La Nuova Sardegna

“Buchettino”, una fiaba senza tempo

Successo della trasposizione in chiave sarda del “Pollicino” di Perrault

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CAGLIARI. Dal teatro come luogo dello sguardo, alla camera sonora dove è l’udito il senso privilegiato e sollecitato, e che ha sua volta sollecita immagine e pensiero. Dentro la scena/casa di legno, sotto lenzuola e coperte dei cinquanta lettini per gli spettatori, ciò che viene dall’esterno - voci e suoni legati ad ogni fase della narrazione, suoni reali prodotti in diretta sopra e intorno alla casa da due artisti dell’evocazione dei rumori - riporta al dentro, alla percezione personale che fa scaturire immagini ed emozioni, come la paura.

Spettacolo per bambini e scuole ma che si allarga a tutti gli spettatori disposti a riconnettersi con l’infanzia, quando azioni e reazioni scattano prima dei processi mentali, “Buchettino” firmato da Chiara Guidi e dalla Societas Raffaello Sanzio è un capolavoro di arte teatrale e di ricerca espressiva, un dispositivo narrativo, scenico ed esperienziale che ne fa un classico richiesto in tutto il mondo da oltre vent’anni, e che anche a Nuoro e Cagliari, grazie a Sardegna Teatro, ha emozionato e meravigliato dal 9 novembre sino all’ultima replica. Con la novità per le repliche a Nuoro e nell’ultima al Massimo, la celebre fiaba di Perrault - Buchettino è il titolo della prima traduzione di Pollicino - è stata letta nella versione in nuorese riscritta da Marcello Fois. La narrazione si fa asciutta, incisiva, al posto dell’orco e degli stivali delle sette leghe, appare una temibile e altrettanto sanguinaria Surbile, s’istria pru manna. Simbolo potente con la sua falce per sgozzare, non riuscirà, nonostante le ali di corvo, a raggiungere i sette figli dello tzerraccu lasciati per miseria e disperazione nel folto di “sa padente”, e alla fine morirà di crepacuore sconfitta dall’astuzia “de su minoreddu”, Poddigheddu appunto.

A interpretare ogni personaggio con l’inesauribile varietà di toni e colori di voce ed espressione c’è Monica Demuru, una delle attrici che si alternano all’autrice Chiara Guidi. Interprete narratrice e guida attenta delle reazioni dei suoi spettatori, soprattutto i piccoli, è pronta ad intervenire in caso di eccesso di paura e riportare al contesto della finzione teatrale. Con Monica Demuru lavorano alla riuscita Andrei Benchea e Carmen Castellucci - rumoristi che con passione e impegno fisico rendono presente ogni momento della narrazione “suonando” materie come rafia, o lettiera per gatti per far rabbrividire sotto la pioggia, o prestano i polpastrelli per dare passi al piccolo eroe - e con lei, insieme a Paolo Baldini curatore della regia sonora, meritatamente raccolgono i tanti applausi.(r.s.)



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