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“De André” fa il botto: sei milioni di spettatori

Luca Marinelli e Giancarlo Gobbi
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Luca Marinelli e Giancarlo Gobbi

ROMA. Boom di oltre 6 milioni per “Fabrizio De Andrè - Principe libero” su Rai1: la prima parte del film interpretato da Luca Marinelli, andata in onda martedì e conclusa ieri con la seconda puntata,...

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ROMA. Boom di oltre 6 milioni per “Fabrizio De Andrè - Principe libero” su Rai1: la prima parte del film interpretato da Luca Marinelli, andata in onda martedì e conclusa ieri con la seconda puntata, girata quasi interamente in Sardegna, ha stravinto la gara degli ascolti nel prime time con 6.178.000 telespettatori (share 24.3%), risultando il programma più visto dell'intera giornata. Dopo Montalbano e Don Matteo si tratta del miglior risultato per una fiction nel 2018.

Sul web scoppia però la polemica per la parlata romana dell’attore Luca Marinelli: toccate il genovese ai genovesi e vedete quel che succede. Nemmeno l'intensa interpretazione nei panni del cantautore è stata sufficiente a calmare l'irritato spirito dei genovesi che hanno sentito parlare e cantare l'attore con un accento romanesco. E l'indignazione si è sparsa sui social a macchia d'olio. «Marinelli parla come Totti» oppure «Ma come si fa a far parlare Fabrizio De André con l'accento romanesco? Ma roba da pazzi!».

Il tutto condito con fotomontaggi di Faber che canta «via del Campo c'è 'na puttana.. occhi verdi color cicoria» e la specifica: «a Genova la cicoria non esiste. La verdura standard sono le bietole». Scatta praticamente subito il paragone con il Montalbano di Luca Zingaretti che parla un perfetto siciliano. E la polemica s'infiamma. Per meglio capire il rapporto De André-genovese basta ascoltare le parole di chi De André l'ha conosciuto bene. Lucio Salvini è stato il discografico del cantautore, suo collaboratore fino alla fine ma soprattutto il suo più vero amico. Non ha visto il film, ma ricorda l'uomo. Faber «aveva un eloquio aristocratico, una naturale inflessione genovese».

E questo non viene perdonato dal mondo del web: non viene perdonato il fatto che si sia tolta questa identità genovese al suo cantautore più amato e più rappresentativo: «provate a far cantare Pino Daniele in milanese» ha scritto qualcuno.

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