La Nuova Sardegna

Farfalle danzanti, gli abiti e l’arte di Alessandra Mura

di Monica De Murtas
Farfalle danzanti, gli abiti e l’arte di Alessandra Mura

La coreografa e costumista sassarese inaugura la mostra “Le nuvole”: «Le mie realizzazioni sono come grandi ali per far volare i ballerini»

3 MINUTI DI LETTURA





Sospese a mezz’aria, in volteggio, le creazioni di Alessandra Mura sono sculture tessili, abiti fluttuanti, gonne resuscitate dentro nuove fogge, particelle di un universo in cui: danza, teatro, arte visiva e musica convivono, incontrandosi in volo come le idee.

Racchiuse in un progetto unico le produzioni dell’artista sassarese saranno presentate nella mostra “Le Nuvole” che inaugura il prossimo 6 dicembre alle 19 nello spazio “Parabatula” di via Usai. Danzatrice, coreografa, regista, insegnante di danza contemporanea: Alessandra Mura da qualche anno con le produzioni “Parabatula” è anche un’apprezzata ideatrice di abiti che per la loro linea originale e i tessuti preziosi sono richiestissimi e contesi da tanti artisti che amano vestire “Parabatula” nelle loro performance.

E’ di Alessandra Mura l’abito indossato da Claudia Crabuzza in occasione del premio Tenco, e vestono Parabatula anche Marta Raviglia, David Linx, i Naso doble, i Momen e Luisa Cotifogli. Ma ad Alessandra non piace farsi limitare dalle etichette «non chiamatemi stilista, – dice – i miei abiti nascono dalla passione per la danza e per i tessuti. E’ stata mia nonna a insegnarmi a cucire quando ero molto piccola e spesso andavo in giro con l’orlo “pinzato a cucitrice” solo per il gusto di indossare una gonnellina fatta da me, al volo, con una stoffa preziosa. Anche oggi mi piace fare solo le cose che mi saltano in testa, non ho una linea, non seguo la moda. Amo assemblare, scovare un broccato, un pizzo, un tessuto insolito, una gonna antica, smontarla e farla rinascere dentro un capo nuovo.

La mia voglia di realizzare abiti è poi strettamente legata al mondo del balletto. Il movimento dei costumi che realizzo per le mie danzatrici è parte della coreografia, per questo faccio solo abiti lunghi, danno l’idea della morbidezza, del volo, della farfalla, e non sono mai riuscita a cucire abiti corti o stretti. Insomma realizzare un tubino sarebbe per me impensabile, non fa parte del mio mondo, un tubino non fa danzare, non fa volare. Anche un cappotto deve essere ampio per dare la possibilità di fare una piroetta. Per questo non sono una stilista ma forse più... un’alchimista delle stoffe e delle vecchie gonne resuscitate». Fatti per volare come una “Parabatula” (farfalla in sassarese ) gli abiti di Mura sono concepiti nella danza che è da sempre l’elemento cardine su cui ruota la sua vita che dopo aver iniziato giovanissima lo studio della classica a Sassari con “Il balletto del mediterraneo” si specializza a Roma con Elsa Piperno e Joseph Fontano, Carla Maxell e altri maestri di fama mondiale come André de la Roche e Flora Kusman.

«Ero affascinata anche dal mondo del teatro-danza –prosegue – costruito su un immaginario di sogno e passione. A farmi capire che era quella la strada da seguire per unire i vari mondi che avevo in me è stato un seminario con Lindsay Kemp alla Fenice di Venezia».

A Sassari Alessandra inizia poi ad insegnare danza contemporanea al “Balletto del mediterraneo” collaborando con la sua maestra Rossella Serra. «Con Rossella ho un rapporto di grande completezza –conclude – lei colma le mie lacune, stessa cosa rappresenta nel mio “mondo delle stoffe” Luisella Conti una costumista pazzesca. La danza resta sempre la mia risorsa di vita, energia e sogno ma con il progetto “Le nuvole” io e Luisella abbiamo voluto mettere insieme il nostro immaginario. Non è solo una mostra di sculture tessili è l’habitat ideale, cucito tra immagini e suoni, dove le nostre idee possono vivere».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative