Quarant’anni sul palco guardando al futuro
La Compagnia Teatro Sassari celebra il suo compleanno portando in scena al Teatro Civico “Miseria e nobiltà”
SASSARI. Da“Tziu Luiginu e li tempi nobi” e “Paj vinzì vi bò la sthumbadda” a “Miseria e nobiltà”, dal 14 ottobre 1977 al 14 ottobre 2017. Quarant’anni targati Compagnia Teatro Sassari, che esordì proprio portando in scena i due atti unici di Giovanni Enna e, quattro decenni dopo, celebra la sua lunga e gloriosa storia col grande classico della commedia italiana firmato da Eduardo Scarpetta. Quattro decenni di successi, è ovvio, altrimenti questa compagnia fondata grazie a una grande intuizione del regista Giampiero Cubeddu (del quale ricorre quest’anno il decennale della scomparsa) non sarebbe ancora qui. Con uno sguardo al passato, celebrando il suo cammino, e uno al futuro, cercando una base in pianta stabile «perché vorremmo che questa bella, faticosa avventura continuasse per altri quarant’anni».
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LA CELEBRAZIONE. Sabato e domenica la Compagnia Teatro Sassari, che solitamente si esibisce al Teatro “Andrea Parodi” di Porto Torres si riprenderà il palcoscenico di Palazzo di Città per brindare, non solo idealmente, ai quarant’anni. Altre due repliche dello stesso spettacolo andranno in scena il 17 e il 18 novembre in occasione dell’anniversario della scomparsa di Giampiero Cubeddu. «Sarà una stagione lunga e ricca, un’opportunità che la città deve cogliere – ha detto il sindaco Nicola Sanna ieri durante la presentazione dell’evento – . All’epoca ero giovanissimo e ricordo i momenti della fondazione e i primi anni di attività, quella di Giampiero Cubeddu fu una vera e propria rivoluzione culturale perché andò alla ricerca di elementi identitari per riuscire poi a dare dignità alla tradizione popolare. Il risultato fu a dir poco clamoroso, mi ricordo che la Compagnia Teatro Sassari recitava in tutti i grandi eventi e in tutte le piazze, li chiamavano continuamente e la gente faceva la fila per andare a vedere i loro spettacoli».
LA NASCITA. Mario Lubino, attore e presidente della Compagnia, ha raccontato come si arrivò alla fondazione: «Tutto nacque da un programma radio che Giampiero Cubeddu conduceva alla Rai insieme al giornalista Sergio Calvi e si chiamava “Giochiamo a fare il teatro”. A un certo punto ebbe l’idea di portare nel programma un’intera commedia, che era “Farendi in Turritana” di Battista Ardau Cannas, e chiamò in trasmissione me e altri attori, tra i quali Nino Costa. Fu un successo clamoroso, gli ascoltatori intasarono letteralmente il centralino della Rai di telefonate. Dopo un po’ Giampiero decise di fondare direttamente una compagnia. Era il 2016, debuttammo l’anno successivo e fu un successo clamoroso: registrammo qualcosa come sedici serate col tutto esaurito, in tempi nei quali al Civico potevano stare quattrocento persone. E noi facevamo entrarne quattrocentocinquanta se non cinquecento».
LO SVILUPPO. Giampiero Cubeddu era il m otore di tutto e mise subito alcuni paletti: «Gli attori dovevano essere professionisti – racconta ancora Lubino –, non poteva esserci spazio per il dilettantismo o l’improvvisazione. E poi quello di concentrarci sull’etnia, recuperando il repertorio tradizionale con autori come Enna e Mastino. Un altro passaggio fondamentale è stato l’incontro con Leonardo Sole, che ci portò a recuperare le gobbule, ormai dimenticate. Il suo capolavoro fu “Occi mei, occi toi” che di fatto, per la prima volta, drammatizzava le gobbule perché il primo atto di quello spettacolo non è altro che una lunghissima gobbula. Successivamente abbiamo ampliato il nostro repertorio confrontandoci coi grandi classici della commedia, dai grandi autori napoletani a Goldoni a Pirandello».
IL LUNGO CAMMINO. In quarant’anni di attività la Compagnia Teatro Sassari ha contato qualcosa come ottantadue produzione e messo in scena oltre tremila spettacoli in Sardegna, in Italia e all’estero. Ha prodotto anche spettacoli per la Rai e le più importanti emittenti televisive locali e anche due sceneggiati radiofonici ancora per la Rai, “Giovanni Tolu” e “Il tesoro degli Angioini”. Giampiero Cubeddu è stato il regista fino alla sua scomparsa avvenuta nel 2007, oggi hanno preso il suo posto professionisti di valore quali Marco Spiga, Alfredo Ruscitto ed Emanuele Floris. La Compagnia Teatro Sassari Dal 1989 ha assunto la gestione del Teatro “Andrea Parodi” di Porto Torres, creando il Centro permanente per la diffusione del teatro di etnia e dove ogni anno organizza il Festival Etnia e Teatralità, giunto quest’anno alla ventisettesima edizione. «Ma ciò che ci rende particolarmente orgogliosi è di essere stati i primi ad aver creato a Sassari e provincia un teatro popolare teso a tutelare, valorizzare, recuperare e promuovere la cultura dell’identità e l’autentica tradizione sassarese attraverso quel formidabile mezzo di comunicazione rappresentato dalla lingua» aggiunge Mario Lubino. Per questo lo sguardo sul futuro, nel giorno del quarantesimo compleanno, non può prescindere da questo presupposto: «Siamo desiderosi di formare figure che diffondano e valorizzino la lingua e la cultura sassarese - ha detto in conclusione Mario Lubino -, e vogliamo farlo dando vita a una scuola di arte drammatica. Perché se muore una lingua muore una civiltà».
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