LA STORIA
Uno dei primi conventi francescani della Sardegna
SASSARI. Quello di Santa Maria è uno dei primi conventi francescani istituiti in Sardegna. Nel 1220, Mariano, giudice di Torres, affidò ai frati minori la chiesetta di Santa Maria di Campulongu...
2 MINUTI DI LETTURA
SASSARI. Quello di Santa Maria è uno dei primi conventi francescani istituiti in Sardegna. Nel 1220, Mariano, giudice di Torres, affidò ai frati minori la chiesetta di Santa Maria di Campulongu edificata, già nel 1106, dal giudice Costantino, per i benedettini di San Vittore di Marsiglia. Secondo la regola dell’Assisiate i francescani diedero nuovo impulso al culto della Beata vergine Maria e la presenza di un crescente numero di fedeli indusse la fraternità a progettare la costruzione di un nuovo tempio.
L’edificio vide la luce nel triennio fra il 1235 e il 1238 e per tutto il XII secolo la chiesa venne denominata con il titolo di “Santa Maria” che, solo a partire dal 1295, divenne anche “di Betlem”. Diversi gli interventi successivi, il primo importante è databile tra il 1440 e il 1465 per la realizzazione di alcune cappelle e di un’enorme volta a crociera nel presbiterio. Alla fine del XVI secolo, nel convento divenne sacerdote Francesco Zirano, frate, martire e poi beato.
Nel XVII secolo fu aggiunta l'abside semicircolare mentre le capriate in legno della navata centrale vennero sostituite, nel XVIII secolo, con volte a crociera. Tra il 1829 e il 1834, la chiesa venne restaurata dal frate architetto Antonio Cano che nel 1813 curò anche il restauro del convento mentre l’architetto Antonio Cherosu, nel 1846, realizzò la torre campanaria che sostituì il campanile gotico-catalano del XIV secolo distrutto a causa di un crollo. (a.me.)
L’edificio vide la luce nel triennio fra il 1235 e il 1238 e per tutto il XII secolo la chiesa venne denominata con il titolo di “Santa Maria” che, solo a partire dal 1295, divenne anche “di Betlem”. Diversi gli interventi successivi, il primo importante è databile tra il 1440 e il 1465 per la realizzazione di alcune cappelle e di un’enorme volta a crociera nel presbiterio. Alla fine del XVI secolo, nel convento divenne sacerdote Francesco Zirano, frate, martire e poi beato.
Nel XVII secolo fu aggiunta l'abside semicircolare mentre le capriate in legno della navata centrale vennero sostituite, nel XVIII secolo, con volte a crociera. Tra il 1829 e il 1834, la chiesa venne restaurata dal frate architetto Antonio Cano che nel 1813 curò anche il restauro del convento mentre l’architetto Antonio Cherosu, nel 1846, realizzò la torre campanaria che sostituì il campanile gotico-catalano del XIV secolo distrutto a causa di un crollo. (a.me.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google