Max Gazzè, musica dal cuore
di Serena Lullia
Ad Arzachena il cantautore romano ha incantato la platea col suo repertorio
3 MINUTI DI LETTURA
INVIATA AD ARZACHENA. Le parole di “Mentre dormi” accarezzano i 5mila cuori che battono sotto il palco. Max Gazzè la canta insieme al pubblico con la romantica dolcezza di un uomo innamorato. Il cantautore romano regala emozioni con alcuni dei pezzi più belli del suo repertorio. Con “L’amore non esiste” scritta con Niccolò Fabi e Daniele Silvestri, ma anche con “Il solito sesso”, il brano sanremese del 2008 che al di là del ritmo orecchiabile è una per nulla banale dichiarazione del cuore.
Gazzè arriva ad Arzachena in occasione della festa patronale della città dedicata a Santa Maria della neve. Una scelta più che azzeccata da parte del comitato organizzatore e supportata dalla neo amministrazione comunale. Strategico e funzionale anche il trasloco dell’evento dalla tradizionale piazza centrale al campo sportivo.
La risposta del pubblico è senza precedenti. Oltre 5mila persone (7mila per gli organizzatori) accettano l’invito a sognare del poeta dell’amore. E lo spettacolo che l’artista regala è davvero di altissimo livello. Alle sue spalle dei musicisti pazzeschi. La qualità degli arrangiamenti mostrano da subito la caratura dei professori di orchestra che suonano con un virtuoso del basso come Gazzè. Lo si sente in modo netto nell’arrangiamento sinfonico del “Timido ubriaco” con il flauto da naso suonato dal trombettista Dedo. Ma anche in “Ti sembra normale”, “Annina” e “Cara Valentina”. Impossibile non seguire il ritmo coinvolgente di canzoni che al di là del ritmo, che scatena in automatico l’accompagnamento del piede, racchiudono significati profondi.
Max Gazzè fa poi soffiare il ricordo del “Vento d’estate” che manda in delirio il pubblico e su cui regala un bis alla fine del concerto. E propone gli attesissimi brani con cui da mesi martella le orecchie degli ascoltatori delle radio. “Teresa”, “Sotto casa”, “I tuoi maledettissimi impegni” ma anche dei classici senza tempo come “La favola di Adamo ed Eva”.
Il pubblico si gode quasi due ore di concerto nel piazzale dello stadio “Biagio Pirina” in una notte che sa ancora di estate. Illuminata dalle tonalità blu, fucsia e verdi dei giochi di luce proiettati dal palco. Gazzè si diverte insieme al suo gruppo di “professori” e interagisce in modo scherzoso con i suoi fan. Sotto il palco ci sono diverse generazioni a ripercorrere con lui una carriera lunga venti anni. Da quando esordì nel 1997 con “Cara Valentina” per poi esplodere nel 1998 con “Vento d’estate”, brano vincitore dell’edizione di quell’anno di “Un disco per l’estate”. Un signore sulla cinquantina, bermuda e magliettina, canta a squarcia gola tutto il repertorio di Gazzè accompagnando i brani a impacciati movimenti di danza. Senza mai staccare però la mano dalla sua compagna. Un gesto che nella sua semplicità ha un qualcosa di teneramente romantico. Ma tra gli spettatori di Arzachena ci sono anche tantissimi trentenni e quarantenni. Li riconosci dagli smartphone puntati sul palco a immortalare ogni attimo della performance dell’artista romano con fotografie, video e dirette Facebook. L’esibizione dal vivo di Gazzè è davvero superlativa. Ogni brano riceve l’applauso caloroso dei 5mila. Tutti rapiti dal quel viaggio magico pop rock tappezzato di emozioni dell’anima.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Gazzè arriva ad Arzachena in occasione della festa patronale della città dedicata a Santa Maria della neve. Una scelta più che azzeccata da parte del comitato organizzatore e supportata dalla neo amministrazione comunale. Strategico e funzionale anche il trasloco dell’evento dalla tradizionale piazza centrale al campo sportivo.
La risposta del pubblico è senza precedenti. Oltre 5mila persone (7mila per gli organizzatori) accettano l’invito a sognare del poeta dell’amore. E lo spettacolo che l’artista regala è davvero di altissimo livello. Alle sue spalle dei musicisti pazzeschi. La qualità degli arrangiamenti mostrano da subito la caratura dei professori di orchestra che suonano con un virtuoso del basso come Gazzè. Lo si sente in modo netto nell’arrangiamento sinfonico del “Timido ubriaco” con il flauto da naso suonato dal trombettista Dedo. Ma anche in “Ti sembra normale”, “Annina” e “Cara Valentina”. Impossibile non seguire il ritmo coinvolgente di canzoni che al di là del ritmo, che scatena in automatico l’accompagnamento del piede, racchiudono significati profondi.
Max Gazzè fa poi soffiare il ricordo del “Vento d’estate” che manda in delirio il pubblico e su cui regala un bis alla fine del concerto. E propone gli attesissimi brani con cui da mesi martella le orecchie degli ascoltatori delle radio. “Teresa”, “Sotto casa”, “I tuoi maledettissimi impegni” ma anche dei classici senza tempo come “La favola di Adamo ed Eva”.
Il pubblico si gode quasi due ore di concerto nel piazzale dello stadio “Biagio Pirina” in una notte che sa ancora di estate. Illuminata dalle tonalità blu, fucsia e verdi dei giochi di luce proiettati dal palco. Gazzè si diverte insieme al suo gruppo di “professori” e interagisce in modo scherzoso con i suoi fan. Sotto il palco ci sono diverse generazioni a ripercorrere con lui una carriera lunga venti anni. Da quando esordì nel 1997 con “Cara Valentina” per poi esplodere nel 1998 con “Vento d’estate”, brano vincitore dell’edizione di quell’anno di “Un disco per l’estate”. Un signore sulla cinquantina, bermuda e magliettina, canta a squarcia gola tutto il repertorio di Gazzè accompagnando i brani a impacciati movimenti di danza. Senza mai staccare però la mano dalla sua compagna. Un gesto che nella sua semplicità ha un qualcosa di teneramente romantico. Ma tra gli spettatori di Arzachena ci sono anche tantissimi trentenni e quarantenni. Li riconosci dagli smartphone puntati sul palco a immortalare ogni attimo della performance dell’artista romano con fotografie, video e dirette Facebook. L’esibizione dal vivo di Gazzè è davvero superlativa. Ogni brano riceve l’applauso caloroso dei 5mila. Tutti rapiti dal quel viaggio magico pop rock tappezzato di emozioni dell’anima.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
