Vita, poesia e canzoni di Fabrizio De André Da domani su Raiuno
di Fabio Canessa
Dopo il successo al cinema il passaggio sul piccolo schermo Critica divisa: «Racconta la realtà». «Prodotto didascalico»
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SASSARI. Dopo la programmazione speciale al cinema “Fabrizio De André. Principe libero” approda in tv con un appuntamento in due puntate: la fiction sul cantautore andrà in onda in prima serata su Raiuno domani e mercoledì. C’è grande attesa per il passaggio televisivo dopo l’ottima accoglienza per l’evento sul grande schermo, quando il film (193 minuti in tutto) che è stato distribuito al cinema da Nexo Digital per due giorni (il 23 e 24 gennaio, durante la settimana) ha fatto registrare numeri importanti battendo nettamente in quelle serate la concorrenza degli altri lungometraggi. Proiettato in circa trecento sale è stato visto da oltre 80mila spettatori per un incasso sulle 700mila euro. Un viatico promettente per l’imminente messa in onda sulla rete ammiraglia della Rai.
La critica. Se il pubblico sembra aver accolto con entusiasmo il biopic su Fabrizio De André, non tutta la critica ha apprezzato i risultati di questa operazione. «Non delude. Anzi, è anche meglio di quanto ci si sarebbe aspettato da un prodotto pensato per la prima serata di Rai1. Diciamola tutta, è un bel film» si può leggere sul sito della Stampa a firma di Roberto Pavanello, mentre è «Un prodotto didascalico come devono essere le fiction desiderose di share» il pensiero di Enzo Gentile su Il Mattino. Positivi i commenti nei due siti di cinema più seguiti. Nella recensione di Raffaella Giancristofaro su mymovies.it viene sottolineata la «buona sintesi tra sfida del biopic di un artista complesso ed esigenze della committenza televisiva» mentre per Federico Gironi di comingsoon.it «funziona, e funziona bene, perché prende un grande cantautore, un poeta, un artista diventato un’icona a volte fin troppo santificata e ostentata e l’ha raccontato avendo ben presente la differenza e la distanza che ci sono tra una vita reale e una raccontata, tra una persona e un personaggio». Poco convinto invece Raffaele Meale di quinlan.it per il quale si tratta di un biopic dignitoso «che non approfondisce il lato artistico del cantautore genovese».
Il titolo. «Io sono un principe libero e ho altrettanta autorità di fare guerra al mondo intero quanto colui che ha cento navi in mare». Citazione del pirata britannico Samuel Bellamy iscritta nelle note di copertina di uno dei dischi più belli di Fabrizio De André: “Le nuvole”. E a questa frase si ispira il titolo del film-miniserie che dopo la proiezione al cinema e in arrivo sul piccolo schermo. A pochi giorni da quello che sarebbe stato il 78esimo compleanno del cantautore, nato il 18 febbraio 1940. A Genova, come tutti sanno. Città ligure che naturalmente è principale sfondo del racconto che si concentra molto sugli esordi di De André prima di arrivare alla parte della sua vita legata alla Sardegna. La decisione di trasferirsi nell’isola e il drammatico sequestro nel 1979.
Il cast. Coprodotto da Rai Fiction e Bibi Film (già dietro a un progetto dalla doppia collocazione, cinematografica e televisiva, come “La meglio gioventù”), scritto da Francesca Serafini e Giordano Meacci, “Fabrizio De André. Principe libero” è diretto da Luca Facchini. Il volto del film è quello di Luca Marinelli, già interprete di “Non essere cattivo”, “Lo chiamavano Jeeg Robot” e “Una questione privata”. Film quest’ultimo dove compare anche Valentina Bellè che nel biopic su De André veste i panni di Dori Ghezzi. A completare il cast principale ci sono Elena Radonicich (Puny, la prima moglie del cantautore), Gianluca Gobbi (Paolo Villaggio) ed Ennio Fantastichini (Giuseppe De André, il padre di Fabrizio).
