I Bertas cantano il mondo che cambia
di Monica De Murtas
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I Bertas in concertoCinquant’anni dopo “Fatalità” la band sassarese torna in pista con un nuovo disco che presenterà il 23 marzo a Sassari
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SASSARI. Cambia il mondo ma i Bertas restano. A cinquant'anni esatti dalla pubblicazione del loro più importante successo discografico “Fatalità”, prodotto da RCA records, i Bertas son tornati in sala d'incisione per registrare “Cambia il mondo” un nuovo album che sarà in vendita ad aprile. La storica band sassarese ha presentato il nuovo progetto ieri a Cagliari all'interno di "Sound Around the Island"e replicherà il 23 marzo al Teatro Verdi di Sassari. Negli anni alcuni componenti della formazione originaria hanno lasciato la band che attualmente è composta da Mario Chessa (pianoforte, tastiere e voce), Enzo Paba (chitarre e voce), Marco Piras (chitarre). Sul palco i Bertas sono accompagnati da un gruppo di amici (come loro stessi amano definirli) Franco Castia (vocalist), Giuseppe Gadau (basso e voce), (Fabrizio Loriga) batteria e percussioni, Maria Rosaria Soro (vocalist) , Enrica Virdis (vocalist). “Cambia il mondo” contiene 16 brani che spaziano dalla tradizione melodica al genere hip pop, dalla canzone d’autore alla sperimentazione elettronica: in perfetto stile Bertas. Si perché il marchio di fabbrica della band (che può vantare 52 anni di attività ininterrotta) è sempre stata la versatilità. Nati nel 1965 salirono in vetta alle classifiche con “Fatalità” brano evergreen interpretato anche da Ornella Vanoni e utilizzato recentemente in una pubblicità televisiva. Nel 1969 partecipano al “Cantagiovani” e al programma tv “Settevoci”, condotto da Pippo Baudo. Poi con il 45 giri “Badde lontana” (1974) iniziano la produzione musicale in sardo, che diventerà loro tratto distintivo. Tra le loro collaborazioni quella con Mark Harris, con la corale Vivaldi con cui realizzano il progetto "Tottumpare" e con la Corale Canepa per cui scrivono “Sa missa”. Dagli esordi a oggi la band ha al suo attivo una lunga sequenza di concerti (oltre tremila) e decine di lavori discografici e progetti musicali. «Ci piace cambiare, sperimentare – dice Mario Chessa – non abbiamo paura di farlo anzi amiamo il rischio, frequentare le strade meno battute. Anche quest'ultimo lavoro, non appartiene a nessun genere ma deve qualcosa a diverse scuole musicali».
Lo avete realizzato appositamente per festeggiare i 50 anni di “Fatalità” ?
«No è solo una coincidenza, non siamo mai riusciti a pianificare niente in tutti questi anni insieme (dice ridendo ndc) . Il disco mette insieme una produzione raccolta in decenni di lavoro e finora mai pubblicata. Abbiamo svuotato i cassetti insomma ed è venuto fuori davvero tanto materiale».
Oltre i generi musicali a quali temi si ispira il cd ?
«Racconti di storie vere, tributi a figure scomparse come nel brano “Paska”, omaggi alla letteratura in “Maria di catrame”, affondi nei sentimenti come in “Se ti fermassi” e “La distanza” ma anche riflessioni politiche come capita in “Fermo immagine”, “La serva” e “Quello che sei”».
Qual è il segreto della vostra longevità?
«Tanti anni fa abbiamo deciso di fare musica per il piacere di farlo, di non trasformare questa nostra passione in un mestiere. Ognuno di noi ha continuato così a fare il suo lavoro. Abbiamo scelto di non dover sacrificare il nostro tempo e i nostri affetti alle esigenze di una casa discografica. Per questo motivo negli anni '70 decidemmo di lasciare la Rca, ci chiedeva di fare cose per noi erano assurde, come tradurre “Badde lontana” in italiano ad esempio. Noi in quel periodo volevamo lavorare sulla lingua sarda, abbiamo deciso di proseguire da soli senza cedere alle pressioni delle major, E' stata questa scelta a farci rimanere uniti, abbiamo avuto l'opportunità di decidere con chi e su cosa lavorare. Collaboriamo da sempre con amici musicisti con i quali ci piace suonare e condividere una passione. Nonostante gli impegni di tutti abbiamo avuto un'attiva continuativa: locale, internazionale calibrata sempre alle nostre aspirazioni e ai nostri tempi. Poi ogni tanto ci fermiamo e apriamo i cassetti come abbiamo fatto ora, appunto, trovando materiale sufficiente per un doppio album. Ma abbiamo deciso di non strafare e tenere da parte qualcosa... insomma siamo già pronti per il prossimo anniversario!».
Lo avete realizzato appositamente per festeggiare i 50 anni di “Fatalità” ?
«No è solo una coincidenza, non siamo mai riusciti a pianificare niente in tutti questi anni insieme (dice ridendo ndc) . Il disco mette insieme una produzione raccolta in decenni di lavoro e finora mai pubblicata. Abbiamo svuotato i cassetti insomma ed è venuto fuori davvero tanto materiale».
Oltre i generi musicali a quali temi si ispira il cd ?
«Racconti di storie vere, tributi a figure scomparse come nel brano “Paska”, omaggi alla letteratura in “Maria di catrame”, affondi nei sentimenti come in “Se ti fermassi” e “La distanza” ma anche riflessioni politiche come capita in “Fermo immagine”, “La serva” e “Quello che sei”».
Qual è il segreto della vostra longevità?
«Tanti anni fa abbiamo deciso di fare musica per il piacere di farlo, di non trasformare questa nostra passione in un mestiere. Ognuno di noi ha continuato così a fare il suo lavoro. Abbiamo scelto di non dover sacrificare il nostro tempo e i nostri affetti alle esigenze di una casa discografica. Per questo motivo negli anni '70 decidemmo di lasciare la Rca, ci chiedeva di fare cose per noi erano assurde, come tradurre “Badde lontana” in italiano ad esempio. Noi in quel periodo volevamo lavorare sulla lingua sarda, abbiamo deciso di proseguire da soli senza cedere alle pressioni delle major, E' stata questa scelta a farci rimanere uniti, abbiamo avuto l'opportunità di decidere con chi e su cosa lavorare. Collaboriamo da sempre con amici musicisti con i quali ci piace suonare e condividere una passione. Nonostante gli impegni di tutti abbiamo avuto un'attiva continuativa: locale, internazionale calibrata sempre alle nostre aspirazioni e ai nostri tempi. Poi ogni tanto ci fermiamo e apriamo i cassetti come abbiamo fatto ora, appunto, trovando materiale sufficiente per un doppio album. Ma abbiamo deciso di non strafare e tenere da parte qualcosa... insomma siamo già pronti per il prossimo anniversario!».
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