I grandi maestri dei docufilm all’Accademia di Belle arti
di Fabio Canessa
Sassari, al via da lunedì prossimo il nuovo ciclo d’incontri a livello internazionale Tra gli ospiti più attesi ci sono Frederick Wiseman, Avi Mograbi e Kim Longinotto
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SASSARI. Il più atteso è sicuramente Frederick Wiseman, ma il leggendario regista americano – già Leone d'Oro e premio Oscar alla carriera – non è l’unico grande nome presente nel programma degli incontri internazionali organizzati dall’Accademia di Belle Arti di Sassari nell’ambito del biennio specialistico di cinema documentario, voluto fortemente dal direttore Antonio Bisaccia e coordinato da Lorenzo Hendel. Dopo le masterclass dell’anno scorso, ecco un nuovo ciclo di incontri che sarà inaugurato dall’israeliano Avi Mograbi, ospite a Sassari il 12 e 13 febbraio. «Lo scopo di questi incontri – spiega Bisaccia – è fornire agli studenti dell’Accademia in primo luogo, ma anche ai cittadini interessati, una rassegna dei principali approcci al documentario oggi esistenti a livello internazionale, interpretati e proposti in prima persona dai documentaristi più prestigiosi oggi in attività».
Un’occasione di conoscenza degli autori e di alcuni loro film dai quali emergono differenti metodi e stili di lavoro: «Sappiamo che il documentario oggi – sottolinea Bisaccia – è andato ben oltre il concetto tradizionale di cinematografia di servizio, di sussidio audiovisivo finalizzato alla divulgazione di un tema o di aspetto della società, secondo i tradizionali moduli giornalistici. Ormai il documentario è diventato una delle frontiere di avanguardia del cinema, un campo di esplorazione anche espressivo denso di stimoli e di sfide nel raccontare la società moderna le sue tensioni e le sue storie. La disponibilità di strumenti di ripresa e di montaggio a basso costo ha esteso l'area degli autori e dei produttori, e si è formato da tempo un vero e proprio esercito di documentaristi in tutte le aree del mondo pronti a raccogliere la sfida di raccontare il presente della società umana e le sue contraddizioni».
In questo senso gli incontri organizzati a Sassari vogliono fornire nuovi materiali di conoscenza, con il contributo dei più importanti registi di documentari sulla ribalta mondiale. Come Avi Mograbi che la prossima settimana sarà ospite dell’Accademia. Uno dei più rappresentativi documentaristi israeliani e al tempo stesso uno degli osservatori più critici della società israeliana contemporanea come dimostrano i suoi lavori: tra questi “Per uno solo dei miei due occhi”, uscito anche in Italia. I primi due giorni di marzo arriverà poi a Sassari Kim Longinotto, documentarista inglese con padre italiano nota soprattutto per film che mettono in luce la difficile situazione delle donne vittime di oppressione e discriminazione.
L’appuntamento con Frederick Wiseman è invece in programma il 17 e 18 aprile. Un vero e proprio evento per l’Accademia e la città, considerata l’importanza dell’autore americano, punto di riferimento assoluto quando si parla di cinema documentario. Tra i tanti lavori di una carriera inaugurata con uno straordinario film su un ospedale psichiatrico giudiziario, “Titicut Follies”, da segnalare come costante l'indagine delle istituzioni pubbliche e private degli States: dai campi d’addestramento militare (“Manœuvre”) ai grandi magazzini (“The Store”), dai parchi pubblici “Central Park) alle biblioteche (“Ex Libris: The New York Public Library”). Già fissati anche altri due appuntamenti all'interno del progetto, ma coordinati in questo caso da Anselm Jappe. Con Marco Poloni e il tedesco di origini greche Timon Koulmasis. Sono inoltre stati contattati, fa sapere Bisaccia, altri registi che hanno dato disponibilità ma per i quali la data è ancora da definire. Tra questi il grande documentarista cinese Wang Bing, pluripremiato, la polacca Hanna Polak, il britannico Phil Grabsky, l'indiano Sourav Sarangi.
Un’occasione di conoscenza degli autori e di alcuni loro film dai quali emergono differenti metodi e stili di lavoro: «Sappiamo che il documentario oggi – sottolinea Bisaccia – è andato ben oltre il concetto tradizionale di cinematografia di servizio, di sussidio audiovisivo finalizzato alla divulgazione di un tema o di aspetto della società, secondo i tradizionali moduli giornalistici. Ormai il documentario è diventato una delle frontiere di avanguardia del cinema, un campo di esplorazione anche espressivo denso di stimoli e di sfide nel raccontare la società moderna le sue tensioni e le sue storie. La disponibilità di strumenti di ripresa e di montaggio a basso costo ha esteso l'area degli autori e dei produttori, e si è formato da tempo un vero e proprio esercito di documentaristi in tutte le aree del mondo pronti a raccogliere la sfida di raccontare il presente della società umana e le sue contraddizioni».
In questo senso gli incontri organizzati a Sassari vogliono fornire nuovi materiali di conoscenza, con il contributo dei più importanti registi di documentari sulla ribalta mondiale. Come Avi Mograbi che la prossima settimana sarà ospite dell’Accademia. Uno dei più rappresentativi documentaristi israeliani e al tempo stesso uno degli osservatori più critici della società israeliana contemporanea come dimostrano i suoi lavori: tra questi “Per uno solo dei miei due occhi”, uscito anche in Italia. I primi due giorni di marzo arriverà poi a Sassari Kim Longinotto, documentarista inglese con padre italiano nota soprattutto per film che mettono in luce la difficile situazione delle donne vittime di oppressione e discriminazione.
L’appuntamento con Frederick Wiseman è invece in programma il 17 e 18 aprile. Un vero e proprio evento per l’Accademia e la città, considerata l’importanza dell’autore americano, punto di riferimento assoluto quando si parla di cinema documentario. Tra i tanti lavori di una carriera inaugurata con uno straordinario film su un ospedale psichiatrico giudiziario, “Titicut Follies”, da segnalare come costante l'indagine delle istituzioni pubbliche e private degli States: dai campi d’addestramento militare (“Manœuvre”) ai grandi magazzini (“The Store”), dai parchi pubblici “Central Park) alle biblioteche (“Ex Libris: The New York Public Library”). Già fissati anche altri due appuntamenti all'interno del progetto, ma coordinati in questo caso da Anselm Jappe. Con Marco Poloni e il tedesco di origini greche Timon Koulmasis. Sono inoltre stati contattati, fa sapere Bisaccia, altri registi che hanno dato disponibilità ma per i quali la data è ancora da definire. Tra questi il grande documentarista cinese Wang Bing, pluripremiato, la polacca Hanna Polak, il britannico Phil Grabsky, l'indiano Sourav Sarangi.
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