La Nuova Sardegna

Sul palco del Verdi brucia la “Febbre del sabato sera”

di Paolo Curreli

Un musical per festeggiare i quarant’anni del film che consacrò John Travolta  Due serate sold out e tanta disco music per il cast del Teatro Nuovo di Milano

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SASSARI. I 40 anni di “La febbre del sabato sera” film divenuto iconico e che ha sancito la notorietà per John Travolta, sono stati festeggiati al Verdi, ieri e venerdì, con l’omonimo musical prodotto dal Teatro Nuovo di Milano diretto da Lorenzo Vitali. Spettacolo che ha debuttato all’Arena di Verona riscuotendo sempre successo nella sua tournée in giro per l’Italia.

Teatro Verdi stracolmo, tanto che alla prima c’è stato qualche problema, poi risolto, di assegnazione posti che ha fatto slittare lo spettacolo di qualche minuto. Francesco Italiani atteso interprete di Tony Manero ha dato forfait per motivi di salute e nei panni del ballerino italo-americano si è esibito David Negletto. La trasposizione sul palco di Claudio Insegno ha proposto l’omaggio all’era della disco music degli anni ’70 con i successi dell’epoca con gli indimenticabili brani dei Bee Gees: “You Should Be Dancing” “Staying Alive”, “How Deep Is Your Love”, “Night Fever”, “You Should Be Dancing” fino a pezzi che hanno retto il passare del tempo come: “Symphonie N° 5”, “More than a woman” e “Disco Inferno”.

Un omaggio anche al glam di quel decennio – i costumi sono di Graziella Pera – tra pantaloni a zampa d’elefante, glitter e capigliature scultoree, forse proprio le atmosfere che il pubblico voleva respirare e ascoltare ancora. I ventenni di allora approdano, chi prima chi dopo, al fatidico compleanno dei 60, ma l’entusiasmo visto al Verdi, con cui hanno accolto quella colonna sonora sembra non essersi assopito. Il musical proposto da Insegno non ha però dimenticato il senso profondo che “La febbre” raccontava. Una giovane working class urbana che, dopo l’illusione del benessere dei ’60 dei padri, restringe al solo prossimo sabato sera la conquista della felicità. Racconto reso davvero bene – per un musical itinerante come vuole la tradizione italiana – con le scenografie firmate da Roberto e Andrea Comotti. Nei video di Francesca Del Cupolo ed Erika Dolci, gli skyline di Brooklyn, con i titoli di testa dall’inconfondibile grafica seventy, interni proletari, palestre sgarruppate, il ponte di Verazzano: tutto il mondo povero e malinconico dove si svolgono le vicende dei giovani protagonisti. Grigiore che viene interrotto dall’apertura improvvisa dell’agognato paradiso della Disco 2001, e già nella data affiora l’amara ironia di un futuro che è già passato. Un antro dei sogni sfolgorante di luci, dove tutti sembrano più belli e dove, attraverso il ballo, si può conquistare una felicità intensa quanto breve. Tutto ben descritto dalle coreografie originali di Valeriano Longoni.

La trama ripercorre il film di Badham, accennando solamente le scene troppo crude, senza cancellare quanto la violenza faccia parte del racconto. Ottimo il cast nelle prove di ballo, una vera enciclopedia dell’epoca d’oro della disco, un po’ meno nelle scene recitate, con qualche piccolo inciampo di Negletto, perdonabile ad ogni sostituto, che comunque offre una buona prova. Grandi interpretazioni di Tony (David Negletto), Stephanie (Anna Foria), Annette (Arianna Galletti) e Dj Monty (Gianluca Sticotti) per la canzoni cult del musical sempre applaudite a scena aperta.

Al pubblico sassarese è piaciuta l’anima soul e R&B di Candy, interpretata da Giovanna D’Angi, che ha avuto l’ovazione finale.

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