«La fauna selvatica è in grave pericolo»
ORISTANO. Rosa Fumetta ora dimora all’Acquario di Cala Gonone dopo essere stata anche lei a lungo una beniamina degli amici della clinica. Una scelta dettata da un criterio ben preciso: la struttura...
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ORISTANO. Rosa Fumetta ora dimora all’Acquario di Cala Gonone dopo essere stata anche lei a lungo una beniamina degli amici della clinica. Una scelta dettata da un criterio ben preciso: la struttura ha infatti l’autorizzazione a zoo e quindi è abilitata per la custodia di animali selvatici. Anche se di fatto lei «ormai è come un cagnolino – racconta Monica Pais –. Era una cuccioletta quando l’hanno portata qui, è cresciuta con noi e di selvatico alla fine non aveva proprio nulla». Il problema è che la clinica non poteva custodirla ma liberarla nel suo ambiente di provenienza avrebbe causato quasi certamente la sua fine. Così serviva una soluzione intermedia: «Con quella struttura, che va a recuperare anche gli animali che restano prigionieri nelle reti dei pescatori, avevamo lavorato tante volte, ci avevano anche portato una tartaruga rimasta impigliata a un amo. Così abbiamo fatto qualcosa di inaudito: Rosa Fumetta è diventata testimonial della campagna antincendi, con un intreccio di relazioni incredibile concluse con una conferenza stampa congiunta che ha messo insieme soggetti storicamente poco propensi a sedersi allo stesso tavolo».
Il problema della fauna selvatica in Sardegna sta diventando reale: «Un tempo ci portavano anche venti poiane al mese, ora è un fatto raro. Abbiamo curato delfini, balenotteri e grifoni, martore, mufloni, lavorando sempre con gli enti. Ci siamo divertiti tanto, abbiamo fatto una vita bellissima da veterinari come la sognavamo, ora è difficile che certe avventure possano ripetersi». La colpa di tutto questo: «Gli erbicidi, prima di tutto. Stanno facendo una strage impressionante, le conseguenze saranno devastanti. E la caccia sconsiderata sta facendo egualmente la sua parte, magari ci fossero le compagnie di una volta. Adesso invece la linea di demarcazione tra cacciatore e bracconiere è sempre più labile: se uno ha già preso le sue dieci pernici e improvvisamente vede alzarsi un volo, che senso ha sparare ancora per abbatterne altre quattro? Eliminare i barracelli è un errore clamoroso, anche la trasformazione che sta subendo il corpo forestale sarà dannosa. Io li ho visti lavorare sul campo, sono loro i veri tutori del territorio della Sardegna. Sono stati proprio loro a portarci Rosa Fumetta, una cuccioletta che puzzava di fumo. Abbiamo sempre collaborato con tutti gli enti e la nostra rete di contatti è famosa in tutta Italia. La nostra Onlus sfrutta tutto questo, l’effetto Palla ormai è fuori controllo e non può essere fermato».(r.s.)
Il problema della fauna selvatica in Sardegna sta diventando reale: «Un tempo ci portavano anche venti poiane al mese, ora è un fatto raro. Abbiamo curato delfini, balenotteri e grifoni, martore, mufloni, lavorando sempre con gli enti. Ci siamo divertiti tanto, abbiamo fatto una vita bellissima da veterinari come la sognavamo, ora è difficile che certe avventure possano ripetersi». La colpa di tutto questo: «Gli erbicidi, prima di tutto. Stanno facendo una strage impressionante, le conseguenze saranno devastanti. E la caccia sconsiderata sta facendo egualmente la sua parte, magari ci fossero le compagnie di una volta. Adesso invece la linea di demarcazione tra cacciatore e bracconiere è sempre più labile: se uno ha già preso le sue dieci pernici e improvvisamente vede alzarsi un volo, che senso ha sparare ancora per abbatterne altre quattro? Eliminare i barracelli è un errore clamoroso, anche la trasformazione che sta subendo il corpo forestale sarà dannosa. Io li ho visti lavorare sul campo, sono loro i veri tutori del territorio della Sardegna. Sono stati proprio loro a portarci Rosa Fumetta, una cuccioletta che puzzava di fumo. Abbiamo sempre collaborato con tutti gli enti e la nostra rete di contatti è famosa in tutta Italia. La nostra Onlus sfrutta tutto questo, l’effetto Palla ormai è fuori controllo e non può essere fermato».(r.s.)
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