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“The dinner”, i delitti dei figli

“The dinner”, i delitti dei figli

SASSARI. Quanto pesa il male se a commetterlo è tuo figlio? Su questa domanda, di stretta attualità in tempi di morali relative, si interroga “The dinner”, quarto film del regista israeliano di...

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SASSARI. Quanto pesa il male se a commetterlo è tuo figlio? Su questa domanda, di stretta attualità in tempi di morali relative, si interroga “The dinner”, quarto film del regista israeliano di nascita e newyorkese d’adozione Oren Moverman, presentato all’ultimo festival di Berlino. Il nucleo centrale della storia (dal romanzo omonimo di Herman Koch) è la cena del titolo. La consumano, in un ristorante elegantissimo e pretenzioso, due fratelli: Stan Lohman (Richard Gere), politico e membro del Congresso americano, e Paul Lohman (Steve Coogan), eclettico professore di Storia. Accanto a loro, le rispettive mogli: Katelyn (Rebecca Hall) e Claire (Laura Linney).

Tra una portata e l’altra, l’unità spazio-temporale, solo apparente, è continuamente spezzata da flashback che, in un crescendo drammatico, raccontano il passato delle due coppie e fanno emergere il delitto commesso dai loro figli. Il merito principale del film è la capacità di tratteggiare, soprattutto attraverso ottimi dialoghi, caratteri sfaccettati e pieni di contraddizioni. Ciascuno dotato di un particolare senso della giustizia e del clan famigliare.

Così lo spettatore, che all’inizio crede di aver inquadrato i singoli personaggi, e si sente rassicurato dai cliché del professore illuminato, del politico cinico, della madre di famiglia e della moglie trofeo, è continuamente spiazzato, costretto a rivedere le proprie simpatie. (f.a.)

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