“Ammore e malavita” si aggiudica il David
Miglior film è il noir in salsa napoletana dei fratelli Manetti. La dichiarazione d’amore per l’Italia del regista di “E.T.”
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ROMA. Il David di Donatello va al musical-crime-noir in salsa napoletana “Ammore e malavita” dei Manetti Bros, super favorito come candidature, ben 15 tra cui film, regia e sceneggiatura. Nella serata dei David di Donatello il protagonista da ricordare in futuro è stato Steven Spielberg. «Spielberg è il motivo per cui faccio cinema». lo aveva detto il vincitore Marco Manetti ieri sul red carpet dei David «Senza quattro dei suoi film, “Incontri ravvicinati del terzo tipo”, “ET”, “I predatori dell’arca perduta” e “Lo squalo”... soprattutto “Lo squalo” per la mia storia personale, non sarei diventato regista. E oggi sarà costretto a notarci – ha aggiunto scherzando –. Sentirà questo “Ammore e malavità 15 volte”, domani possiamo sperare che saprà chi siamo».
Il regista americano ha ricevuto il Premio per la carriera dalle mani di una sempre bellissima Monica Bellucci ed è stata l’occasione per una dichiarazione d’amore per il cinema italiano. «Fondamentale per la mia carriera» come ha dichiarato Spielberg, ricordando il suo viaggio da ragazzo dopo il suo film rivelazione “Duel” che incuriosì Federico Fellini che chiese di conoscerlo. Il regista americano sul red carpet aveva dichiarato che «avere il David di Donatello, significa molto per me, è un premio che viene da un Paese che non ha solo prodotto grandi cineasti qui ma anche tanti che sono emigrati in America e hanno cambiato il paesaggio del cinema americano». Il regista ha ribadito il suo amore per il cinema italiano: «Avete avuto tanti grandissimi autori, come Rossellini, Fellini, Antonioni, fino a Bertolucci, che è un amico». Spielberg a poi ricordato lo straordinario viaggio che fece da giovanissimo per Roma con Federico Fellini. Per il regista americano apparizione lampo di Roberto Benigni nel backstage dei David di Donatello. Benigniè andato a salutare l’amico Steven Spielberg per poi lasciare subito gli Studios di Roma, dove era in corso la cerimonia di premiazione. Miglior regia a Jonas Carpignano per “A ciambra”. Miglior attore protagonista Renato Carpentieri per “La tenerezza”. Miglior attrice protagonista Jasmine Trinca per “Fortunata”. Miglior film straniero “Dunkirk” di Christopher Nolan.
Un’edizione nel segno del femminile la 62/a dei premi David di Donatello, almeno per quanto si è visto ieri al Quirinale dove sono stati presentati al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, i candidati delle cinquine dalle quali sono usciti i vincitori. Spesso nei confronti delle donne, ha detto Mattarella, si arriva a «comportamenti che sfociano in pressioni indebite e in violenze, morali e fisiche. Questa distorta concezione nei confronti delle donne, presente in tanti ambiti della società, è insopportabile per persone libere». «Attrici, registe, operatrici del mondo del cinema hanno con forza denunciato mancanza di parità nei diritti, nelle opportunità, nelle condizioni di lavoro; una inaccettabile pretesa di considerarle in condizione di inferiorità», ha aggiunto il Capo dello Stato, che ha anche definito il cinema «una vetrina e un volano dell’immagine e della qualità italiana»
Il regista americano ha ricevuto il Premio per la carriera dalle mani di una sempre bellissima Monica Bellucci ed è stata l’occasione per una dichiarazione d’amore per il cinema italiano. «Fondamentale per la mia carriera» come ha dichiarato Spielberg, ricordando il suo viaggio da ragazzo dopo il suo film rivelazione “Duel” che incuriosì Federico Fellini che chiese di conoscerlo. Il regista americano sul red carpet aveva dichiarato che «avere il David di Donatello, significa molto per me, è un premio che viene da un Paese che non ha solo prodotto grandi cineasti qui ma anche tanti che sono emigrati in America e hanno cambiato il paesaggio del cinema americano». Il regista ha ribadito il suo amore per il cinema italiano: «Avete avuto tanti grandissimi autori, come Rossellini, Fellini, Antonioni, fino a Bertolucci, che è un amico». Spielberg a poi ricordato lo straordinario viaggio che fece da giovanissimo per Roma con Federico Fellini. Per il regista americano apparizione lampo di Roberto Benigni nel backstage dei David di Donatello. Benigniè andato a salutare l’amico Steven Spielberg per poi lasciare subito gli Studios di Roma, dove era in corso la cerimonia di premiazione. Miglior regia a Jonas Carpignano per “A ciambra”. Miglior attore protagonista Renato Carpentieri per “La tenerezza”. Miglior attrice protagonista Jasmine Trinca per “Fortunata”. Miglior film straniero “Dunkirk” di Christopher Nolan.
Un’edizione nel segno del femminile la 62/a dei premi David di Donatello, almeno per quanto si è visto ieri al Quirinale dove sono stati presentati al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, i candidati delle cinquine dalle quali sono usciti i vincitori. Spesso nei confronti delle donne, ha detto Mattarella, si arriva a «comportamenti che sfociano in pressioni indebite e in violenze, morali e fisiche. Questa distorta concezione nei confronti delle donne, presente in tanti ambiti della società, è insopportabile per persone libere». «Attrici, registe, operatrici del mondo del cinema hanno con forza denunciato mancanza di parità nei diritti, nelle opportunità, nelle condizioni di lavoro; una inaccettabile pretesa di considerarle in condizione di inferiorità», ha aggiunto il Capo dello Stato, che ha anche definito il cinema «una vetrina e un volano dell’immagine e della qualità italiana»
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