giapponese, tribale e traditional. Una manifestazione, la convention, che ogni anno ospita i grandi dei disegni sulla pelle. Tra loro anche Fabio Gargiulo, napoletano, tra gli artisti preferiti da Radja Nainggolan.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google