La Nuova Sardegna

A Seneghe si chiude con Tugrul Tanyol

A Seneghe si chiude con Tugrul Tanyol

Ultima serata per il “Cabudannos de sos poetas” dopo tre giornate intense e partecipate

2 MINUTI DI LETTURA





SENEGHE. La 13esima edizione del “Cabudanne de sos poetas”, regala grandi emozioni al numeroso pubblico che segue un programma di ampio respiro. Venerdì mattina lo spazio del bar “Su recreu” ha ospitato il poeta Raimondo Usai Ponti, che, nei momenti di libertà lasciatigli dal lavoro di agricoltore, è riuscito a coltivare la passione per la poesia in “limba”.

Un pubblico attento e appassionato nell’antico giardino di “Sa prentza de Murone” ha seguito la presentazione dell’opera “Shardana” di Giovanni Ugas, archeologo allievo di Giovanni Lilliu. La giornata è proseguita a Putzu Arru, con il redattore della rivista di civiltà poetiche “Smerilliana” Fabio Franzin, che ha dialogato con la poetessa Francesca Matteoni. Quindi, introdotta da Rossana Dedola, è stato il turno di Vivian Lamarque (una delle voci più importanti della poesia italiana). A seguire il teatro “Tragoidia” di Mario Faticoni e subito dopo, sul palco allestito nella piazza dei balli sono saliti prima il Coro Montiferru (diretto dal Maestro Antonio Lotta) e successivamente “Su cuntrattu” de Seneghe. Ieri mattina, Vivian Lamarque ha presentato la biografia di Grazie Deledda scritta da Rossana Dedola. Molto seguito lo spazio di John Vignola sul tema “La rivoluzione musicale degli anni sessanta” e quello riservato all’esito del laboratorio di poesia realizzato nella scuola media locale e nelle case famiglia della provincia. Interessante anche l’incontro con Nadia Agustoni, voce originale e autentica del panorama poetico italiano. La rivoluzione, il tema che dà il titolo a questa edizione del “Cabudanne”, non poteva non dare voce al pensiero gramsciano e alle speranze che esso aveva acceso nei cuori dei lavoratori delle fabbriche e delle campagne. A parlarne, presentati da Tore Cubeddu, nella piazza dei balli, sono stati chiamati Cosimo Zene e Alessandro Marchi. Paolo Angeli ha proposto un seguitissimo viaggio tra le sponde dei continenti con la sua chitarra sarda preparata.

Oggi, giornata conclusiva del festival della poesia, il primo appuntamento è nella piazza Santa Maria, con Paolo Angeli che parlerà di tradizione e innovazione nella storia degli strumenti musicali sardi. Ma l’attesa è tutta per il poeta turco Tugrul Tanyol, che dialogherà con Nicola Verderame. Tugrul insegna all’Università Yeditepe, di Istanbul. Ha iniziato a scrivere versi fin dal 1983. Nove le raccolte, tradotte in numerose lingue, pubblicate finora. Alle 21, prentza de Murone, Roberto Magnani e Simone Marzocchi presentano “E’ Bal”, la storia di Ezia.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il provvedimento

Abusi edilizi e scarichi irregolari: chiuso il ristorante “Sapore di mare”, ex Chicca Piperita

di Argentino Tellini
Le nostre iniziative