La Nuova Sardegna

Nel reading di Serena Dandini i tic delle italiane

di Roberta Sanna
Nel reading di Serena Dandini i tic delle italiane

Applausi e tante risate per “Serendipity”, in scena all’auditorium del Conservatorio di Cagliari

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CAGLIARI. “Serendipity”, ovvero l’attitudine a trovare realtà differenti da quelle che si cercavano, ma anche “memorie di una donna difettosa”, come precisa il sottotitolo del reading autoironicamente biografico di Serena Dandini, con le incursioni comiche della brava Germana Pasquero nei panni di una piangente Fornero e un’inquisitoria Leosini, e quelle musicali del deejay Dmitri Cebotari, che concede le musiche del cuore: Pink Floyd, Rem, Lennon. Salutato dal caldo e inconfondibile «Buonasera!» di tante fortunate trasmissioni televisive, ha ben risposto il pubblico cagliaritano che ieri sera ha affollato l’auditorium del Conservatorio per la serata organizzata da Vox Day, lasciandosi accompagnare, attraverso il filo conduttore di una pensione agognata e mai raggiunta, nei mille rivoli delle questioni che agitano la vite degli italiani, o meglio delle italiane, in particolare quelle non giovanissime.

Perché oltre al problema comune del Rosatellum che pare un vino da sorseggiare, di nuovi partiti di sinistra che sembrano pubblicità di shampoo (Liberi e… belli?) e di un Pd che aiuta «la ricerca sulla micro-divisione cellulare», l’autrice si pone interrogativi a raffica su come andare in pensione senza il tacco 12 e come potersi permettere di invecchiare senza labbra a canotto, quando invece per una donna dimostrare la propria età «potrebbe diventare reato». Oppure come reagire all'azzeramento dell’autostima femminile in atto fin dall’esposizione del fiocco rosa e all’ansia da prestazione in tutti i campi della vita femminile, mentre gli uomini la patiscono solo in un certo settore. Insomma, seppure in forma di chiacchierata brillante, si parla di questioni di genere, ironizzando sugli stereotipi.

Passati i tempi in cui si potevano trovare «tracce di principe azzurro» nel Dna femminile (e per l’adolescente Dandini il principe era Mick Jagger), anche se la donna “difettosa” ammette parecchi tic – come l’abnorme afflusso di oggetti nella sua borsa – ma certo la società non aiuta. A partire dagli spot pubblicitari abitati da donne inverosimili, che adorano il rosa o son felici di vivere con il signor Conad, «quello che si sveglia la notte pensando ai fagiolini», per finire con l’umiliante insistenza con cui si vuol convincere la donna di essere fonte «di ogni tipo di perdita di liquidi» a tutte le età e per tutto l’anno.

Bacchettata in scena dalla ex ministra Fornero che finisce per equiparare le posizioni pensionistiche a quelle dell’amplesso – come «la 90: quella della paura di perdere il proprio posto di lavoro» o quella «ritardante per lui e stimolante per lei» per prolungare la vita lavorativa – e poi interrogata in modo inquietante da Franca Leosini per confessare i suoi “vizi” come l’amore per i giardini, la musica e il superfluo, tormentata da buchi di memoria e da un cellulare che propone amicizie, prenotazioni e acquisti non richiesti, Serena Dandini mantiene con classe la promessa al pubblico di una piacevole serata.



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