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L’arte giapponese passa per l’Accademia di Sassari

L’arte giapponese passa per l’Accademia di Sassari

SASSARI. Hidemichi Tanaka è tra i più autorevoli studiosi di storia dell'arte occidentale (è uno dei massimi esperti di Leonardo da Vinci), ma ha approfondito anche quella del suo Paese: il Giappone....

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SASSARI. Hidemichi Tanaka è tra i più autorevoli studiosi di storia dell'arte occidentale (è uno dei massimi esperti di Leonardo da Vinci), ma ha approfondito anche quella del suo Paese: il Giappone. E il suo lavoro “Storia dell'arte giapponese”, pubblicato per la prima volta nel 1995, è diventato un punto di riferimento non solo in patria con la successiva traduzione in inglese.

Ora il volume è disponibile anche in italiano, grazie a Mimesis e all'Accademia di Belle Arti di Sassari che da qualche anno ha la sua casa editrice, h-demia.ss/press. Una collaborazione importante quella con Mimesis Edizioni, sviluppata anche attraverso “Parol. Quaderni d'arte e di epistemologia”, rivista diretta da Antonio Bisaccia. Accademia che nel caso specifico si è occupata della grafica, con il docente Roberto Satta e il contributo per l'impaginazione degli allievi (uno di loro, Marco Molfetta, ha curato la copertina). Un volumedi 335 pagine attraverso le quali il lettore può compiere un esaustivo viaggio nell'arte del Paese del Sol Levante. Il libro di Tanaka, “Storia dell'arte giapponese” (sottotitolo “ Genealogia dei capolavori in una prospettiva comparata”), mette in risalto il valore a livello mondiale della produzione artistica nipponica. C'è un capitolo dedicato alla pittura del periodo Edo, dove trovano spazio anche Hokusai, Hiroshige e Utamaro che sono gli artisti giapponesi più noti in Occidente, ma solo come una parte di un discorso più ampio fatto di altri momenti fondamentali per la storia dell'arte giapponese. Che Tanaka fa iniziare, dopo essersi soffermato sul periodo preistorico, dal periodo Asuka (VII secolo) quando fiorisce l'arte buddhista.

Lo studioso segnala come primo capolavoro la scultura di Kannon Kudara del tempio di Horyuji, nella prefettura di Nara che identifica anche il periodo successivo, l'VIII secolo definito come fase classica. Seguono il manierismo del periodo Heian, che si protrae sino al XII secolo, il barocco del periodo Kamakura e il romanticismo dei periodi Muromachi e Momoyana che anticipano l'epoca Edo caratterizzata dagli ukiyo-e. L'ultimo capitolo è dedicato all'arte giapponese moderna, dalla fine dell'Ottocento alla Seconda guerra mondiale.(f.c.)

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