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Le storie familiari di Agnello Hornby

Le storie familiari di Agnello Hornby

La scrittrice presenta il suo nuovo romanzo oggi a Olbia e domani ad Alghero

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OLBIA. Simonetta Agnello Hornby è ospite del festival Éntula con “Nessuno può volare” (Feltrinelli), in cui racconta la disabilità attraverso del lente della cultura, dell’arte e della storia, ma anche del proprio vissuto. Un viaggio che parte dall'inconsueta famiglia siciliana dell'autrice, dove si cresce con la consapevolezza che si è "tutti normali, ma diversi, ognuno con le sue caratteristiche, talvolta un po' strane”. Fino ai più recenti viaggi con i nipoti e il figlio George, che scopre di avere la sclerosi multipla, ma non smette mai di amare la vita, di apprezzarla giorno dopo giorno, attimo dopo attimo. Non solo un libro, ma un progetto editoriale che comprende anche un documentario realizzato da Pesci Combattenti in coproduzione con Effe Tv, in onda mercoledì 25 ottobre alle ore 21.10 in prima tv assoluta su LaFOLBIA (canale 139 di Sky).

Oggi a Olbia, alle 18 al Museo archeologico, Agnello Hornby presenta il suo libro con Veronica Asara, presidente della Onlus “SensibilMente - Tutela integrazione persone autistiche”. Domani ad Alghero, ancora alle 18, appuntamento all'ex Mercato. Con l’autrice ci sarà anche Paola Cadeddu. Tutti le presentazioni sono organizzate in luoghi accessibili ai disabili e organizzate in collaborazione con Marioway e Bed&Care, due realtà pluripremiate proprio per l’innovazione nell’accessibilità e inclusione dei disabili.

“Nessuno può volare” è un libro particolare. Quando si nasce in una famiglia inconsueta come quella di Simonetta Agnello Hornby, sin da piccoli si cresce con la consapevolezza che si è «tutti normali, ma diversi, ognuno con le sue caratteristiche, talvolta un po’ strane». Attraverso una serie di ritratti sapidi e affettuosi, facciamo così la conoscenza della cugina Ninì, sordomuta, dell’amata bambinaia ungherese Giuliana, un po’ zoppa, del padre con una gamba malata, e della “pizzuta” prozia Rosina. E poi conosciamo George, sia attraverso le parole di sua madre – non è facile accettare la malattia di un figlio, eppure è possibile (la chiave sta proprio nel titolo: “Nessuno può volare”) –, sia grazie alla sua voce, che si alterna come un controcanto ironico (cento per cento british), ma deciso nel raccontare i tanti ostacoli di chi si muove in carrozzina. E proprio come Simonetta con le storie di un tempo passato ci regala uno sguardo insolito e genuino sul mondo, così anche George, a cui quindici anni fa è stata diagnosticata la sclerosi multipla, ci consegna un punto di vista diverso da cui osservare le città che abitiamo, le persone che ci circondano e noi stessi.

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