Protagonisti disegnati sotto la bandiera rossa
di Paolo Curreli
In libreria “La storia del comunismo in 50 ritratti” Testi di Paolo Mieli e illustrazioni di Ivan Canu
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SASSARI. Dal suo spettacolo in occasione del centenario della Rivoluzione russa “Era d’ottobre”, che ha avuto l’anteprima al festival dei Due Mondi di Spoleto, Paolo Mieli ha fatto nascere un libro: “La storia del comunismo in 50 ritratti” (Centuria, 160 pagine, 18 euro), in libreria in questi giorni. «Un lavoro dedicato al socialismo in terra, non alle teorie che l’hanno preceduto», precisa Mieli nella prefazione.
Il maestro del giornalismo ripercorre le vite dei protagonisti e i fatti che hanno determinato la storia del comunismo. Ritratti veri, appassionati, talvolta irriverenti perché, come dice Mieli, «quando studi la Storia devi essere in grado di lodare le luci e denunciare le ombre». Il libro ripercorre le vicende che si dipanano dal sogno della giustizia sociale per sfociare nella cupa dittatura, capitoli che partono da “Gli ultimi anni di Lenin”, attraverso “Il terrore rosso”, “Il poligono di Butovo”, fino “Alla cortina di ferro”, “I segreti della Guerra fredda” e arrivare a “Dopo la caduta”. Tutto scritto con lo stile preciso e saturo di informazioni del giornalista-storico Mieli, capitoli che anticipano le pagine dei 50 ritratti dove il percorso storico viene affiancato dai 50 disegni dell’algherese Ivan Canu, illustratore, critico e scrittore che collabora con importanti testate in Italia e nel mondo. Già nella scelta dell’impaginazione disegno e testo si guardano in maniera speculare, i disegni di Canu non sono un’interpretazione del testo di Mieli, ma piuttosto un binario parallelo di racconto. «In parallelo abbiamo anche lavorato – spiega Ivan Canu –. Mentre Paolo Mieli scriveva io disegnavo, senza mai incrociarci, con una tempistica molto stretta. Il fatto di non dovere illustrare un testo mi ha portato a raccontare una storia che si può ritrovare o meno nel testo di Mieli». L’approccio originale, con tanti spunti e informazioni inedite dello storico, si affianca alla padronanza della comunicazione visiva dell’artista e al suo background coltissimo, che piega lo stile all’esigenza di collocare il personaggio nel suo contesto: elementi della biografia personale ma anche del mood culturale dell’epoca. Una lettura che parte dall’immediato piacere estetico per svolgersi verso un livello più alto, in un raffinato gioco di simbologie e rimandi tutto da scoprire. «Il non dovermi allineare a codici estetici come avviene con le testate con cui collaboro mi ha permesso di esplorare e sperimentare – sottolinea l’artista –. Per Aragon ho rivisto la grafica del surrealismo, mentre per Che Guevara ho scelto di citare il Bob Dylan di Milton Glaser, il leader rivoluzionario che diventa icona pop, in altri casi ho voluto raccontare un aspetto emozionale. Come il palco del comizio per Berlinguer e il suo partito popolare di massa». Lo spettatore-lettore è coinvolto in un affascinante percorso di interpretazione dell’immagine, dalla colta citazione del costruttivismo russo per Lenin, all’indizio storico del carretto dello spazzino che ricorda via Rasella per Longo.
Non solo arte, perché il disegno è anche enigma, rebus da interpretare, e in questo Ivan Canu raggiunge un apice di coraggio e potenza col ritratto di Zdanov, eminenza grigia stalinista, figura potentissima nell’ombra del regime, tanto oscura che non ci sono arrivate che poche foto, e Canu ricostruisce il suo ritratto attraverso un classico “unisci i punti comparirà una figura”, un enigma appunto. L’illustratore algherese si conferma una delle personalità più interessanti dell’illustrazione di oggi e riconosciute dalla committenza internazionale, sarà sua la prossima copertina della rivista “Rolling Stones”.
