IL FILM DELLA SETTIMANA
Il fascino immortale dell’Orient Express
di Franco Azuma
Finora, al cinema, con il romanzo più famoso di Agatha Christie si era cimentato solo Sidney Lumet, firmando nel 1974 una trasposizione cinematografica di “Assassinio sull’Orient Express” che aveva...
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Finora, al cinema, con il romanzo più famoso di Agatha Christie si era cimentato solo Sidney Lumet, firmando nel 1974 una trasposizione cinematografica di “Assassinio sull’Orient Express” che aveva meritato diverse nomination agli Oscar e una sola, effettiva, statuetta a Ingrid Bergman come attrice non protagonista, all’interno di un cast stellare che comprendeva anche Sean Connery e Lauren Bacall. Ora si lascia tentare dall’operazione anche il regista, sceneggiatore e attore britannico Kenneth Branagh, che aggiunge la Christie alla sua collezione di classici, da Shakespeare a Mary Shelley, e firma un adattamento meno attento alla psicologia dei personaggi ma senza dubbio spettacolare. Soprattutto nelle movimentate scene di massa all’inizio del film, in alcune inquadrature all’interno del treno e nella cura minuziosa dei dettagli. Eclettico come d’abitudine, oltre a firmare la regia, Branagh riserva a se stesso il ruolo di protagonista e veste i baffi (un po’ troppo alla D’Artagnan) e l’acume investigativo dell’ispettore Hercule Poirot. Che, come sa chi ha letto il libro del 1934, durante un viaggio sull’Orient Express da Istanbul a Calais si trova, suo malgrado, a dover indagare su un efferato assassinio. La vittima è un losco uomo d’affari, Samuel Ratchett, interpretato da un Johnny Depp particolarmente cupo, autore in passato di un crimine orribile. Ad essere sospettati, senza eccezione, i viaggiatori del treno, tutti in qualche modo legati al passato di Ratchett e portati sullo schermo da un cast di “all star”, di cui fanno parte una grande Michelle Pfeiffer, Judi Dench, Willelm Dafoe e una purtroppo deludente Penelope Cruz.
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