Capudanne de sos poetas
Seneghe, finale con i versi di Tanyol
di Piero Marongiu
Applausi per l’autore turco tradotto in Italia da Nicola Verderame
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SENEGHE. Domenica scorsa, giorno conclusivo della 13esima edizione del “Cabudanne de sos poetas”, settembre dei poeti, il piccolo centro del Montiferru, come per magia, si è connesso con il resto del mondo attraverso i versi del poeta turco Tugrul Tanyol, accompagnato nell’occasione da Nicola Verderame, che ha tradotto in italiano l’ultima raccolta del poeta (per le edizioni Landolfi), intitolata “Il vino dei giorni a venire”. Ad accoglierlo nella splendida “partza de sos Ballos”, il salotto buono del paese, un pubblico numeroso e attento, che ha sottolineato più volte con lunghi applausi il gradimento dei versi letti dalla poetessa, ormai seneghese d’adozione, Azzurra D’Agostino. Tugrul Tanyol, ha iniziato a scrivere versi fin dagli anni settanta e ha pubblicato nove raccolte di poesie. Di lui Nicola Verderame, scrive: «La sua poesia rivela una simbiosi perfetta fra un immaginario europeo, una cultura di stampo francese e una conoscenza profonda dell’eredità letteraria ottomana e turca. Una simbiosi che lo rende difficilmente incasellabile in generi e correnti specifiche, sebbene la sua attività nei primi anni Ottanta sia andata nella direzione di una poesia lontana dalle rigidità del realismo socialista, di stampo lirico e profondamente introspettivo».
Il legame tra Seneghe e la Turchia, dopo la partecipazione, lo scorso anno, di Haydar Ergulen, si consolida. L’edizione 2017 del Cabudanne (il cui titolo era “Rivoluzione”, intesa come presa di coscienza della forza del libero pensiero) va in archivio con piena soddisfazione di tutti quelli che ne hanno curato l’organizzazione. La caravella disegnata da Gabriele Lo Piccolo (giovane motiongrapher seneghese con master in “Concetto e creazione” alla Efti di Madrid) ha spiegato le sue vele e navigato sicura nel mare della poesia e della cultura proposta dai numerosi eventi, incontri, spettacoli, musica e laboratori, presenti nel cartellone predisposto da “Perda sonadora”.
Ma il Cabudanne 2017 è stato un successo non soltanto per la bontà delle sue proposte, capaci di tenere accese per giorni le luci dei media regionali e non sul festival, e per le presenze registrate (andate ben oltre ogni previsione, con punta di oltre un migliaio raggiunta il 31 agosto quando sul palco di Partza de sos Balos è salita Nada Malanima), che hanno garantito un positivo ritorno di immagine ed economico per tutto il territorio.
Con l’associazione culturale “Perda sonadora”, alla realizzazione dell’evento hanno contribuito: il Comune di Seneghe, la Regione Sardegna (assessorati al commercio, turismo e cultura), la Fondazione di Sardegna, il sistema bibliotecario del Montiferru, il Consorzio del Bue Rosso, l’associazione culturale Tocoele e una serie di sponsor privati e istituzionali. Pregevole anche il lavoro svolto dal regista seneghese Luca Manunza.
Il legame tra Seneghe e la Turchia, dopo la partecipazione, lo scorso anno, di Haydar Ergulen, si consolida. L’edizione 2017 del Cabudanne (il cui titolo era “Rivoluzione”, intesa come presa di coscienza della forza del libero pensiero) va in archivio con piena soddisfazione di tutti quelli che ne hanno curato l’organizzazione. La caravella disegnata da Gabriele Lo Piccolo (giovane motiongrapher seneghese con master in “Concetto e creazione” alla Efti di Madrid) ha spiegato le sue vele e navigato sicura nel mare della poesia e della cultura proposta dai numerosi eventi, incontri, spettacoli, musica e laboratori, presenti nel cartellone predisposto da “Perda sonadora”.
Ma il Cabudanne 2017 è stato un successo non soltanto per la bontà delle sue proposte, capaci di tenere accese per giorni le luci dei media regionali e non sul festival, e per le presenze registrate (andate ben oltre ogni previsione, con punta di oltre un migliaio raggiunta il 31 agosto quando sul palco di Partza de sos Balos è salita Nada Malanima), che hanno garantito un positivo ritorno di immagine ed economico per tutto il territorio.
Con l’associazione culturale “Perda sonadora”, alla realizzazione dell’evento hanno contribuito: il Comune di Seneghe, la Regione Sardegna (assessorati al commercio, turismo e cultura), la Fondazione di Sardegna, il sistema bibliotecario del Montiferru, il Consorzio del Bue Rosso, l’associazione culturale Tocoele e una serie di sponsor privati e istituzionali. Pregevole anche il lavoro svolto dal regista seneghese Luca Manunza.
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