“La storia del comunismo in 50 ritratti” è un’altra preziosa produzione di Centauria erede della storica Fratelli Fabbri Editori. «Quest’anno abbiamo dato vita, come dimostra questo libro, a una nuova linea di illustrati dalla forte connotazione grafica – specifica il publisher dell’editrice Balthazar Pagani – in cui la qualità del testo si sposa con la cultura visiva. Dove il non convenzionale e la qualità si uniscono, con l’ambizione di essere anche mainstream».
Il maestro del giornalismo ripercorre le vite dei protagonisti e i fatti che hanno determinato la storia del comunismo. Ritratti veri, appassionati, talvolta irriverenti perché, come dice Mieli, «quando studi la Storia devi essere in grado di lodare le luci e denunciare le ombre». Il libro ripercorre le vicende che si dipanano dal sogno della giustizia sociale per sfociare nella cupa dittatura, capitoli che partono da “Gli ultimi anni di Lenin”, attraverso “Il terrore rosso”, “Il poligono di Butovo”, fino “Alla cortina di ferro”, “I segreti della Guerra fredda” e arrivare a “Dopo la caduta”. Tutto scritto con lo stile preciso e saturo di informazioni del giornalista-storico Mieli, capitoli che anticipano le pagine dei 50 ritratti dove il percorso storico viene affiancato dai 50 disegni dell’algherese Ivan Canu, illustratore, critico e scrittore che collabora con importanti testate in Italia e nel mondo. Già nella scelta dell’impaginazione disegno e testo si guardano in maniera speculare, i disegni di Canu non sono un’interpretazione del testo di Mieli, ma piuttosto un binario parallelo di racconto. «In parallelo abbiamo anche lavorato – spiega Ivan Canu –. Mentre Paolo Mieli scriveva io disegnavo, senza mai incrociarci, con una tempistica molto stretta. Il fatto di non dovere illustrare un testo mi ha portato a raccontare una storia che si può ritrovare o meno nel testo di Mieli». L’approccio originale, con tanti spunti e informazioni inedite dello storico, si affianca alla padronanza della comunicazione visiva dell’artista e al suo background coltissimo, che piega lo stile all’esigenza di collocare il personaggio nel suo contesto: elementi della biografia personale ma anche del mood culturale dell’epoca. Una lettura che parte dall’immediato piacere estetico per svolgersi verso un livello più alto, in un raffinato gioco di simbologie e rimandi tutto da scoprire. «Il non dovermi allineare a codici estetici come avviene con le testate con cui collaboro mi ha permesso di esplorare e sperimentare – sottolinea l’artista –. Per Aragon ho rivisto la grafica del surrealismo, mentre per Che Guevara ho scelto di citare il Bob Dylan di Milton Glaser, il leader rivoluzionario che diventa icona pop, in altri casi ho voluto raccontare un aspetto emozionale. Come il palco del comizio per Berlinguer e il suo partito popolare di massa». Lo spettatore-lettore è coinvolto in un affascinante percorso di interpretazione dell’immagine, dalla colta citazione del costruttivismo russo per Lenin, all’indizio storico del carretto dello spazzino che ricorda via Rasella per Longo.
Non solo arte, perché il disegno è anche enigma, rebus da interpretare, e in questo Ivan Canu raggiunge un apice di coraggio e potenza col ritratto di Zdanov, eminenza grigia stalinista, figura potentissima nell’ombra del regime, tanto oscura che non ci sono arrivate che poche foto, e Canu ricostruisce il suo ritratto attraverso un classico “unisci i punti comparirà una figura”, un enigma appunto. L’illustratore algherese si conferma una delle personalità più interessanti dell’illustrazione di oggi e riconosciute dalla committenza internazionale, sarà sua la prossima copertina della rivista “Rolling Stones”.
“La storia del comunismo in 50 ritratti” è un’altra preziosa produzione di Centauria erede della storica Fratelli Fabbri Editori. «Quest’anno abbiamo dato vita, come dimostra questo libro, a una nuova linea di illustrati dalla forte connotazione grafica – specifica il publisher dell’editrice Balthazar Pagani – in cui la qualità del testo si sposa con la cultura visiva. Dove il non convenzionale e la qualità si uniscono, con l’ambizione di essere anche mainstream».
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