«Quando i social diventano un’arma che uccide»
di Mauretta Capuano
Clare Mackintosh, autrice da due milioni di copie, in Italia per presentare il thriller “So tutto di te”
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ROMA. E se un giorno sfogliando distrattamente un giornale vi capitasse di vedere, tra le immagini equivoche delle chat a pagamento, una foto con la vostra faccia? È quello che accade alla quarantenne Zoe Walker, madre divorziata di due figli, un venerdì sera mentre legge una copia della London Gazette sul treno che la riporta a casa, nella sua abitudinaria vita da pendolare.
Entriamo così nel thriller “So tutto di te” di Clare Mackintosh, in Italia per presentare il suo nuovo libro pubblicato da DeA Planeta nella traduzione di Chiara Brovelli, con cui inaugurerà il 2 febbraio il festival “Nebbia Gialla” a Suzzara, in provincia di Mantova.
Autrice da due milioni di copie, la Mackintosh, 41 anni, originaria di Bristol, ci mostra in “So tutto di te” l'inquietudine di una donna che si trasforma nel terrore di sentirsi in balia di qualcuno che «tu non conosci ma lui conosce te». «La donna della foto sono io», dice sconvolta Zoe davanti alla sua immagine, un po’ fuori fuoco, sul giornale. La storia si complica e diventa drammatica quando una serie di delitti, omicidi in serie di donne, accompagnano la pubblicazione delle foto sulle chat a pagamento.
Ex agente di polizia, Clare Mackintosh, che conosce bene il mondo che racconta, in questo thriller, in cui intreccia il giallo classico con l'indagine dei sentimenti della vittima, ci mette in guardia sull’uso dei social media: «Sono un’arma a doppio taglio. Io li utilizzo e mi piace, condivido molte cose online, ma sono sempre piuttosto consapevole e vigile rispetto a quello che posto. Mi preoccupa invece vedere che ormai siamo tutti molto rilassati e tranquilli nel condividere troppe informazioni. Penso a quanto questo possa essere pericoloso per la nostra incolumità fisica e sicurezza personale, per la nostra privacy, anche emotiva», dice la scrittrice britannica. «Non ci sono più segreti – aggiunge – . Ci succede una cosa e la condividiamo subito, senza neppure riflettere su quello che ci è accaduto. Viviamo in una società accelerata, dell'usa e getta in cui non ci soffermiamo più a lungo su nulla. Le tecnologie hanno cambiato anche il rapporto con i lettori di romanzi che non vogliono più sapere solo cosa hai scritto ma i tuoi gusti, le tue idee politiche, cosa ti piace. La privacy di tutti noi è ormai a rischio».
Entriamo così nel thriller “So tutto di te” di Clare Mackintosh, in Italia per presentare il suo nuovo libro pubblicato da DeA Planeta nella traduzione di Chiara Brovelli, con cui inaugurerà il 2 febbraio il festival “Nebbia Gialla” a Suzzara, in provincia di Mantova.
Autrice da due milioni di copie, la Mackintosh, 41 anni, originaria di Bristol, ci mostra in “So tutto di te” l'inquietudine di una donna che si trasforma nel terrore di sentirsi in balia di qualcuno che «tu non conosci ma lui conosce te». «La donna della foto sono io», dice sconvolta Zoe davanti alla sua immagine, un po’ fuori fuoco, sul giornale. La storia si complica e diventa drammatica quando una serie di delitti, omicidi in serie di donne, accompagnano la pubblicazione delle foto sulle chat a pagamento.
Ex agente di polizia, Clare Mackintosh, che conosce bene il mondo che racconta, in questo thriller, in cui intreccia il giallo classico con l'indagine dei sentimenti della vittima, ci mette in guardia sull’uso dei social media: «Sono un’arma a doppio taglio. Io li utilizzo e mi piace, condivido molte cose online, ma sono sempre piuttosto consapevole e vigile rispetto a quello che posto. Mi preoccupa invece vedere che ormai siamo tutti molto rilassati e tranquilli nel condividere troppe informazioni. Penso a quanto questo possa essere pericoloso per la nostra incolumità fisica e sicurezza personale, per la nostra privacy, anche emotiva», dice la scrittrice britannica. «Non ci sono più segreti – aggiunge – . Ci succede una cosa e la condividiamo subito, senza neppure riflettere su quello che ci è accaduto. Viviamo in una società accelerata, dell'usa e getta in cui non ci soffermiamo più a lungo su nulla. Le tecnologie hanno cambiato anche il rapporto con i lettori di romanzi che non vogliono più sapere solo cosa hai scritto ma i tuoi gusti, le tue idee politiche, cosa ti piace. La privacy di tutti noi è ormai a rischio».
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