La Nuova Sardegna

L’umanità bestiale secondo Altan

di Daniela Giammusso
L’umanità bestiale secondo Altan

Il disegnatore dell’operaio Cipputi in libreria con una raccolta che racconta i tic dei nostri tempi 

2 MINUTI DI LETTURA





ROMA. «Gli uomini sono delle bestie», dice lui, leggendo il giornale. «Magari», sospira lei, rimestando il ragù sul fuoco, con la coda che spunta sotto il grembiule. Parte da qui il viaggio in matita di Francesco Tullio Altan in «Bestie Umane», nuova e inedita raccolta di vignette che il creatore della Pimpa, ma anche dell’operaio Cipputi, storica firma de L'Espresso di cui da anni apre ogni numero, ha disegnato nell’arco di una vita e che sarà in libreria a fine mese, ancora per Gallucci editore. Una galleria di «scene», scambi, sguardi, che fanno «implodere» la risata, con l'ironia tagliente alla quale Altan ci ha da tempo abituati, sintetizzando forza e leggerezza, analisi e risate. Al centro, uno dei temi ricorrenti della sua analisi: il confronto tra uomini e animali, marcando qualche differenza e molti tratti in comune, dall’amico Fido a tutto un popolo di polli, galline, pesci e maiali parlanti (spesso dotati di maggior «umanità» degli uomini).

Una relazione nella quale si riflettono vicende del Paese, tra amarezza e autoironica disperazione. Ecco allora che, divisi in capitoli quasi per «razze» (Bovini, Cani, Fido, Padrifigli, Cavalli, Cacciagrossa, Pollastri) Altan racconta del nuovo che avanza (o forse, meglio, incombe), con la mucca contenta di presentarsi come «saggia e tranquilla» e l’uomo che invece la stronca subito: «Stupida conservatrice: la gente vuole il nuovo!». O della follia umana per la conquista («Orino per delimitare il territorio», dice il cane. «Poi tocca chiamare le multinazionali per difenderlo», risponde l'altro). C'è il padrone che rimprovera il cucciolo che sbava: «Piantala di guardarmi come io fossi gli Usa e tu il nuovo capitalismo italiano». E poi i grandi misteri irrisolti del paese («L’hai fatta sul tappeto!». «Forse. Ma non sapremo mai la verità»), gli attriti internazionali con un buldog «aggressivo» e dagli occhi così somiglianti al leader russo che «se ne fotte persino delle risoluzioni internazionali».

Pochi tratti, poche parole, ed ecco le crisi ambientali con i rimbrotti di mamma pesce al figlio che si lamenta del sapore del petrolio: «Mangia – gli dice –, se fai il bravo ti do un sacchetto di plastica per vomitare». E poi le lotte sindacali cavalli-fantini, gli opportunismi che attanagliano il paese: «Rallenta! – urla il fantino al suo stallone –, se vinciamo ci tocca correre di nuovo».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative