La Nuova Sardegna

Dentro la Rivoluzione russa

di Fabio Canessa
Dentro la Rivoluzione russa

Da un’idea di Teresa Porcella “La stella rossa di Ivan”, con i disegni di Otto Gabos

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SASSARI. Una collana innovativa per percorrere, con chi cambia ogni giorno, i giorni che hanno segnato i cambiamenti di tutti. Così si presenta il progetto editoriale “Rivoluzioni” (Libri Volanti - Istos) ideato e diretto dalla cagliaritana Teresa Porcella, grande esperta di letteratura per ragazzi. Dopo i primi due volumi dedicati alla Rivoluzione francese (“La formula esatta della rivoluzione” con soggetto di Marcello Fois e testi di Alberto Masala) e a quella messicana (“Odeon campero” con la storia di Beniamino Sidoti), ecco in uscita il terzo libro della collana, “La stella rossa di Ivan”, per raccontare la Rivoluzione russa in occasione del suo centesimo anniversario. Il testo è di Janna Carioli mentre la cornice grafica è firmata come sempre da Otto Gabos.

Un ruolo importante quello dell’illustratore della collana, anche lui cagliaritano, perché i libri presentano una modalità di racconto che dà ampio spazio al disegno. Secondo le indicazioni di Teresa Porcella ogni volume si caratterizza infatti per il rapporto equilibrato tra parole e illustrazioni. Un lavoro dunque molto impegnativo quello del disegnatore per un libro di 240 pagine che si rivolge certamente ai ragazzi, ma è capace di appassionare lettori di ogni età unendo con eleganza verità storica e finzione letteraria. Protagonista un giovane di nome Ivan che vive nella campagna russa. Sono i primi anni Venti e le idee della Rivoluzione d’ottobre stanno arrivando anche nei villaggi più sperduti. Un giorno fugge da casa, dopo che il padre è tornato per l’ennesima volta ubriaco. Sul treno che lo porta verso la capitale, oltre a Nina, una ragazzina ebrea la cui famiglia è stata sterminata in un pogrom delle Guardie Bianche, incontra un marinaio dell’Aurora che ha partecipato ai giorni convulsi dell’assalto al Palazzo d’Inverno. A Mosca vede il funerale di Lenin, incontra Stalin, ma soprattutto artisti come Majakovskij, Pasternak ed Eisenstein. «Anche in questo volume - sottolinea Teresa Porcella - si unisce alla grande rivoluzione, una rivoluzione nascosta: in questo caso quella delle avanguardie russe. E poi insieme alla macrostoria c’è ovviamente la microstoria, quella dei personaggi. Ragazzi che all’interno del cambiamento generale vivono un loro percorso di crescita. Il tutto raccontato in maniera non didascalica, ma naturale. Grazie al bellissimo lavoro di Janna Carioli». Parole accompagnate dalle illustrazioni di Otto Gabos che come per gli altri libro della collana ha lavorato in bicromia. «Le storie - spiega il disegnatore - hanno un diverso colore dominante. Per la Rivoluzione francese era il rosso, per quella messicana il verde, mentre in questo caso è un arancio-ambra». Un lavoro quello di Otto Gabos che parte ogni volta da un’attenta ricerca. «Rispetto al volume sulla Rivoluzione francese qua ho potuto contare su un ricco mondo iconografico. Mi sono per esempio rivisto “La corazzata Potemkin” e le immagini dei funerali di Lenin».

Per la prossima rivoluzione si farà un salto in avanti, negli anni Settanta, con il racconto, di Patrizia Rinaldi, del percorso che ha portato alla legge sul divorzio in Italia.

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