Nel Natale del Ferroviario il “Lago dei cigni” per bambini
di Grazia Brundu
Domani alle 21 il debutto nazionale dell’adattamento della Botte e il Cilindro Il regista Pier Paolo Conconi: «Anche la danza può appassionare i più piccoli»
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SASSARI. Il balletto romantico per eccellenza allestito per i bambini. È la nuova produzione della Botte e il Cilindro, che con “Il lago dei cigni” chiude un ciclo di spettacoli iniziato gli anni scorsi e dedicato alla danza e alla Russia. Nella versione della compagnia diretta dal regista sassarese Pier Paolo Conconi, recitazione e coreografia si uniscono; così il capolavoro di Čajkovskij, inaugurato nel 1877 al Bol'šoj di Mosca, diventa una fiaba di Natale, che debutta domani alle 21, in prima nazionale, al Teatro Ferroviario di Sassari (con repliche pomeridiane fino al 7 gennaio).
di Čajkovskij, inaugurato nel 1877 al Bol'šoj di Mosca, diventa una fiaba di Natale, che debutta domani alle 21, in prima nazionale, al Teatro Ferroviario di Sassari (con repliche pomeridiane fino al 7 gennaio).
In realtà la storia di Odette, trasformata in cigno dal perfido mago Rothbart, deciso a ostacolare il suo amore con il principe Sigfried, già da una settimana sta appassionando le scolaresche durante le matinée al Ferroviario della ventottesima edizione di “Famiglie a teatro”, organizzata come di consueto dalla compagnia “ La Botte e il Cilindro”. «Stiamo approfittando dei giorni prima del debutto – ammette Pier Paolo Conconi – per provare lo spettacolo davanti ai bambini. Il loro interesse ci ha rassicurato sul fatto di aver vinto una scommessa importante: dimostrare che il linguaggio della danza, insieme a quello del teatro, è adatto anche ai più piccoli». Un risultato ottenuto grazie a un «intreccio di competenze e collaborazioni, in particolare – prosegue il regista – con le coreografe Rossella Serra del Balletto del Mediterraneo e Alessandra Mura di Parabatula, che hanno curato i momenti in cui il balletto prende il posto dell’azione. Cinque in tutto, a partire dal passo a due iniziale che rappresenta un po’ la sintesi della storia».
“Il lago dei cigni” della La Botte e il Cilindro vuole essere, però, prima di tutto una fiaba. Come quella da cui è nato il balletto di Čajkovskij: “Il velo rubato”, ispirata a una leggenda popolare messa su carta nel Settecento dallo scrittore tedesco Johann Musäus. Da lì è partita Consuelo Pittalis, attrice della compagnia e da qualche anno impegnata anche nella scrittura degli spettacoli, per costruire i dialoghi che fanno da collante alla storia. Incantesimi, magie, effetti speciali abbondavano già nella fiaba di Musäus. Finora mancava, invece, la personificazione del lago, che, da semplice sfondo, spiega Pittalis, adesso diventa «personaggio e voce narrante (quella di Chiara Conconi), impegnato a raccontare la vicenda di cui è testimone diretto». Attraverso il lago, filtra nello spettacolo anche «l’amore per la natura – spiega Conconi – che è uno dei temi del lavoro, insieme a quello dell’innocenza personificata da Odette, contrapposta alla malvagità assoluta del mago Rothbart». “Il lago dei cigni”, prosegue il regista, «è una storia d’amore sulla falsariga di “Romeo e Giulietta”. Anche quiviene raccontato un sentimento tra due ragazzi, che, in alcune versioni del balletto, si chiude in maniera tragica, con la morte dei protagonisti. Noi però abbiamo scelto il lieto fine, concentrandoci sugli unici due poteri capaci di sconfiggere il male: l’amore e l’amicizia».
Ad esercitarli, quei poteri, sul palco: Luisella Conti, Alice Friggia, Consuelo Pittalis, Emilia Satta, Giomaria Carboni, Marta Pala, Stefano Chessa, Sara Giordanelli, Maria Benelli, Noemi Zucca. Costumi: Luisella Conti e Roberta Amadu. Maschere: Andrea Gennati. Luci: Paolo Palitta. Scenotecnica: Michele Grandi. Training: Donatella Panu
di Čajkovskij, inaugurato nel 1877 al Bol'šoj di Mosca, diventa una fiaba di Natale, che debutta domani alle 21, in prima nazionale, al Teatro Ferroviario di Sassari (con repliche pomeridiane fino al 7 gennaio).
In realtà la storia di Odette, trasformata in cigno dal perfido mago Rothbart, deciso a ostacolare il suo amore con il principe Sigfried, già da una settimana sta appassionando le scolaresche durante le matinée al Ferroviario della ventottesima edizione di “Famiglie a teatro”, organizzata come di consueto dalla compagnia “ La Botte e il Cilindro”. «Stiamo approfittando dei giorni prima del debutto – ammette Pier Paolo Conconi – per provare lo spettacolo davanti ai bambini. Il loro interesse ci ha rassicurato sul fatto di aver vinto una scommessa importante: dimostrare che il linguaggio della danza, insieme a quello del teatro, è adatto anche ai più piccoli». Un risultato ottenuto grazie a un «intreccio di competenze e collaborazioni, in particolare – prosegue il regista – con le coreografe Rossella Serra del Balletto del Mediterraneo e Alessandra Mura di Parabatula, che hanno curato i momenti in cui il balletto prende il posto dell’azione. Cinque in tutto, a partire dal passo a due iniziale che rappresenta un po’ la sintesi della storia».
“Il lago dei cigni” della La Botte e il Cilindro vuole essere, però, prima di tutto una fiaba. Come quella da cui è nato il balletto di Čajkovskij: “Il velo rubato”, ispirata a una leggenda popolare messa su carta nel Settecento dallo scrittore tedesco Johann Musäus. Da lì è partita Consuelo Pittalis, attrice della compagnia e da qualche anno impegnata anche nella scrittura degli spettacoli, per costruire i dialoghi che fanno da collante alla storia. Incantesimi, magie, effetti speciali abbondavano già nella fiaba di Musäus. Finora mancava, invece, la personificazione del lago, che, da semplice sfondo, spiega Pittalis, adesso diventa «personaggio e voce narrante (quella di Chiara Conconi), impegnato a raccontare la vicenda di cui è testimone diretto». Attraverso il lago, filtra nello spettacolo anche «l’amore per la natura – spiega Conconi – che è uno dei temi del lavoro, insieme a quello dell’innocenza personificata da Odette, contrapposta alla malvagità assoluta del mago Rothbart». “Il lago dei cigni”, prosegue il regista, «è una storia d’amore sulla falsariga di “Romeo e Giulietta”. Anche quiviene raccontato un sentimento tra due ragazzi, che, in alcune versioni del balletto, si chiude in maniera tragica, con la morte dei protagonisti. Noi però abbiamo scelto il lieto fine, concentrandoci sugli unici due poteri capaci di sconfiggere il male: l’amore e l’amicizia».
Ad esercitarli, quei poteri, sul palco: Luisella Conti, Alice Friggia, Consuelo Pittalis, Emilia Satta, Giomaria Carboni, Marta Pala, Stefano Chessa, Sara Giordanelli, Maria Benelli, Noemi Zucca. Costumi: Luisella Conti e Roberta Amadu. Maschere: Andrea Gennati. Luci: Paolo Palitta. Scenotecnica: Michele Grandi. Training: Donatella Panu
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