La Nuova Sardegna

Anna Gardu, regina della pasta di mandorle: "E' una magia anche per me"

Kety Sanna
Anna Gardu, regina della pasta di mandorle: "E' una magia anche per me"

L’artista di Oliena premiata dal Lioness “Donna Sarda 2018”

3 MINUTI DI LETTURA





OLIENA. Ha ricevuto qualche giorno fa il premio “Donna Sarda 2018”, il prestigioso riconoscimento del “Lioness club” di Cagliari, durante una solenne cerimonia nella sala del consiglio comunale. Uno dei tanti per Anna Gardu, la pasticcera di Oliena che con la pasta di mandorle riesce a realizzare delle vere e proprie opere d’arte, famose ormai anche oltre mare. Suoi i dolci donati al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in visita nell’isola in occasione delle celebrazioni per i settant’anni dello Statuto sardo. Una scatola contente le “4 mores” dove il 4 diventa una “A” che va a formare la parola “Amores” verso la sua terra.

«Porto avanti con orgoglio l’arte dolciaria di quattro generazioni della mia famiglia – racconta Anna Gardu – Iniziò un mio prozìo, Nicola Colli che già nel 1890 inserì i decori nei dolci tipici sardi. Sono cresciuta tra i profumi dei biscotti e degli amaretti appena sfornati e il rumore del guscio delle mandorle spaccato. Da piccolissima – aggiunge la donna – ho imparato a plasmare la pasta di mandorle per creare i dolci della nostra tradizione. Poi mi sono accorta che potevo andare oltre, osare e realizzare qualsiasi cosa volessi».

Pochi ingredienti: farina, acqua zucchero e mandorle, dosati secondo ricette segrete tramandate di madre in figlia e che impastate riescono a regalare forti emozioni. Così sono nati bottoni sardi e oggetti in filigrana, pavoncelle, maschere, scialli e grembiuli, “hòriheddos” e cuori votivi con un’anima dolce ricoperta di preziosi decori, fra perle e intrecci di fili d’oro e d’argento. Che dire poi dei magnifici gateaux, finemente cesellati con la ghiaccia che l’artista pasticcera del paese del Corrasi presenta sotto eleganti campane di vetro?

Un viaggio sensoriale che lascia senza fiato. «Mi avevano chiesto di partecipare a Galanias, la mostra allestita al Museo Tribu, sui tesori dell’artigianato sardo dove – continua Anna Gardu – e avevo portato sa timballa, tipico dolce degli sposi: un castello croccante di pasta di mandorle e ricchi ricami. Venne notato dal critico d’arte Vittorio Sgarbi che mi contattò perché cercava artisti nel settore che potessero esporre all’Expo di Milano».

Per la pasticcera olianese seguirono poi le mostre di Castellabate, Valenza Po e persino un’esposizione in Giappone presso International Hokuriku Kogei Summit. Bellissima e unica nel suo genere, la rappresentazione della Passione di Cristo esposta prima a Cagliari e poi nella chiesetta della Solitudine a Nuoro. «La verità – aggiunge l’artista barbaricina – è che ho sempre amato disegnare e avrei voluto tanto poter modellare l’argilla. Quando ho capito che la pasta di mandorle si prestava ad essere plasmata, ho iniziato a sognare. La parte più complicata di tutto il mio lavoro è la decorazione. In quel momento siamo io e il dolce che devo creare. Tutto nasce da sé, da un punto centrale dal quale arriva poi il resto. E ogni volta per me è una magica sorpresa».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il provvedimento

Abusi edilizi e scarichi irregolari: chiuso il ristorante “Sapore di mare”, ex Chicca Piperita

di Argentino Tellini
Le nostre iniziative