Le canzoni. La colonna sonora del film è ovviamente composta dalle canzoni di De André. Tante nelle oltre tre ore totali di visione. Alcune eseguite dallo stesso Luca Marinelli: da “La canzone dell’amore perduto” a “Il pescatore”, da “La città vecchia” a “Tre madri”. Per i brani usati fuori campo mantenuta invece la voce del cantautore genovese: da “Quello che non ho” a “Hotel Supramonte”, da “Amore che vieni amore che vai” a “Bocca di rosa”.
La critica. Se il pubblico sembra aver accolto con entusiasmo il biopic su Fabrizio De André, non tutta la critica ha apprezzato i risultati di questa operazione. «Non delude. Anzi, è anche meglio di quanto ci si sarebbe aspettato da un prodotto pensato per la prima serata di Rai1. Diciamola tutta, è un bel film» si può leggere sul sito della Stampa a firma di Roberto Pavanello, mentre è «Un prodotto didascalico come devono essere le fiction desiderose di share» il pensiero di Enzo Gentile su Il Mattino. Positivi i commenti nei due siti di cinema più seguiti. Nella recensione di Raffaella Giancristofaro su mymovies.it viene sottolineata la «buona sintesi tra sfida del biopic di un artista complesso ed esigenze della committenza televisiva» mentre per Federico Gironi di comingsoon.it «funziona, e funziona bene, perché prende un grande cantautore, un poeta, un artista diventato un’icona a volte fin troppo santificata e ostentata e l’ha raccontato avendo ben presente la differenza e la distanza che ci sono tra una vita reale e una raccontata, tra una persona e un personaggio». Poco convinto invece Raffaele Meale di quinlan.it per il quale si tratta di un biopic dignitoso «che non approfondisce il lato artistico del cantautore genovese».
Il titolo. «Io sono un principe libero e ho altrettanta autorità di fare guerra al mondo intero quanto colui che ha cento navi in mare». Citazione del pirata britannico Samuel Bellamy iscritta nelle note di copertina di uno dei dischi più belli di Fabrizio De André: “Le nuvole”. E a questa frase si ispira il titolo del film-miniserie che dopo la proiezione al cinema e in arrivo sul piccolo schermo. A pochi giorni da quello che sarebbe stato il 78esimo compleanno del cantautore, nato il 18 febbraio 1940. A Genova, come tutti sanno. Città ligure che naturalmente è principale sfondo del racconto che si concentra molto sugli esordi di De André prima di arrivare alla parte della sua vita legata alla Sardegna. La decisione di trasferirsi nell’isola e il drammatico sequestro nel 1979.
Il cast. Coprodotto da Rai Fiction e Bibi Film (già dietro a un progetto dalla doppia collocazione, cinematografica e televisiva, come “La meglio gioventù”), scritto da Francesca Serafini e Giordano Meacci, “Fabrizio De André. Principe libero” è diretto da Luca Facchini. Il volto del film è quello di Luca Marinelli, già interprete di “Non essere cattivo”, “Lo chiamavano Jeeg Robot” e “Una questione privata”. Film quest’ultimo dove compare anche Valentina Bellè che nel biopic su De André veste i panni di Dori Ghezzi. A completare il cast principale ci sono Elena Radonicich (Puny, la prima moglie del cantautore), Gianluca Gobbi (Paolo Villaggio) ed Ennio Fantastichini (Giuseppe De André, il padre di Fabrizio).
Le canzoni. La colonna sonora del film è ovviamente composta dalle canzoni di De André. Tante nelle oltre tre ore totali di visione. Alcune eseguite dallo stesso Luca Marinelli: da “La canzone dell’amore perduto” a “Il pescatore”, da “La città vecchia” a “Tre madri”. Per i brani usati fuori campo mantenuta invece la voce del cantautore genovese: da “Quello che non ho” a “Hotel Supramonte”, da “Amore che vieni amore che vai” a “Bocca di rosa”.
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