Al Comunale di Sassari un mare di applausi per “Mediterranea”
di Monica De Murtas
Danza, successo per il primo spettacolo della stagione Cedac E oggi si replica a Cagliari all’auditorium del Conservatorio
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SASSARI. Un rumore d’acqua che scorre, prima lento poi sempre più impetuoso, ritmico come pioggia che cade apre lo spettacolo “Mediterranea” di Mauro Bigonzetti, in scena in prima regionale a Sassari in un Teatro Comunale gremito. Sul palco il corpo di ballo e i solisti della Daniele Cipriani Entertainment iniziano la loro danza mentre arriva anche una melodia barocca a miscelarsi con acqua e silenzio. Si tratta del tema “Le folies d’Espagne di Marin Marais”, che apre e chiude uno spettacolo che vive di movimento e gesto, sincronia poetica, coreografia incalzante, armonia di corpi, e per questo non ha bisogno di cornici e scenografie. Diventato ormai un pezzo di storia del balletto “Mediterranea” – creato nel 1993 per il Balletto di Toscana e reinventato nel 2008 per il Teatro alla Scala di Milano – è stato scelto dal Cedac, nella sua nuova riedizione, per aprire la stagione di Danza di Sassari e Cagliari.
A 25 anni dal suo debutto, il progetto non perde la capacità di suscitare emozioni e tiene viva l’attenzione del pubblico del Comunale per oltre un’ora in un alternarsi di momenti “corali” e duetti che raccontano energia e bellezza. Gli applausi scroscianti del pubblico accompagnano l'intera performance che si ispira alla storia delle culture dei popoli che si affacciano sulle rive del Mediterraneo. Di grande efficacia sono in particolare i movimenti corali fluidi, sincronici, in cui i danzatori sembrano appartenere ad un elemento unico da cui ogni tanto emergono, escono dall’unisono per raccontare con i loro corpi una storia. Emergono dal mare uomini e donne, tensioni e lotte, amore e sopraffazione. Le coreografie senza cadere nel didascalico evocano con intensità le vicende epiche e le leggendarie odissee, le guerre e i delitti dei popoli fratelli del mediterraneo anche se in alcuni momenti la narrazione risulta un po' rallentata e ridondante.
A fare da supporto allo spettacolo un mix di musiche scelte da Paride Bonetta e Mauro Bigonzetti in cui la musica barocca si alterna con il ritmo frenetico del “Rondo alla turca” di Mozart per poi avvolgersi delle atmosfere rarefatte dei cori di Giovanni Pierluigi da Palestrina in un alternanza continua di stili, epoche e sonorità tra cui spiccano le vivaci incursioni delle infinite musiche tradizionali dei popoli del mediterrano. A dare ulteriore plasticità al lavoro di Bigonzetti le luci di Carlo Cerri che disegnano le coreografie con luci ed effetti di grande forza pittorica. Anche i costumi di Roberto Tirelli, che dal contrasto cromatico iniziale giungono ad un bianco collettivo dopo essere passati attraverso il nero e il rosso, seguono e interpretano con delicatezza la narrazione senza mai diventare protagonisti.
Svettano su questi elementi di musica, luce e colori i duetti e i soli dell’Uomo di Terra (Umberto De Santis) e l’Uomo di Mare (Francesco Moro) che nelle loro rispettive buone prove interpretative incarnano in una prima parte lo scontro tra le diversità per poi ritrovarsi nel finale simili fra loro nella gestualità e nei colori, consapevoli di una millenaria appartenenza, figli dello stesso “mare nostrum”. Oggi ultima replica alle 17 all'Auditorium del Conservatorio “G. Pierluigi da Palestrina” di Cagliari.
A 25 anni dal suo debutto, il progetto non perde la capacità di suscitare emozioni e tiene viva l’attenzione del pubblico del Comunale per oltre un’ora in un alternarsi di momenti “corali” e duetti che raccontano energia e bellezza. Gli applausi scroscianti del pubblico accompagnano l'intera performance che si ispira alla storia delle culture dei popoli che si affacciano sulle rive del Mediterraneo. Di grande efficacia sono in particolare i movimenti corali fluidi, sincronici, in cui i danzatori sembrano appartenere ad un elemento unico da cui ogni tanto emergono, escono dall’unisono per raccontare con i loro corpi una storia. Emergono dal mare uomini e donne, tensioni e lotte, amore e sopraffazione. Le coreografie senza cadere nel didascalico evocano con intensità le vicende epiche e le leggendarie odissee, le guerre e i delitti dei popoli fratelli del mediterraneo anche se in alcuni momenti la narrazione risulta un po' rallentata e ridondante.
A fare da supporto allo spettacolo un mix di musiche scelte da Paride Bonetta e Mauro Bigonzetti in cui la musica barocca si alterna con il ritmo frenetico del “Rondo alla turca” di Mozart per poi avvolgersi delle atmosfere rarefatte dei cori di Giovanni Pierluigi da Palestrina in un alternanza continua di stili, epoche e sonorità tra cui spiccano le vivaci incursioni delle infinite musiche tradizionali dei popoli del mediterrano. A dare ulteriore plasticità al lavoro di Bigonzetti le luci di Carlo Cerri che disegnano le coreografie con luci ed effetti di grande forza pittorica. Anche i costumi di Roberto Tirelli, che dal contrasto cromatico iniziale giungono ad un bianco collettivo dopo essere passati attraverso il nero e il rosso, seguono e interpretano con delicatezza la narrazione senza mai diventare protagonisti.
Svettano su questi elementi di musica, luce e colori i duetti e i soli dell’Uomo di Terra (Umberto De Santis) e l’Uomo di Mare (Francesco Moro) che nelle loro rispettive buone prove interpretative incarnano in una prima parte lo scontro tra le diversità per poi ritrovarsi nel finale simili fra loro nella gestualità e nei colori, consapevoli di una millenaria appartenenza, figli dello stesso “mare nostrum”. Oggi ultima replica alle 17 all'Auditorium del Conservatorio “G. Pierluigi da Palestrina” di Cagliari.
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