La Nuova Sardegna

Il testamento artistico di Jiro Taniguchi

di Fabio Canessa
Il testamento artistico di Jiro Taniguchi

La casa editrice Oblomov pubblica “La foresta millenaria” del fumettista scomparso un anno fa

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È già passato un anno. Se n’è andato nel febbraio del 2017, lasciando un grande vuoto nel mondo del fumetto. Solo chi lo conosceva sapeva che stava combattendo negli ultimi anni con una grave malattia, ma nonostante la degenerazione dello stato di salute Jiro Taniguchi aveva continuare a disegnare. Stava lavorando in particolare a un progetto pensato per la Francia, dove il fumettista giapponese era molto amato tanto da essere insignito anche della medaglia di cavaliere dell’Ordine delle arti e delle lettere: “La foresta millenaria”, questo il titolo dell’ultimo racconto scritto e disegnato (interamente ad acquerello) da Taniguchi.

Lo porta in Italia, e non poteva che andare così, l’amico Igort con la sua nuova casa editrice Oblomov. Un volume dal particolare formato orizzontale (104 pagine, 23 euro) che raccoglie la prima parte di una storia originariamente pensata su cinque tomi. Sull’intero progetto da leggere la postfazione di Corinne Quentin, direttrice dell’agenzia letteraria Le Bureau des Copyrights Français, e di Motoyuki Ode, editor della casa editrice responsabile della pubblicazione del libro in Giappone. Non l’unico contenuto extra che arricchisce “La foresta millenaria”. C’è anche, a presentare l’opera, l’intervento di un grande fumettista italiano come Vittorio Giardino e ci sono degli inediti bozzetti provenienti dai carnet di Taniguchi. Studi sui personaggi, ma non solo, di questa storia ambientata negli anni Cinquanta nella prefettura di Tottori, regione montuosa del Giappone e terra natale dell’autore. Protagonista un ragazzino che si batte per la sopravvivenza di un’antica foresta, minacciata da un progetto di sfruttamento minerario della zona. Wataru ha dieci anni e comprende il linguaggio degli animali e delle piante.

Un lavoro incompiuto, ma che può ugualmente considerarsi un testamento artistico per come racchiude l’esperienza del maestro giapponese. Sul piano grafico avvicina le tradizioni del manga a quelle del fumetto europeo, una contaminazione sempre seguita da Taniguchi, mentre dal punto di vista della tematica affronta un argomento fondamentale della sua opera, quello del rapporto tra uomo e natura. Con elementi shintoisti e magici che mai come in questo lavoro sembrano avvicinarlo al mondo di Miyazaki.

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