La marcia silenziosa in ricordo del “sabato nero”
Nella capitale si è svolta la manifestazione della Comunità ebraica e della Comunità di Sant’Egidio
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ROMA. Il 16 ottobre 1943, durante l'occupazione nazista di Roma, migliaia di ebrei romani furono presi e deportati nel campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau. Soltanto un esiguo numero di loro, per l’esattezza 16 persone, tra cui una sola donna, tornarono alle loro case. A 74 anni dalla deportazione degli ebrei romani, la Comunità ebraica di Roma e la Comunità di Sant'Egidio, come ogni anno dal 1994, ieri sera hanno ricordato questo tragico momento della vita della città eterna con un “pellegrinaggio della memoria”. Dopo la verifica dello status di ebrei, i catturati furono trasferiti alla stazione ferroviaria Tiburtina e poi caricati su un convoglio composto da 18 carri bestiame. Ad essi si aggiunse spontaneamente Costanza Calò, sfuggita alla retata, ma che non volle abbandonare il marito e i cinque figli fatti prigionieri. Il convoglio, partito alle 14.05 di lunedì 18 ottobre, giunse al campo di concentramento di Auschwitz alle 23 del 22 ottobre, ma i deportati rimasero chiusi nei vagoni sino all’alba. Nel frattempo, uno o due anziani erano già periti e, a nord di Padova, un giovane, Lazzaro Sonnino, era riuscito a fuggire, gettandosi dal convoglio in movimento.
Il ricordo del 16 ottobre 1943 è un fatto decisivo per rafforzare la coesione sociale di Roma, in un momento segnato da risorgenti episodi di razzismo, ed è significativa la presenza, crescente lungo gli anni, di giovani – molti dei quali studenti delle scuole e università romane – e di immigrati “nuovi italiani”, insieme a cittadini di ogni età. La marcia silenziosa per le vie di Trastevere e del quartiere ebraico sarà accompagnata da alcuni cartelli con i nomi dei campi di concentramento nazisti e si concluderà presso il Tempio maggiore di Roma con gli interventi di alcune personalità.
La marcia è cominciata ieri pomeriggio alle 18.30. Oltre a Ruth Dureghello, presidente della Comunità Ebraica di Romam sono intervenuti il presidente del Senato Pietro Grasso, il vescovo presidente Commissione Cei per il dialogo interreligioso Ambrogio Spreafico, e ancora Riccardo Di Segni, rabbino Capo di Roma, il sindaco della capitale Virginia Raggi, Andrea Riccardi, Fondatore della Comunità di Sant'Egidio e infine Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio.
Il ricordo del 16 ottobre 1943 è un fatto decisivo per rafforzare la coesione sociale di Roma, in un momento segnato da risorgenti episodi di razzismo, ed è significativa la presenza, crescente lungo gli anni, di giovani – molti dei quali studenti delle scuole e università romane – e di immigrati “nuovi italiani”, insieme a cittadini di ogni età. La marcia silenziosa per le vie di Trastevere e del quartiere ebraico sarà accompagnata da alcuni cartelli con i nomi dei campi di concentramento nazisti e si concluderà presso il Tempio maggiore di Roma con gli interventi di alcune personalità.
La marcia è cominciata ieri pomeriggio alle 18.30. Oltre a Ruth Dureghello, presidente della Comunità Ebraica di Romam sono intervenuti il presidente del Senato Pietro Grasso, il vescovo presidente Commissione Cei per il dialogo interreligioso Ambrogio Spreafico, e ancora Riccardo Di Segni, rabbino Capo di Roma, il sindaco della capitale Virginia Raggi, Andrea Riccardi, Fondatore della Comunità di Sant'Egidio e infine Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio.
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