Einstein e gli altri La grande fisica diventa uno show
di Paolo Coretti
In scena a Cagliari e Alghero “Monologhi quantistici” La pièce scritta e interpretata da Gabriella Greison
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Una rivoluzione scientifica a teatro con “1927- Monologo quantistico”, l’affascinante spettacolo scritto e interpretato da Gabriella Greison (eclettica giornalista e scrittrice nonché ricercatrice e docente di fisica e performer), con la regia di Emilio Russo (produzione TieffeTeatroMilano) in tournée in Sardegna sotto le insegne del circuito Cedac. La pièce – impreziosita da immagini e video e da una colonna sonora a tema è in programma stasera alle 21 al TsE di via Quintino Sella nel quartiere di Is Mirrionis a Cagliari, inserita nel cartellone de “Il Terzo Occhio”, la nuova Stagione di teatro contemporaneo organizzata dal Cedac in collaborazione con il Teatro del Segno. E poi andrà in scena domani alle 21 al Teatro Civico di Alghero, per un intrigante viaggio nelle atmosfere del primo Novecento fra l’elaborazione della teoria dei quanti e la nascita della fisica moderna. Una storia avvincente come un romanzo, ricostruita attraverso documenti, testimonianze, fotografie e cronache dell’epoca che mostrano la vivacità del dibattito intorno ai segreti della materia, tra ipotesi contrastanti e modelli matematici capaci di descrivere fenomeni complessi come il comportamento e le reazioni delle particelle nella dimensione atomica e subatomica, tra folgoranti intuizioni e ardue dimostrazioni e confutazioni, nell’atmosfera vivace e mondana dei Congressi Solvay e delle riunioni – che Albert Einstein chiamava “witches’ Sabbath”, ossia il riposo delle streghe – che vedevano a confronto alcune delle menti più brillanti del XX secolo.
Gabriella Greison descrive la temperie culturale e il rapido susseguirsi di scoperte che superano i paradigmi della fisica classica e contribuiscono alla creazione della futura meccanica quantistica prendendo spunto da un'immagine emblematica: la foto che ritrae un gruppo di scienziati, ventinove in tutto, per la maggior parte fisici, diciassette dei quali avevano già ricevuto o avrebbero ottenuto nei decenni successivi il Premio Nobel. La giornalista e scrittrice – che ha dedicato a questa straordinaria avventura intellettuale anche il libro “L’incredibile cena dei fisici quantistici” (Salani editore) mette l’accento sul lato umano e sulle note differenze caratteriali che contraddistinguono alcune delle massime personalità scientifiche – celebrità ammirate e rispettate dal grande pubblico – impegnate in amabili conversazioni e accese discussioni sulle sottili interazioni fra materia e energia.
Un sapere così all’avanguardia da potersi fondare più sul ragionamento che sulle verifiche empiriche – mentre l’effettiva misurazione sarebbe stata possibile solo molto più tardi attraverso apparecchiature sofisticate e tecnologie evolute – ma capace di indagare sull’infinitamente piccolo e di dare spiegazioni ai misteri del cosmo. “1927 - Monologo quantistico” mostra l'esistenza di una comunità scientifica internazionale, in cui i singoli studiosi mettono alla prova le teorie apparentemente più bizzarre sottoponendole al vaglio dei propri colleghi, e ciascuno nel portare avanti le proprie ipotesi e le proprie ricerche può avvalersi di suggerimenti e apporti preziosi, in una comune corsa verso il progresso, con la visione forse utopistica di un mondo migliore.
Nello spettacolo riecheggiano le voci di grandi scienziati del Novecento – da Niels Bohr, artefice della cosiddetta interpretazione di Copenaghen della meccanica quantistica, a Wolfang Pauli, ideatore del principio di esclusione, a Werner Heisenberg, cui si deve il principio di indeterminazione e allo stesso Albert Einstein, padre della teoria della relatività – “fotografati” in occasione di un congresso, intenti a discutere le leggi della natura e a definire i confini della moderna fisica quantistica in illuminanti e a tratti sorprendenti conversazioni. Tra fantasia e realtà.
Gabriella Greison descrive la temperie culturale e il rapido susseguirsi di scoperte che superano i paradigmi della fisica classica e contribuiscono alla creazione della futura meccanica quantistica prendendo spunto da un'immagine emblematica: la foto che ritrae un gruppo di scienziati, ventinove in tutto, per la maggior parte fisici, diciassette dei quali avevano già ricevuto o avrebbero ottenuto nei decenni successivi il Premio Nobel. La giornalista e scrittrice – che ha dedicato a questa straordinaria avventura intellettuale anche il libro “L’incredibile cena dei fisici quantistici” (Salani editore) mette l’accento sul lato umano e sulle note differenze caratteriali che contraddistinguono alcune delle massime personalità scientifiche – celebrità ammirate e rispettate dal grande pubblico – impegnate in amabili conversazioni e accese discussioni sulle sottili interazioni fra materia e energia.
Un sapere così all’avanguardia da potersi fondare più sul ragionamento che sulle verifiche empiriche – mentre l’effettiva misurazione sarebbe stata possibile solo molto più tardi attraverso apparecchiature sofisticate e tecnologie evolute – ma capace di indagare sull’infinitamente piccolo e di dare spiegazioni ai misteri del cosmo. “1927 - Monologo quantistico” mostra l'esistenza di una comunità scientifica internazionale, in cui i singoli studiosi mettono alla prova le teorie apparentemente più bizzarre sottoponendole al vaglio dei propri colleghi, e ciascuno nel portare avanti le proprie ipotesi e le proprie ricerche può avvalersi di suggerimenti e apporti preziosi, in una comune corsa verso il progresso, con la visione forse utopistica di un mondo migliore.
Nello spettacolo riecheggiano le voci di grandi scienziati del Novecento – da Niels Bohr, artefice della cosiddetta interpretazione di Copenaghen della meccanica quantistica, a Wolfang Pauli, ideatore del principio di esclusione, a Werner Heisenberg, cui si deve il principio di indeterminazione e allo stesso Albert Einstein, padre della teoria della relatività – “fotografati” in occasione di un congresso, intenti a discutere le leggi della natura e a definire i confini della moderna fisica quantistica in illuminanti e a tratti sorprendenti conversazioni. Tra fantasia e realtà.
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