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“The Square” sbanca anche l’Efa

“The Square” sbanca anche l’Efa

Il film di Ostlund vincitore a Cannes porta casa cinque premi agli Oscar europei

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BERLINO. Alla 30/ma edizione degli “Efa”, meglio conosciuti come Oscar europei, sbanca “The Square” dello svedese Ruben Ostlund, già vincitore della Palma d'oro al Festival di Cannes di quest'anno. Cinque candidature e cinque premi: miglior film, commedia, attore (Claes Bang ), regista, sceneggiatore a cui si aggiunge, alla fine, il premio (nelle categorie tecniche) per la scenografia andato a Josephin Asberg. E fa sei. L'Italia, che non aveva candidature, manca anche l'unica possibilità , quella del premio del pubblico dove correva Paolo Virzi con “La pazza gioia” (ha vinto “Farewell to Europe” di Stephen Zweigh).

E va detto che l'Academy che ha consegnato i premi a Berlino in una cerimonia in cui si è parlato di nazionalismi e “molestie” mostra anche quest'anno una sua singolare monomania: l'anno scorso erano caduti a pioggia i premi a Toni Erdmann (ben cinque e tutti importanti), quest'anno è stato lo stesso per “The square” film drammatico-satirico sui vezzi dell'arte moderna e sui suoi raffinati fan. Si difende solo “Loveless” di Andrej Zvjagincev , il bel film sulla ferocia della neo-borghesia russa ormai aperta al mercato, che si porta a casa il premio della miglior fotografia andato a Michail Krichman e quello al miglior compositore a Evgueni & Sacha Galperine. Cerimonia, infine, caratterizzata dall'ombra lunga delle nazionalizzazioni e del populismo in Europa (effetto Brexit e non solo) e dal tema molestie. Wim Wenders nel suo lungo discorso parla del nazionalismo come di «un mostro che credevamo aver seppellito» e del fatto poi che tante persone non credono più all'Europa «solo per avidità e denaro».

E l'Italia? Il nostro Paese probabilmente è ancora sotto l'effetto del Festival di Cannes. Anche lì non c'è stato nessuno a concorrere per la Palma d'Oro, ma ci dovemmo accontentare di Paolo Sorrentino come giurato, del poster di Claudia Cardinale e di avere come madrina Monica Bellucci. Agli Efa è andata anche peggio: solo Pierfrancesco Favino a consegnare un premio in perfetto inglese. Speriamo ora nel Festival di Berlino a febbraio.

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