“L’avvoltoio” vola su Quirra Oggi c’è l’ultimo spettacolo
CAGLIARI. Grande successo al Teatro Massimo di Cagliari per “L’avvoltoio”, la nuova produzione Sardegna Teatro che racconta il dramma concreto dei territori vessati dall'occupazione militare. Oggi...
2 MINUTI DI LETTURA
CAGLIARI. Grande successo al Teatro Massimo di Cagliari per “L’avvoltoio”, la nuova produzione Sardegna Teatro che racconta il dramma concreto dei territori vessati dall'occupazione militare. Oggi alle 17 l’ultimo spettacolo. “L’Avvoltoio” è nato da un'indagine di Anna Rita Signore, la regia è di Cesar Brie. «L’Avvoltoio – spiega Anna Rita Signore – si basa su una storia vera. Epicentro: Quirra, un piccolissimo villaggio della Sardegna sud-orientale, all’interno di un vastissimo territorio poco antropizzato e destinato al pascolo brado che ospita, dalla metà degli anni Cinquanta, il più grande poligono sperimentale d’Europa. Eserciti di tutto il mondo e aziende private vengono qui per testare nuovi sistemi d’arma, addestrare truppe, simulare guerre».
«Nel 2015 – racconta Brie – Anna Rita Signore mi ha chiesto di mettere in scena il suo testo basato su un’indagine rigorosa da lei fatta sul poligono di Quirra. Risposi che doveva essere lei a farla. Nel testo c’era già una regia e io, invece, di solito scopro le chiavi della messa in scena nel lavoro con gli attori. Lei ha insistito e io ho accettato. Diversi teatri hanno rifiutato l’opera fino a che Massimo Mancini, di Sardegna Teatro, ha deciso di produrla».
«L’Avvoltoio – aggiunge infine Signore – si serve degli attori e dei personaggi per dare fiato al dolore di padri e madri, figli e figlie, fratelli e sorelle, soldati: testimoni e vittime tutti della stessa tragedia. La loro storia tocca da vicino Quirra e l’intera Sardegna, con il suo territorio occupato per il 60 per cento da servitù militari; ma coinvolge tutta l’Italia, con i suoi Poligoni nel Triveneto, in Puglia, nel Lazio, in Toscana, su cui gravano forti sospetti di contaminazione».
«Nel 2015 – racconta Brie – Anna Rita Signore mi ha chiesto di mettere in scena il suo testo basato su un’indagine rigorosa da lei fatta sul poligono di Quirra. Risposi che doveva essere lei a farla. Nel testo c’era già una regia e io, invece, di solito scopro le chiavi della messa in scena nel lavoro con gli attori. Lei ha insistito e io ho accettato. Diversi teatri hanno rifiutato l’opera fino a che Massimo Mancini, di Sardegna Teatro, ha deciso di produrla».
«L’Avvoltoio – aggiunge infine Signore – si serve degli attori e dei personaggi per dare fiato al dolore di padri e madri, figli e figlie, fratelli e sorelle, soldati: testimoni e vittime tutti della stessa tragedia. La loro storia tocca da vicino Quirra e l’intera Sardegna, con il suo territorio occupato per il 60 per cento da servitù militari; ma coinvolge tutta l’Italia, con i suoi Poligoni nel Triveneto, in Puglia, nel Lazio, in Toscana, su cui gravano forti sospetti di contaminazione».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
