È nato a Roma il “Patto dei fiumi del mondo”
I fiumi e i laghi sono la prima linea del cambiamento climatico, i primi che ne risentono le conseguenze: siccità, inondazioni, e a seguire carestie, povertà, fame, conflitti e migrazioni. Se l’umanit...
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I fiumi e i laghi sono la prima linea del cambiamento climatico, i primi che ne risentono le conseguenze: siccità, inondazioni, e a seguire carestie, povertà, fame, conflitti e migrazioni. Se l’umanità vuole vincere la guerra del riscaldamento globale, su questa prima linea deve combattere unita. Condividendo conoscenze e buone pratiche, elaborando strategie comuni, aiutando chi è più esposto, in particolare i paesi più poveri. È questo il messaggio che esce dai tre giorni del convegno «Acqua e clima. I grandi fiumi del mondo si incontrano», che si è concluso pochi giorni fa in Campidoglio a Roma con la sottoscrizione di un “Patto dei fiumi del mondo”. Organizzato dal ministero dell’Ambiente, ha riunito per la prima volta al mondo le autorità di bacino di tutti i principali fiumi e laghi del mondo. Per tre giorni si sono raccontati i loro problemi, hanno spiegato cosa fanno e cosa vorrebbero fare. «È stata la prima volta che si sono ritrovati insieme, e già questo è un successo», commenta il ministro Gian Luca Galletti. All’apertura c’era il premier Paolo Gentiloni, che ha ricordato la «responsabilità comune» nell’attuare l’Accordo di Parigi, aiutando i paesi meno sviluppati. Papa Francesco ha mandato un messaggio: per l’acqua servono «un approccio integrato» e «una cultura della cura». Ha chiuso i lavori il presidente Sergio Mattarella: «Occorre ottimizzare l’uso dell’acqua – ha detto – con una rinnovata collaborazione pubblico-privato». Il summit dei fiumi si ripeterà ogni tre anni, la prossima volta nel 2020, sempre a Roma.
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