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Le grandi utopie, da Lutero al ’68

Le grandi utopie, da Lutero al ’68

Le idee e i movimenti che hanno cambiato il mondo, il programma del Pisa Book Festival

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Cosa hanno in comune Lutero, la Russia, il ’68 e l’Islam? Senza dubbio l’idea di Rivoluzione. Simboli di epocali mutamenti nel pensiero, nella cultura materiale, nella politica e nella società, hanno segnato in profondità la storia italiana ed europea. Su tutto questo il Pisa Book Festival accende i riflettori da ieri sino a domani con una serie di eventi e ospiti in programma.

A cinquecento anni dalla Riforma protestante, «Lutero» (Mondadori) la monumentale monografia dello storico Adriano Prosperi, ricostruisce il quindicennio in cui il monaco s’interrogò sulla libertà del cristiano, sulla parola di Dio rivelata nelle pagine della Bibbia e sulla grazia divina. Ma conoscere Lutero può essere anche la chiave per capire l’Europa e la Germania e di tutto ciò si è parlato ieri al Palacongressi di Pisa con Adriano Prosperi e il direttore della Scuola Normale.

Ma anche un’altra Rivoluzione sarà protagonista del festival dell’editoria indie quella d’ottobre in Russia che ha segnato il Novecento. Oltre allo speciale mini-evento «Processo a Lenin. L’ultima parola alla giuria popolare», oggi, con Franco Andreucci nei panni del giudice ed Ettore Cinnella e Guido Carpi in quelli di accusa e difesa, ieri si è svolto anche un incontro per Repubblica Caffè con Davide Orecchio che ha presentato il libro «Mio Padre la Rivoluzione» (Minimum Fax), una raccolta di racconti, ritratti, biografie impossibili e reportage di viaggio attorno alla storia e al mito della Rivoluzione russa, dai protagonisti dell'ottobre 1917 (Lenin, Stalin e Trockij) a personaggi minori ma non per questo meno affascinanti.

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