Neil Diamond costretto a dare l’addio alle scene
di Gina Di Meo
Il cantante ha interrotto il tour a causa del Parkinson: «Fa male, ma continuerò a registrare dischi»
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NEW YORK. Neil Diamond ha il Parkinson e con un accorato messaggio dà l'addio alle scene. Il cantautore americano ha dato l'annuncio a due giorni dal suo 77mo compleanno ed in pieno tour celebrativo mondiale “50 Year Anniversary”. «È con grande riluttanza e disappunto – si legge in un comunicato – che annuncio il mio ritiro dai prossimi concerti. È stato un grande onore poter offrire i miei show al pubblico nei trascorsi 50 anni».
Il tour, partito nella primavera del 2017, avrebbe dovuto concludersi in Australia e Nuova Zelanda, ma su ordine del medico, Diamond è stato costretto a cancellare le ultime tappe. Troppo faticoso per lui affrontare gli sforzi di un tale impegno. «Ho comunque intenzione – ha tuttavia sottolineato – di rimanere attivo nella scrittura, nella registrazione e in altri progetti ancora a lungo. Il mio ringraziamento al mio fedele e devoto pubblico in tutto il mondo che mi ha sempre sostenuto e incoraggiato. Questa cavalcata è stata “so good, so good, so good” grazie». L'addio precede anche la cerimonia del prossimo 28 gennaio quando sarà insignito del premio alla carriera della Recording Academy. Classe 1941, originario di Brooklyn, Diamond scoprì la sua abilità nello scrivere canzoni sin dall'adolescenza. La scrittura era per lui uno sfogo dalle sue frustrazioni giovanili. «Non ho mai scelto di scrivere canzoni – disse – sono stato semplicemente assorbito ed è diventato sempre più importante nella mia vita». I primi contratti discografici arrivano negli anni '60. 'Solitary Man' fu il primo disco entrato nelle classifiche.Negli anni successivi arrivano canzoni cult come “Cracklin” Rosie, “I am I said” e soprattuto “Sweet Caroline”. Inserito nella Rock and Roll Hall of Fame nel 2011, l'apprezzamento per Diamond negli anni venne anche proprio attraverso le cover delle sue hit. In Italia, nel 1967 Caterina Caselli portò al successo “I am a Believer” con il titolo di “Sono bugiarda”, nel 1971, invece, incise la versione italiana di “I am I said” intitolandola “La casa degli angeli”. “Sweet Carolinè divenne invece “Ciao. Te ne vai”, interpretata da Diego Peano mentre nel 1972 Johnny Dorelli e Catherine Spaak, incisero su 45 giri la versione italiana di “Song Sung Blue” mantenendo però il titolo inglese.
Il tour, partito nella primavera del 2017, avrebbe dovuto concludersi in Australia e Nuova Zelanda, ma su ordine del medico, Diamond è stato costretto a cancellare le ultime tappe. Troppo faticoso per lui affrontare gli sforzi di un tale impegno. «Ho comunque intenzione – ha tuttavia sottolineato – di rimanere attivo nella scrittura, nella registrazione e in altri progetti ancora a lungo. Il mio ringraziamento al mio fedele e devoto pubblico in tutto il mondo che mi ha sempre sostenuto e incoraggiato. Questa cavalcata è stata “so good, so good, so good” grazie». L'addio precede anche la cerimonia del prossimo 28 gennaio quando sarà insignito del premio alla carriera della Recording Academy. Classe 1941, originario di Brooklyn, Diamond scoprì la sua abilità nello scrivere canzoni sin dall'adolescenza. La scrittura era per lui uno sfogo dalle sue frustrazioni giovanili. «Non ho mai scelto di scrivere canzoni – disse – sono stato semplicemente assorbito ed è diventato sempre più importante nella mia vita». I primi contratti discografici arrivano negli anni '60. 'Solitary Man' fu il primo disco entrato nelle classifiche.Negli anni successivi arrivano canzoni cult come “Cracklin” Rosie, “I am I said” e soprattuto “Sweet Caroline”. Inserito nella Rock and Roll Hall of Fame nel 2011, l'apprezzamento per Diamond negli anni venne anche proprio attraverso le cover delle sue hit. In Italia, nel 1967 Caterina Caselli portò al successo “I am a Believer” con il titolo di “Sono bugiarda”, nel 1971, invece, incise la versione italiana di “I am I said” intitolandola “La casa degli angeli”. “Sweet Carolinè divenne invece “Ciao. Te ne vai”, interpretata da Diego Peano mentre nel 1972 Johnny Dorelli e Catherine Spaak, incisero su 45 giri la versione italiana di “Song Sung Blue” mantenendo però il titolo inglese.
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