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Sogni, scienza e identità Guerra di idee sul web

Sogni, scienza e identità Guerra di idee sul web

Archeologia sul web: tante pagine, gruppi Facebook e blog. Se da un lato la curiosità diffusa è un segnale positivo dell’interesse sul passato dei sardi, dall’altra parte le teorie più astruse o la...

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Archeologia sul web: tante pagine, gruppi Facebook e blog. Se da un lato la curiosità diffusa è un segnale positivo dell’interesse sul passato dei sardi, dall’altra parte le teorie più astruse o la superiorità saccente mostrano come, sottotraccia, il complottismo abbia raggiunto anche questi territori della cultura.

Fiero oppositore di quello che definisce “archeosardismo” è l’archeologo Rubens D’Oriano. Proprio sulla questione degli Shardana ha recentemente espresso così il suo parere: «Entra in gioco il problema di ciò che si suole chiamare “identità culturale”(...) un mito consolatorio e a volte foriero di grandi sciagure (ci ricordiamo degli Ariani di Hitler?), e sul fatto che persino la continuità dell’identità del nostro singolo “io” traballa se analizzata con approccio scientifico( ...). L’equazione Sardi=Nuragici è priva di senso. Non è necessario essere specialisti per capire che, salvo pochissime eccezioni di confinamento geografico e/o culturale, delle quali non fa certo parte la Sardegna nel bel mezzo del Mediterraneo, chi abita in una data porzione di spazio in un dato momento del tempo non può che essere il frutto, in termini genetici e, ciò che importa veramente, culturali, di tutte le fasi storico-culturali che vi si sono avvicendate».

L’ampia galassia della Rete risponde in vari modi, esclusi gli incivili, il tratto comune è la considerazione sullo scarso rilievo che la storia sarda ha sui manuali scolastici, l’abbandono dei siti e la sordità per la divulgazione dell’accademia. Per alcuni le ragioni sono culturali e politiche: “la negazione del passato di un popolo colonizzato”.

Stefano Lecca sul blog Prama Nuragica pone invece cinque domande: «1. Si può studiare la relazione tra ShRDN e Sardegna senza giudizi etici nel campo scientifico, oppure si deve evitare per ciò che (secondo ipotesi arbitraria) comporterebbe: xenofobia, razzismo, nazionalismo? Ovvero anche qualora fosse ampiamente confermabile a maggioranza dal punto di vista scientifico la connessione ShRDN-Sardi nuragici, si dovrebbe evitare di divulgarlo per dovere etico?

2. È compito dell’archeologia dare giudizi morali ed etici sulle scoperte scientifiche?

3. È necessario dibattere in merito alle posizioni antitetiche ammantandole di una visione nazionalpopolare, anziché dar loro credito scientifico nella discussione complessiva?

4. La politica si può occupare di archeologia? L’archeologia si può occupare di politica?

5. Quando è che il meccanismo si inceppa, quando la politica parla di archeologia o quando l’archeologia parla di politica? Chi delle due è più legittimata ad orientare i processi dell’altra secondo la Costituzione».

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