In scena la tragedia della corruzione
di Fabio Canessa
Domani e sabato a Palazzo di Città appuntamento con “Titu Andronicu”
2 MINUTI DI LETTURA
SASSARI. Torna in scena “Titu Andronicu. Sa Mudadura”, spettacolo ideato, adattato e diretto da Daniele Monachella. Un doppio appuntamento previsto per domani e per sabato a Sassari, sempre alle 21, a Palazzo di Città. In programma anche un matinée per le scuole. Lo spettacolo, prodotto da Mab Teatro con il contributo della Fondazione di Sardegna, è tratto dalla celebre “Tragedy of Titus Andronicus ” di William Shakespeare. La tragedia della corruzione.
La sua bestialità attinge dalle radici più profonde della coscienza umana. È uno spaccato contemporaneo della società, dominata dalla sete di potere, dal desiderio di vendetta, dalla brutalità più spietata. Il dipinto dell’uomo bombardato dall’orrore, che suo malgrado non perde la sua forza, la sua fierezza e il suo “eroismo”. È l’opera giovanile di Shakespeare, il primo dramma, il più disarticolato e il più feroce, composto con molta probabilità tra il 1589 ed il 1593. La versione originale narra la storia di un immaginario generale romano che si vuole vendicare di Tamora, regina dei Goti. Nell’adattamento di Daniele Monachella l’azione si sposta dalla Roma imperiale a un’isola, un “non-luogo” multimediale. Idealmente la Sardegna. La mutazione di un'isola trasformata dall’uomo e dominata dalla superficialità, dalla sete di potere e dalla violenza fine a se stessa, veicolo dell’ambizione personale e di girotondi catastrofici che tingeranno di rosso l’intreccio e i personaggi legati ad esso. Una vicenda dal sapore antico dove riti del caos, maschere ambigue, elementi della natura e canti apotropaici mutano in forme dai connotati moderni.
Sul palco insieme allo stesso Monachella (nel ruolo di Aronne), Giommaria Manunta (Titu Andronicu), Alessandro Fulvio Bordigoni (Marcu Andronicu), Valentina Sulas (Tamora), Manuela Ragusa (Lavinia, Tataja), Antonello Foddis (Demetriu), Giampaolo Sanna (Chirone), Ludovina Sanna (Lughe), Roberto Pusceddu (Lutziu), Riccardo Lai (Mutziu, Martziu), Jacopo Falugiani (Quintu, Intragnados), Stefano Cossu (Saturninu), Matteo Loglisci (Bassianu), Carlo Valle (Emiliu). La musica è di Francesco Medda/Arrogalla, lmentre la scenografia di Marcello Scalas, i costumi di Simonetta e Maria Alessandra Pietri.
La sua bestialità attinge dalle radici più profonde della coscienza umana. È uno spaccato contemporaneo della società, dominata dalla sete di potere, dal desiderio di vendetta, dalla brutalità più spietata. Il dipinto dell’uomo bombardato dall’orrore, che suo malgrado non perde la sua forza, la sua fierezza e il suo “eroismo”. È l’opera giovanile di Shakespeare, il primo dramma, il più disarticolato e il più feroce, composto con molta probabilità tra il 1589 ed il 1593. La versione originale narra la storia di un immaginario generale romano che si vuole vendicare di Tamora, regina dei Goti. Nell’adattamento di Daniele Monachella l’azione si sposta dalla Roma imperiale a un’isola, un “non-luogo” multimediale. Idealmente la Sardegna. La mutazione di un'isola trasformata dall’uomo e dominata dalla superficialità, dalla sete di potere e dalla violenza fine a se stessa, veicolo dell’ambizione personale e di girotondi catastrofici che tingeranno di rosso l’intreccio e i personaggi legati ad esso. Una vicenda dal sapore antico dove riti del caos, maschere ambigue, elementi della natura e canti apotropaici mutano in forme dai connotati moderni.
Sul palco insieme allo stesso Monachella (nel ruolo di Aronne), Giommaria Manunta (Titu Andronicu), Alessandro Fulvio Bordigoni (Marcu Andronicu), Valentina Sulas (Tamora), Manuela Ragusa (Lavinia, Tataja), Antonello Foddis (Demetriu), Giampaolo Sanna (Chirone), Ludovina Sanna (Lughe), Roberto Pusceddu (Lutziu), Riccardo Lai (Mutziu, Martziu), Jacopo Falugiani (Quintu, Intragnados), Stefano Cossu (Saturninu), Matteo Loglisci (Bassianu), Carlo Valle (Emiliu). La musica è di Francesco Medda/Arrogalla, lmentre la scenografia di Marcello Scalas, i costumi di Simonetta e Maria Alessandra Pietri.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google