IL FILM DELLA SETTIMANA
Caccia al serial killer nei territori selvaggi
di Fabio Canessa
Il western è morto? No, ha cambiato pelle. Non più il vecchio west, ma storie contemporanee che esplorano la frontiera americana di oggi. Guardare “I segreti di Wind River”, ambientato in una riserva...
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Il western è morto? No, ha cambiato pelle. Non più il vecchio west, ma storie contemporanee che esplorano la frontiera americana di oggi. Guardare “I segreti di Wind River”, ambientato in una riserva indiana del Wyoming. Esordio come regista di Taylor Sheridan che si era già fatto notare come sceneggiatore scrivendo “Sicario”(per Denis Villeneuve) e “Hell or High Water” (per David Mackenzie) ai quali il film ora nelle sale è legato proprio per questa comune tematica della frontiera. Pur essendo lungometraggi molto diversi tra loro. In “I segreti di Wind River” il protagonista è Cory, interpretato da Jeremy Renner, un cacciatore di predatori. Sulle tracce di un puma che ha attaccato il bestiame locale trova tra le neve il corpo, abusato, di una giovane amerinda. Che l’uomo conosce bene: figlia di un amico, era quasi una sorella maggiore per la figlia che lui stesso ha perso in circostanze altrettanto brutali. Per fare chiarezza sul caso, l’Fbi invia sul posto una agente (l’attrice Elizabeth Olsen) con poca esperienza. Sarà Cory ad aiutarla. Un film convincente sotto ogni aspetto, a cominciare dalla regia (premiata a Cannes nella sezione Un Certain Regard) che lavora di sottrazione, dal punto di vista narrativo e della recitazione, e sfrutta bene il paesaggio facendolo diventare co-protagonista fondamentale. Un luogo affascinante quanto inospitale, selvaggio. Tanto da far dimenticare le leggi e spingere in qualche modo alla tossicodipendenza e agli atti criminali. Un cinema fisico, nel rapporto con la natura e nello sviluppo attraverso l’indagine poliziesca, ma anche intimo per come riflette sull’elaborazione del lutto.
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