Da vedova scaltra a magistrato Inaudi ritorna alla commedia
ROMA. Un’attrice intensa e sorprendente come Francesca Inaudi ha saputo alternare fin da inizio carriera cinema, teatro e televisione. Diplomata nel 1999 alla Scuola del Piccolo Teatro di Milano, è...
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ROMA. Un’attrice intensa e sorprendente come Francesca Inaudi ha saputo alternare fin da inizio carriera cinema, teatro e televisione. Diplomata nel 1999 alla Scuola del Piccolo Teatro di Milano, è già stata diretta da autori come Davide Ferrario (“Dopo mezzanotte”) con cui debutta al cinema nel 2004, Cristina Comencini (“La bestia nel cuore”), Carlos Saura (“Io, Don Giovanni”), Mario Martone (“Noi credevamo”) ed è diventata un volto popolare anche grazie a fiction come “Distretto di polizia” e “Tutti pazzi per amore”. Il 2017 le ha regalato due dei suoi ruoli più impegnativi: quello di una madre vittima della depressione post partum in “Ninna nanna” di Dario Germani e Enzo Russo, uscito a fine giugno e l'interpretazione in “Stato di ebbrezza” di Luca Biglione, attualmente in post produzione, dalla storia vera di Maria Rossi, artista e cabarettista scoperta da Jannacci, passata al “Maurizio Costanzo Show” e “Zelig”, che ha attraversato, uscendone, il tunnel della dipendenza da alcool e psicofarmaci.
«Dopo due film belli tosti e difficili come quelli, sentivo il bisogno di tornare a un po’ di leggerezza ed è capitata questa sceneggiatura, che mi è piaciuta molto», spiega in una pausa durante le riprese di “Finché giudice non ci separi”, la commedia corale di Toni Fornari e Andrea Maia. L'attrice è reduce dal successo del debutto a Borgio Verezzi di “La vedova scaltra” di Goldoni e la vedremo in “L'Aquila grandi speranze”, la fiction per Rai1 di Marco Risi, sul post-terremoto. In “Finché morte non ci separi”, di cui è protagonista con Augusto e Toni Fornari, Simone Montedoro e Luca Angeletti, è Silvie, una giudice che si occupa «di separazioni e divorzi e proprio per questo non ha una visione rosea sul matrimonio». Anche perché «la coppia è una delle istituzioni sociali più complesse da comprendere. In natura ci sono giusto i pinguini e pochissime altre specie che restano insieme per tutta la vita».
Restando in tema di commedia, « “La vedova scaltra”è stata un'esperienza molto interessante. Pur avendo svecchiato linguaggio e messa in scena, conserva profondo il segno e il significato che le ha dato Goldoni. È stato in questo molto bravo il nostro regista, Gianluca Guidi. Ne ha dato una visione originale e sorprendente. Aspettiamo di sapere come sarà la tournée, è uno spettacolo che merita di girare. Per ora il debutto dovrebbe essere a Gorizia a marzo».
Francesca Inaudi non ha voluto incontrare prima, o mentre girava, tra Lazio e Emilia Romagna, Maria Rossi: «Ho cercato di proteggerla. Perché raccontare la tua storia, è una cosa. Vedere qualcun altro che rappresenta fisicamente quello che hai vissuto, ho pensato sarebbe stato troppo pesante».
«Dopo due film belli tosti e difficili come quelli, sentivo il bisogno di tornare a un po’ di leggerezza ed è capitata questa sceneggiatura, che mi è piaciuta molto», spiega in una pausa durante le riprese di “Finché giudice non ci separi”, la commedia corale di Toni Fornari e Andrea Maia. L'attrice è reduce dal successo del debutto a Borgio Verezzi di “La vedova scaltra” di Goldoni e la vedremo in “L'Aquila grandi speranze”, la fiction per Rai1 di Marco Risi, sul post-terremoto. In “Finché morte non ci separi”, di cui è protagonista con Augusto e Toni Fornari, Simone Montedoro e Luca Angeletti, è Silvie, una giudice che si occupa «di separazioni e divorzi e proprio per questo non ha una visione rosea sul matrimonio». Anche perché «la coppia è una delle istituzioni sociali più complesse da comprendere. In natura ci sono giusto i pinguini e pochissime altre specie che restano insieme per tutta la vita».
Restando in tema di commedia, « “La vedova scaltra”è stata un'esperienza molto interessante. Pur avendo svecchiato linguaggio e messa in scena, conserva profondo il segno e il significato che le ha dato Goldoni. È stato in questo molto bravo il nostro regista, Gianluca Guidi. Ne ha dato una visione originale e sorprendente. Aspettiamo di sapere come sarà la tournée, è uno spettacolo che merita di girare. Per ora il debutto dovrebbe essere a Gorizia a marzo».
Francesca Inaudi non ha voluto incontrare prima, o mentre girava, tra Lazio e Emilia Romagna, Maria Rossi: «Ho cercato di proteggerla. Perché raccontare la tua storia, è una cosa. Vedere qualcun altro che rappresenta fisicamente quello che hai vissuto, ho pensato sarebbe stato troppo pesante».
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