“Un anno sull’Altipiano” con Daniele Monachella
CAGLIARI. Le pagine dell’opera “Un anno sull’Altipiano”, cronaca delle esperienze di guerra di Emilio Lussu, saranno protagoniste del penultimo appuntamento della rassegna Significante 2017 - Segni...
2 MINUTI DI LETTURA
CAGLIARI. Le pagine dell’opera “Un anno sull’Altipiano”, cronaca delle esperienze di guerra di Emilio Lussu, saranno protagoniste del penultimo appuntamento della rassegna Significante 2017 - Segni e simboli”, svoltasi tra i mesi di aprile e novembre nel quartiere storico di Castello. Domani alle 18.30 lo Spazio Santa Croce (in via Santa Croce 47/49) diventerà il palco del recital di teatro e musica della compagnia Mab Teatro, in cui le memorie del Capitano Lussu saranno rievocate dalle note della chitarra di Andrea Congia, dai suoni delle launeddas di Andrea Pisu e dalla voce dell’attore Daniele Monachella. Il costo del biglietto d’ingresso allo spettacolo è di 10 euro.
Scritto nel 1936, apparso per la prima volta in Francia nel '38 e poi da Einaudi nel 1945, “Un anno sull’altipiano” è ancora oggi una delle maggiori opere che la nostra letteratura possegga sulla Grande Guerra. L'Altipiano è quello di Asiago, l'anno dal giugno 1916 al luglio 1917. Un anno di continui assalti a trincee inespugnabili, di battaglie assurde volute da comandanti imbevuti di retorica patriottica e di vanità, di episodi spesso tragici e talvolta grotteschi, attraverso i quali la guerra viene rivelata nella sua dura realtà di “ozio e sangue”, di “fango e cognac”. Con uno stile asciutto e a tratti ironico Lussu mette in scena una spietata requisitoria contro l’orrore della guerra senza toni polemici, descrivendo con forza e autenticità i sentimenti dei soldati, i loro drammi, gli errori e le disumanità che avrebbero portato alla disfatta di Caporetto.
“Significante 2017 - Segni e simboli” fa parte del programma ufficiale delle commemorazioni del centenario della prima guerra mondiale a cura della presidenza del Consiglio dei ministri con il patrocinio della Regione Sardegna, del Comune di Cagliari e della Fondazione di Sardegna.
Scritto nel 1936, apparso per la prima volta in Francia nel '38 e poi da Einaudi nel 1945, “Un anno sull’altipiano” è ancora oggi una delle maggiori opere che la nostra letteratura possegga sulla Grande Guerra. L'Altipiano è quello di Asiago, l'anno dal giugno 1916 al luglio 1917. Un anno di continui assalti a trincee inespugnabili, di battaglie assurde volute da comandanti imbevuti di retorica patriottica e di vanità, di episodi spesso tragici e talvolta grotteschi, attraverso i quali la guerra viene rivelata nella sua dura realtà di “ozio e sangue”, di “fango e cognac”. Con uno stile asciutto e a tratti ironico Lussu mette in scena una spietata requisitoria contro l’orrore della guerra senza toni polemici, descrivendo con forza e autenticità i sentimenti dei soldati, i loro drammi, gli errori e le disumanità che avrebbero portato alla disfatta di Caporetto.
“Significante 2017 - Segni e simboli” fa parte del programma ufficiale delle commemorazioni del centenario della prima guerra mondiale a cura della presidenza del Consiglio dei ministri con il patrocinio della Regione Sardegna, del Comune di Cagliari e della Fondazione di Sardegna.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
