Bosso ha chiuso “Forma e poesia nel jazz”
di Andrea Musio
Il trombettista ha proposto un live incentrato sui brani contenuti nel nuovo album, “State of the art”
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CAGLIARI. Con l'entusiasmante esibizione di Fabrizio Bosso, si è conclusa, domenica sera, la ventesima edizione di “Forma e poesia nel jazz”. Bilancio positivo per il festival organizzato dall’omonima cooperativa, con un cartellone ben studiato e che ha trovato riscontro nel numeroso pubblico, costantemente presente nelle quattro serate allestite nei cortili dell’ex Manifattura Tabacchi. Scelta vincente sia per l’utilizzo della location, l’ex stabilimento industriale nel cuore della città, ma anche per la decisione di concentrare gli eventi nella stessa settimana.
L’aria dell'evento si respirava sin dalla prima giornata con il concerto in Piano Solo di Danilo Rea, e ancora il giorno dopo con il fuori programma che ha visto il sassofonista Gavino Murgia duettare con il trombettista Flavio Boltro, accompagnati dalla Pork Explosion, il Trio Bearzatti- Gatto-Moussay nel tributo a John Coltrane nella giornata di venerdì, fino all'ultima serata che ha visto di scena il giovane e talentuoso pianista Manuel Magrini, L’extreme Quintet guidato dal chitarrista cagliaritano Giorgio Murtas e l'atteso arrivo nell'isola del concerto “State of the art” di Fabrizio Bosso.
Una doppia soddisfazione per la riuscita a causa della pioggia che ha reso incerto fino all'ultimo momento la possibilità di portare in scena il set, poi applaudito da oltre quattrocento persone. Pubblico che non si è lasciato intimorire dalla pioggia leggera caduta durante l’esecuzione dei brani contenuti nel doppio cd pubblicato ad aprile dalla Warner Music. Sul palco insieme al trombettista una formazione composta dal pianista Julian Oliver Mazzariello, dal batterista Nicola Angelucci e dal contrabbassista Jacopo Ferrazza. Un set studiato nei minimi particolari, in cui c'è stato ampio spazio per una serie di esuberanti assoli.
Estremamente soddisfatto, il direttore artistico Nicola Spiga. «Il risultato è stato eccellente – spiega Spiga – non soltanto per le oltre mille e cinquecento presenze durante i giorni del festival, ma anche per l’assidua partecipazione alla bellissima mostra fotografica di Daniela Zedda, alle lezioni di jazz tenute da Enrico Merlin e alla mostra e alle lezioni sui sassofoni curata da Attilio Berni, con 45 rari esemplari, compreso uno posseduto dall'inventore dello strumento, Adolphe Sax».
L’aria dell'evento si respirava sin dalla prima giornata con il concerto in Piano Solo di Danilo Rea, e ancora il giorno dopo con il fuori programma che ha visto il sassofonista Gavino Murgia duettare con il trombettista Flavio Boltro, accompagnati dalla Pork Explosion, il Trio Bearzatti- Gatto-Moussay nel tributo a John Coltrane nella giornata di venerdì, fino all'ultima serata che ha visto di scena il giovane e talentuoso pianista Manuel Magrini, L’extreme Quintet guidato dal chitarrista cagliaritano Giorgio Murtas e l'atteso arrivo nell'isola del concerto “State of the art” di Fabrizio Bosso.
Una doppia soddisfazione per la riuscita a causa della pioggia che ha reso incerto fino all'ultimo momento la possibilità di portare in scena il set, poi applaudito da oltre quattrocento persone. Pubblico che non si è lasciato intimorire dalla pioggia leggera caduta durante l’esecuzione dei brani contenuti nel doppio cd pubblicato ad aprile dalla Warner Music. Sul palco insieme al trombettista una formazione composta dal pianista Julian Oliver Mazzariello, dal batterista Nicola Angelucci e dal contrabbassista Jacopo Ferrazza. Un set studiato nei minimi particolari, in cui c'è stato ampio spazio per una serie di esuberanti assoli.
Estremamente soddisfatto, il direttore artistico Nicola Spiga. «Il risultato è stato eccellente – spiega Spiga – non soltanto per le oltre mille e cinquecento presenze durante i giorni del festival, ma anche per l’assidua partecipazione alla bellissima mostra fotografica di Daniela Zedda, alle lezioni di jazz tenute da Enrico Merlin e alla mostra e alle lezioni sui sassofoni curata da Attilio Berni, con 45 rari esemplari, compreso uno posseduto dall'inventore dello strumento, Adolphe Sax».
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